Vertice del Gruppo dell’Aia: sei passi per fermare il genocidio in Palestina

All’apertura del vertice, il ministro degli Esteri colombiano Rosa Villavicencio ha sottolineato che “la Colombia ha parlato in modo inequivocabile, ciò che sta accadendo a Gaza è un genocidio”. Foto: @CancilleriaCol.

Tra gli altri punti, i paesi hanno concordato di porre il veto alla vendita o al trasferimento di armi, carburante militare e attrezzature a duplice uso a Israele.

Il primo vertice ministeriale d’emergenza del Gruppo dell’Aia, tenutosi a Bogotà, in Colombia, il 15 e 16 luglio, ha adottato una dichiarazione congiunta con sei misure per frenare il genocidio in Palestina, vietare il sostegno militare a Israele e promuovere la giustizia internazionale in risposta alla crisi umanitaria nei territori palestinesi occupati.

La dichiarazione congiunta adottata dai paesi riuniti a Bogotà illustra in dettaglio le seguenti misure per affrontare i crimini internazionali e la situazione in Palestina:

  1. Divieto di spedizioni militari verso Israele
    Gli Stati si sono impegnati a bloccare l’esportazione di armi, munizioni, carburante e attrezzature militari verso Israele. Questa misura cerca di impedire alle industrie nazionali dei paesi partecipanti di contribuire, direttamente o indirettamente, al genocidio, ai crimini contro l’umanità e ad altre violazioni del diritto internazionale nei Territori Palestinesi Occupati. Il divieto include qualsiasi materiale che potrebbe essere utilizzato per perpetuare l’occupazione illegale o la violenza contro i civili palestinesi, garantendo che le risorse degli Stati non siano legate a queste azioni.
  2. Restrizioni al passaggio di navi che trasportano attrezzature militari
    I paesi vieteranno l’accesso, l’attracco o la fornitura di servizi nei loro porti a navi che rappresentano un chiaro rischio di trasporto di armi, munizioni o forniture militari in Israele. Questa misura è in linea con il diritto internazionale, in particolare con gli obblighi degli Stati di non facilitare attività che violano i diritti umani o il diritto umanitario. I porti nazionali attueranno controlli rigorosi per identificare e detenere qualsiasi nave sospettata di contribuire alla macchina bellica israeliana.
  3. Controllo delle navi battenti bandiera nazionale
    Alle navi registrate sotto bandiera dei paesi membri del Gruppo dell’Aia è vietato il trasporto di armi, munizioni, carburante militare o attrezzature a duplice uso in Israele. Questa restrizione garantisce che le flotte nazionali non vengano utilizzate per sostenere l’occupazione o i crimini in Palestina. Gli Stati istituiranno meccanismi di supervisione per garantire il rispetto, comprese ispezioni e sanzioni per le navi che violano questa disposizione.
  4. La revisione dei contratti pubblici con gli Stati israeliani
    esaminerà urgentemente tutti i contratti pubblici con entità israeliane, sia governative che private, per garantire che i fondi statali non vengano utilizzati per attività che perpetuano l’occupazione illegale della Palestina o violazioni dei diritti umani. Questa misura include la valutazione degli accordi commerciali, dei contratti di difesa e di qualsiasi tipo di cooperazione che possa contribuire alla macchina dell’occupazione. I paesi si sono impegnati a sospendere o annullare i contratti che non rispettano i principi del diritto internazionale.
  5. Indagini e perseguimento di crimini internazionali
    I Paesi promuoveranno l’indagine e il perseguimento di gravi crimini, tra cui genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi nei Territori Palestinesi Occupati. Queste azioni saranno condotte nei tribunali nazionali e internazionali, garantendo che le vittime ricevano giustizia e che siano prevenuti futuri crimini. Gli Stati rafforzeranno i loro sistemi giudiziari per perseguire questi casi e collaboreranno con gli organismi internazionali per garantire l’accertamento delle responsabilità.
  6. Sostegno alla giurisdizione universale
    I Paesi sosterranno l’applicazione della giurisdizione universale, in conformità con le loro leggi nazionali, per perseguire i responsabili di crimini commessi in Palestina, indipendentemente dalla loro nazionalità o dal luogo in cui gli atti sono stati commessi. Questa misura mira a garantire che gli autori di crimini internazionali non trovino rifugio in nessun paese e che le vittime abbiano accesso alla giustizia, rafforzando il principio della responsabilità globale per le gravi violazioni del diritto internazionale.

All’apertura del vertice, il ministro degli Esteri colombiano Rosa Villavicencio ha sottolineato che “la Colombia ha parlato in modo inequivocabile, ciò che sta accadendo a Gaza è un genocidio”.

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Da parte sua, la relatrice speciale dell’ONU per i territori occupati, Francesca Albanese, ha sottolineato la necessità di “costruire un nuovo ordine mondiale multilaterale” guidato da Paesi come la Colombia e il Sudafrica, che hanno promosso azioni legali contro Israele per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia.

Oltre alle misure principali, i paesi hanno concordato di porre il veto alla vendita o al trasferimento di armi, carburante militare e attrezzature a duplice uso a Israele, nonché di vietare il transito o il servizio nei porti nazionali di navi con attrezzature militari destinate a Israele.

Si sono anche impegnati a valutare gli appalti pubblici per evitare di finanziare, direttamente o indirettamente, l’occupazione di Gaza.

Il Gruppo dell’Aia ha esortato la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale ad agire in modo indipendente e senza favoritismi nel caso delle azioni genocide di Israele, riaffermando il suo impegno a favore del diritto internazionale, dei diritti umani e della responsabilità per i crimini internazionali.

16/7/2025 https://www.telesurtv.net/

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