4.4.2026 omaggio a Martin Luther King

“I have a dream” : che i lavoratori addetti alla igiene urbana non siano più sfruttati ed esposti a rischi evitabili

Non tutti ricordano i particolari della giornata in cui la furia omicida si abbatté contro Martin Luther King il 4 aprile 1968; noto in tutto il mondo per il movimento per i diritti civili M.l.King era quel giorno a Memphis per una manifestazione di sostegno allo sciopero dei netturbini che erano certo in maggioranza neri …ma non tutti;

dopo aver riflettuto su questo particolare storico, da qualche anno, consideriamo il 4 aprile come una giornata in cui è opportuno ricordare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di questo comparto che sono esposti a rischi occupazionali enormi, a distress rilevanti sia di tipo fisico che di tipo psicologico; non siamo né abbiamo in programma di diventare un sindacato  ma occuparsi di salute e sicurezza, di diritti e anche di salario, è un tutt’uno, è un sistema di vasi comunicanti perché anche un salario basso ed inadeguato è un fattore di distress che può certamente danneggiare la salute ; a tutt’oggi non siamo stati in grado di organizzare, come avremmo voluto, un seminario con i lavoratori e i sindacati che avrebbero potuto aderire ma siamo in grado di fare alcune considerazioni :

  • I rischi professionali in questo comparto sono molto elevati : “incidenti” stradali (eri e propri omicidi sul lavoro) , traumi, esposizioni a sostanze chimiche che molto anzi troppo frequentemente inquinano i cosiddetti rifiuti solidi urbani che , a loro volta, sono tutt’altro che sostanze inerti ed innocue
  • Moto frequentemente infatti a quelli che dovrebbero essere “rifiuti solidi urbani” si associano smaltimenti (anche di origine “aziendale”) del tutto abusivi di rifiuti anche cancerogeni, tossici o allergizzanti
  • In queste ultime settimane abbiamo avuto esempi eclatanti di smaltimenti abusivi in val di Zena e in valle d’Idice (territori di Pianoro e Monterenzio) ; ad alcune settimane di distanza dagli avvistamenti (causa la scarsa tempestività di bonifiche ed accertamenti) ancora non abbiamo contezza della esatta natura degli smaltimenti ma certamente questi hanno incluso prodotti petroliferi e fibrocemento
  • Siamo certi che sia necessario per questi lavoratori una forte implementazione dei percorsi di formazione e di informazione sui rischi professionali; per esempio per il riconoscimento immediato della possibile natura dei rifiuti che spesso si trovano abusivamente accantonati vicino ai cassonetti
  • I salari non solo sono inadeguati ma “illegalmente” bassi; illegalmente nel senso che , come denuncia da anni il sindacato USB, i lavoratori vengono retribuiti con parametri salariali inferiori all’inquadramento che spetterebbe per le mansioni effettivamente svolte;
  • Gli orari di lavoro sono spesso costrittivi , confliggono e danneggiano i ritmi fisiologici circadiani fino ad essere a volte orari “antisociali” che causano difficoltà nella gestione delle relazioni familiari

Come “Rete nazionale lavoro sicuro” non abbiamo la “pretesa” di definire una piattaforma rivendicativa(che spetta ai rappresentanti dei lavoratori)  ma indichiamo la necessità di mettere in campo il massimo impegno, in sinergia con le forze sindacali che condividono la prospettiva in vista di questi obiettivi:

  • Eliminazione dei rischi alla fonte , per quanto possibile, dandoci come limite non il “costo” ma la fattibilità tecnologica
  • Implementazione dei percorsi di formazione su individuazione/riconoscimento/primo trattamento dei rifiuti con particolare riferimento ai rifiuti non assimilabili ai “solidi urbani” ma molto spesso collocati dentro e fuori dai cassonetti
  •  Allineamento degli orari di lavoro ai ritmi fisiologici circadiani e naturali
  • Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario in condizioni di temperature ambientali molto basse o molto elevate
  • Implementazione delle pause; riposi di recupero dopo orari di lavoro anti fisiologici; ove gli orari costrittivi non fossero modificabili (per parere condiviso anche dai lavoratori) riposi compensativi e aumento delle ferie annue
  • Rivisitazione critica degli attuali DDVVRR ( documenti di valutazione del rischio)  e riformulazione della valutazione del distress lavorativo con al individuazione delle necessaria “azioni di miglioramento”
  • Sostituzione del “medici competenti” sclti dal datore di alvoro con medici del lavoro appartenenti ai dipartimenti di prevenzione investiti anche di ruolo di upg
  • “Inevitabile” aumento del personale; non si deve cercare di fronteggiare i mutamenti climatici facendo imponendo orari di lavoro ancora piu’ antifisiologici e vessatori di quelli di prima della crisi; i mutamenti climatici ( CHE PERALTRO NON SIAMO NOI LAVORATORI AD AVER CAUSATO , ciò nonostante dovremmo farcene carico noi con ulteriori forme di sfruttamento?)  si devono affrontare  con la riduzione di orario a parità di salario; basta tentare ulteriormente di “spremere il limone” (la casse operaia) : i mutamenti climatici inevitabilmente comportano un calo del PIL ; a questa inevitabile evidenza non si può reagire aumentando lo sfruttamento della forza lavoro    
  • Incremento dell’attuale salario del 50-80%

Questa categoria di lavoratori sfruttata e bistrattata, come tutti i lavoratori e le lavoratrici del mondo, merita rispetto

Svolgono una attività storicamente considerata umile e marginale ma senza di loro…”scoppia il colera”

Infine: CONVOCHIAMO LA ASSEMBLEA NAZIONALE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO

PORTIAMO QUESTE PROPOSTE DI GIUSTIZIA E DI BUON SENSO OVUNQUE

Netturbini di tutto il mondo…uniamoci

Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna

3/4/2026

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *