10 MORTI SUL LAVORO IN DUE GIORNI: UNA STRAGE QUOTIDIANA SENZA FINE
l bollettino di questa guerra silenziosa continua ad aggiornarsi con una frequenza spaventosa. In sole 48 ore abbiamo registrato altri 10 lavoratori che non sono tornati a casa.
LE TRAGEDIE DI IERI (5 VITTIME)
- Ayoub Abourabil (31 anni): operaio di origine marocchina residente a Firenze, deceduto schiacciato nel cantiere della nuova Stazione dell’Alta Velocità (Foster) in via Onofrio Zefferini.
- Carlo Spiga (61 anni): autotrasportatore residente a Monastir, travolto e schiacciato fatalmente da un carico di tubazioni metalliche durante le operazioni nel piazzale del Porto Canale di Cagliari.
- Andrea Di Risio (23 anni): giovane studente universitario prossimo alla laurea, morto mentre lavorava alla pulizia delle vasche per il vino nella cantina sociale San Panfilo a Scerni (Chieti), a causa di presunte intossicazioni da esalazioni di anidride carbonica.
- Un operaio di 30 anni: precipitato rovinosamente da un ponteggio in un cantiere a Cagnano Amiterno (L’Aquila). Una tragedia che ha fatto subito scattare l’allarme di Enbital sull’aumento drammatico degli incidenti nell’area aquilana.
- Un operaio di origine albanese: trovato privo di vita accanto a un furgone all’interno di un vivaio a Pistoia. Sulle cause del decesso stanno indagando i Carabinieri.
I 4 DECESSI DEL GIORNO PRECEDENTE
Queste cinque tragiche notizie si sommano ai 4 decessi registrati il giorno prima:
- Flavio Bertacchini: precipitato da un ponteggio nel Bresciano (un’altra drammatica caduta dall’alto).
- Rocco De Carlo: operaio della Lucania Resine (Potenza), schiacciato dalla caduta di un pesante macchinario industriale durante le fasi di movimentazione.
- Un autotrasportatore: deceduto tragicamente in un incidente lungo il tratto dell’autostrada A1 durante il turno di lavoro.
- Cataldo Modugno (54 anni): morto dopo 48 giorni di agonia e 3 interventi chirurgici per le gravissime lesioni riportate allo stabilimento Molini Casillo a Corato (Bari), dove lavorava da quasi 40 anni.
Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste cifre e al dolore incalcolabile delle famiglie. Dietro ogni nome c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta e il diritto fondamentale alla vita sul posto di lavoro calpestato. Servono prevenzione reale, controlli rigorosi e l’abolizione dei meccanismi di subappalto che penalizzano la sicurezza dei lavoratori.
L’Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro continua a monitorare ogni singola tragedia perché nessuno venga dimenticato.
Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro

16/10/2026










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