Contratto sanità una firma a prescindere dall’infame realtà
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Come sapete tutti il 25 ottobre 2025 è stato firmato il Contratto della sanità pubblica 2022-2024 già scaduto quindi dal 1° gennaio che coinvolge circa 600 mila lavoratori e lavoratrici della sanità.Il pacco come lo definisce la CGIL (che non ha firmato questo contratto) è arrivato con un -10%(inflazione al 16% con aumenti di circa il 6%) sull’aumento contrattuale e con una perdita media mensile di 172 euro.Briciole anche sulle varie indennità (turno,notturno e festivo) e divide i lavoratori aumentando l’indennità di Pronto Soccorso peraltro gestito dalle regioni e di conseguenza con disparità tra di loro.
Se a livello economico non ci sono risposte adeguate anzi insufficienti,anche a livello normativo con questo contratto aumentano i carichi di lavoro,si costringe i lavoratori a lavorare di più con un aumento del lavoro straordinario.inoltre la cronica carenza di personale(in Italia mancano quasi 50 mila infermieri).Viene istituita la figura dell’Assistente Infermiere una figura ibrida accettata dai sindacati di professione(Nursind e Nursing-Up) che hanno firmato questo contratto deludendo i propri iscritti,si abbasserà la qualità dell’assistenza , costeranno di meno,più ricattabili e verranno collocati soprattutto nelle RSA in mano alle pseudo cooperative.
tutto questo in un quadro generale desolante in cui la legge di bilancio del governo fascista della Meloni dove viene fatta una manovra di guerra che sposta le risorse pubbliche verso i privati,riduce lo stato sociale e aumenta i finanziamenti per gli armamenti.La legge di bilancio assegna alla sanità solo lo 0,9% del pil e un 12% in più per il riarmo.Aumenta ancor di più l’età pensionabile dopo che Salvini aveva promesso di mandare tutti in pensione con quota 41.
Intanto in Regione Lombardia arriva la Super intramoenia che da un colpo di grazia al ssn,in pratica la regione ordina alle ASST di mettere a disposizione le proprie strutture per erogare le prestazioni in convenzione con assicurazioni,mutue e sistemi welfare aziendale che provocherà forti diseguaglianze tra i cittadini.Con la carenza di personale che sarà incentivato a lavorare dove si guadagna di più,la Regione Lombardia importa infermieri dall’Uzbekistan e la Lega in regione presenta una proposta di legge regionale per permettere agli infermieri e alle professioni sanitarie di fare la libera professione in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private da esportare a livello nazionale…..insomma il caos di cui i lavoratori e i cittadini ne pagheranno le conseguenze.
Che fare dunque …… unificare le lotte far convergere i sindacati (cgil e sindacati di base) su una piattaforma unitaria di lotta contro questo governo proclamando da subito lo Sciopero Generale,so che ci sono molte differenze tra i sindacati ma in questo momento bisogna unirsi.Un primo passo sarebbe per esempio l’unificazione del contratto della sanità pubblica e privata,unificando le lotte dei lavoratori per avere più potere contrattuale.
Sicuramente un autocritica va fatta in questi anni sono stati firmati contratti che non hanno dato nessuna risposta economica e professionale e a livello politico il centro sinistra ha fatto molti errori contribuendo ai tagli della sanità pubblica.Ecco da oggi dobbiamo cambiare,dobbiamo ritornare a fare sindacato e sinistra in modo radicale e conflittuale.
Giuseppe Saragnese
Infermiere ASST PG 23 di Bergamo
Direttivo FP CGIL Bergamo
Area Le Radici del Sindacato.
Contratto Sanità: definitiva la firma di un contratto a perdere
USB: La mobilitazione continua.
Con la firma definitiva del contratto – cisl, fials, nursind e nursing up -, hanno sancito la perdita del 10% del potere d’acquisto degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità pubblica e stabilito che non sono più i contratti a restituire dignità ai salari e a condizioni di lavoro sempre più proibitive ma che se vogliono recuperare salario i lavoratori e le lavoratrici devono affidarsi a straordinari e prestazioni aggiuntive. In un colpo solo dunque i firmatari sono riusciti ad impoverire i Sanitari, ad incentivare il lavoro a cottimo e a rendere inutile la funzione di un sindacato degno di questo nome.
Con un contratto così la fuga dagli ospedali e dalle università è assicurata, con buona pace di quei circa 6 milioni di cittadini che non hanno accesso alle cure.
Mentre ribadiscono di aver firmato il “miglior contratto possibile” senza essersi mai mobilitati per ottenere maggiori risorse, il governo ha deciso lo stanziamento di 40 miliardi annui in più per il riarmo a fronte dei 7,7 miliardi destinati alla sanità nel prossimo triennio e che faranno scendere a fine triennio, per la prima volta, la spesa sanitaria al di sotto del 6% del PIL a fronte di un 5% destinato alle spese militari Dimostrando così, ancora una volta, che i soldi ci sono ma vengono destinati alla guerra e non alla sanità e allo stato sociale.
Ma le piazze dell’ultimo mese, a partire dallo sciopero generale del 22 settembre, animate dalla presenza di tanti Sanitari, non ci parlano solo di solidarietà al popolo Palestinese vittima di genocidio, ma di un ritrovato protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese.
Per USB la mobilitazione contro una legge di bilancio ingiusta, che penalizza la sanità in favore del riarmo, per rivendicare il diritto alla salute, al lavoro e a salari dignitosi, continua con lo sciopero generale del prossimo 28 novembre.
Allegato di approfondimento
relazione_ccnl_sanità2_-_lug_2025.pdf (Dimensioni: 951 KB, Ultima modifica: 27.10.2025)
I sindacati corporativi umiliano gli infermieri e tutto il personale della sanità pubblica
Alla fine l’opposizione del Nursing Up al contratto che f a perdere alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità il 10% del potere d’acquisto dei propri salari si rivela per quello che è sempre stata: una tattica finalizzata a scippare il consenso alle RSU.
Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up dovranno ora spiegare agli oltre 500 mila lavoratori del settore, umiliati dell’ennesimo contratto a perdere, perché dovrebbero rimanere a lavorare nella sanità pubblica: tra salari da fame, carichi di lavoro insopportabili e continue aggressioni da parte di un’utenza che non sa più a che santo votarsi per vedere riconosciuto il proprio diritto alle cure.
In un solo colpo si sono resi responsabili di quello che si preannuncia come un inesorabile svuotamento della sanità pubblica italiana, con buona pace di milioni di cittadini in lista d’attesa. Il tutto reso ancor più paradossale dal continuo e folle aumento delle spese militari a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che i soldi ci sono ma che il governo, con la complicità di questi sedicenti sindacati, non intende investirli nello stato sociale e quindi nella sanità, ma per la guerra.
Di questi sindacati, sempre pronti a svendere salario e diritti, non solo bisogna diffidare ma togliere loro ogni base di consenso per non rendersi complici dello smantellamento di un bene comune fondamentale come la sanità pubblica.
E se sul fronte salariale neppure una briciola è stata aggiunta dall’inizio della trattativa le “conquiste normative” a costo zero di cui vaneggiano i firmatari sono solo fuffa. A partire dalla possibilità dell’esonero dai turni per gli over 60, resa nella realtà impraticabile da un’ulteriore diminuzione sostanziale dello stipendio legata all’assenza delle indennità di turno.
Una brutta pagina sindacale quella di oggi, non solo per l’ennesima riduzione dei salari reali a fronte di un costo della vita galoppante, ma anche per la vergogna di aver utilizzato i lavoratori e le lavoratrici della sanità per meri fini di consenso elettorale.
Noi continueremo a batterci per salari e condizioni di lavoro dignitosi e contrasteremo questi furbetti del quartierino in ogni azienda sanitaria e in ogni trattativa, grazie alle centinaia di RSU che ancora non intendono abbassare la testa.
Lo sciopero generale del 20 giugno proclamato per rivendicare investimenti nello stato sociale e non nel riarmo e nella guerra, è solo la prima occasione in ordine di tempo, dopo la firma di questo scempio che desertificherà la sanità pubblica, per rivendicare il ruolo e la funzione del personale sanitario a difesa della pace e dello stato sociale.
USB PI Sanità
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