Tina e Bianca. Un libro di memoria, lotta e radici antifasciste

VOCI DIVERSE CHE PARLAVANO ALL’UNISONO.

Tina e Bianca. Voci Partigiane Bordeaux 2026 euro 20, a cura del Dipartimento Antifascismo del Partito della Rifondazione Comunista è un libro speciale per molte ragioni. Una su tutte. Perché è un libro di Partito nell’epoca in cui, come ricorda Maurizio Acerbo nel suo contributo, “la parola partito è diventata una parolaccia ma prima la politica la facevano solo i ricchi, mentre Tina dimostra come militante del Partito Comunista che l’intellettuale organico di Gramsci è innanzitutto la classe lavoratrice che diventa dirigente e consente a una partigiana non laureata di diventare presidente di una Usl”.

E’ un libro realizzato da una articolazione di un Partito che riesce a organizzarsi e a lavorare collettivamente per realizzare una opera di assoluto valore culturale oltre che politico. Necessario come scrive Rita Scapinelli nella sua Introduzione per rendere vivo l’impegno del gruppo di lavoro che in questo Ottantesimo anniversario del voto alle donne ha voluto ricercare biografie di partigiane comuniste dimenticate, per testimoniare il contributo decisivo delle donne alla Resistenza, facendo sentirne la voce di due particolarmente importanti nella storia di Rifondazione.

Due voci e due persone molto diverse tra loro, ma che sapevano parlare e lottare all’unisono, contro il fascismo, il capitalismo, l’imperialismo, senza subire i pregiudizi maschilisti presenti anche nel loro amato Partito. Sembra pertanto che le molteplici testimonianze stesse parlino una sola voce, quella che riesce nei romanzi solo ai grandi scrittori, la voce di Tina e Bianca, come se il libro l’avessero scritto loro e invece l’ha scritto il loro Partito, le compagne e i compagni che le avevano conosciute e che pur raccontando esperienze diverse, ricreavano due personaggi assolutamente coerenti, rocciose e ventose, resistenti e danzanti come papaveri rossi tra i binari della ferrovia traversante un campo di grano.

Stefania Amarugi e Anna Caioli, compagne che non le avevano conosciute scrivendo le loro biografie, sono così passate dal rimpianto per non averle incontrate alla soddisfazione di averle scoperte e di poter contribuire a farle conoscere ai più giovani  per fargli comprendere quanta forza esprimeva il movimento operaio e che generazioni di comuniste faceva nascere.

Sergio Dalmasso che ha da poco completato la sua storia di Rifondazione ha inquadrato il loro impegno nel dibattito sempre vivo e aperto per le scelte difficili da fare. Il Gruppo degli altri testimoni, a cui speriamo altri possano aggiungersi nelle presentazioni che verranno organizzate sono, in ordine di Indice: Davide Conti, Annamaria Rivera, Stefano Galieni, Francesca D’Amato, Mauro Collina, Gianni Ammendola, Emanuela e Michela Becchis, Giuseppe Carroccia, Fulvio Lorefice, Franco Pallone, Roberto Gramiccia, Giovanni Barbera.

Particolarmente significativi i contributi di Anpi: Marina Pierlorenzi sul ruolo di Tina nella nascita del coordinamento Donne; Fabrizio De Sanctis sulla straordinaria capacità di organizzare la Formazione di Bianca.

Chiude il libro, che si è avvalso della ricerca di archivio di Stefania Brai e di due ritratti dell’artista Stefano Salvi, un capitolo con scritti di Bianca e testimonianze soprattutto video di Tina che negli ultimi anni era diventata famosa quasi come una pop star.

Dalla lettura ne esce il ritratto di un paese che era in movimento: dalla Resistenza, alle lotte per i servizi sociali nelle borgate romane, per portare anche nelle periferie la cultura e la formazione, all’impegno per la classe lavoratrice e nella Cgil e tutte, ma proprie tutte, le lotte contro il fascismo e per lo sviluppo della democrazia, per la via italiana al socialismo.

Anche l’idea di questo libro nasce in fondo da una lotta che continua. Ogni volta che i fascisti ci colpiscono, come quando imbrattarono la targa di Tina a Piazza Cinecittà, abbiamo sempre risposto subito e contrattaccato: disegnando murales di Tina, ricostruendo la biblioteca di Bianca, ricordando il decimo anniversario della morte della seconda e il centenario della nascita della prima. Ogni volta vivevamo un paradosso: durante il ricordo di Tina finivamo per parlare di Bianca e viceversa. Perché non scrivere un opuscolo su tutte e due insieme, così facciamo prima. Perché non un libro ha rilanciato Rita. Una impresa un po’ folle, quindi adatta a Rifondazione e infatti è riuscita.

Leggendolo infine vi accorgerete di un protagonista che compare più volte avvolto in spire di fumo, dall’aspetto decisamente felino. Probabilmente un gatto, ma ciascuno potrà interpretarlo a modo suo. I suoi baffi sono variamente interpretabili.

Sicuramente però la voce di quelle due non ricordava un miagolio, ma il ruggito di due leonesse. Ce l’abbiamo ancora nella mente.

Giuseppe Carroccia

13/10/2026 PRC Roma

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