Soldati israeliani raccontano le uccisioni indiscriminate di civili palestinesi a Gaza
Gaza – PressTV. Soldati israeliani raccontano in un documentario di aver aperto il fuoco in assenza di provocazioni e di aver designato arbitrariamente chi fosse un nemico durante il genocidio di Gaza.
Nel documentario, che sarà trasmesso nel Regno Unito su ITV lunedì, i soldati israeliani descrivono la guerra genocida delle forze del regime contro Gaza come una situazione senza legge, un “liberi tutti” privo di qualsiasi vincolo di regole, norme o limiti legali.
Secondo le testimonianze dei soldati nel documentario, il popolo palestinese a Gaza veniva ucciso a discrezione dei singoli ufficiali israeliani.
“Se vuoi sparare senza restrizioni, puoi farlo”, confessa Daniel, comandante di un’unità di carri armati delle Forze di Occupazione Israeliane (IOF), nel documentario intitolato Breaking Ranks: Inside Israel’s War (“Rompere i ranghi: dentro la guerra di Israele”).
Nel documentario, alcuni soldati hanno scelto di rimanere anonimi, mentre altri hanno parlato apertamente. Tuttavia, tutti hanno concordato nel denunciare l’inesistenza di un codice di condotta militare riguardo ai civili durante le atrocità commesse dalle forze del regime di Tel Aviv nel genocidio di Gaza.
Il filmato conferma anche l’uso sistematico di scudi umani da parte delle forze israeliane, in netto contrasto con le smentite ufficiali di Tel Aviv.
I soldati hanno descritto episodi in cui le forze israeliane aprivano il fuoco senza provocazione contro civili palestinesi che cercavano disperatamente di raggiungere i punti di distribuzione di cibo istituiti dalla cosiddetta Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele.
“Durante l’addestramento di base, tutti noi ripetevamo ‘mezzi, intenzione e capacità’,”
afferma il capitano Yotam Vilk, ufficiale del corpo corazzato, riferendosi alle linee guida ufficiali delle IOF che consentono di sparare solo se il bersaglio dispone dei mezzi, mostra intenzione e può causare danno.
“A Gaza non esiste niente del genere,” prosegue Vilk.
“Nessun soldato parla mai di ‘mezzi, intenzione e capacità’. È solo sospetto. Se cammina dove non è permesso, è sospetto. Un uomo tra i 20 e i 40 anni”.
“La vita e la morte non sono determinate da procedure o regolamenti di apertura del fuoco. È la coscienza del comandante sul campo che decide,” rivela un altro soldato, indicato nel documentario come Eli.
Eli aggiunge: “Se camminano troppo velocemente, sono sospetti. Se camminano troppo lentamente, sono sospetti. Stanno tramando qualcosa. Se tre uomini camminano e uno resta indietro, è una formazione di fanteria due-a-uno: è una formazione militare”.
Nel documentario, Eli racconta di un episodio in cui un ufficiale superiore aveva ordinato a un carro armato di demolire un edificio in un’area designata come sicura per i civili.
“Un uomo era sul tetto a stendere il bucato, e l’ufficiale ha deciso che fosse un osservatore. Non lo era. Stava stendendo i panni. Si vedeva chiaramente”.
“Il carro armato ha sparato un proiettile. L’edificio è crollato parzialmente. Il risultato: molti morti e feriti”, confessa Eli.
Secondo un’analisi del Guardian di agosto, basata su dati dell’intelligence delle IOF, l’83% delle persone uccise a Gaza erano civili, un livello record di vittime non combattenti nelle guerre contemporanee.
I funzionari militari israeliani negano che la grande maggioranza dei più di 69.000 palestinesi uccisi, per lo più donne e bambini, dall’inizio della guerra genocida nell’ottobre 2023 fossero civili.
Nel documentario, alcuni soldati ammettono di essere stati influenzati dal linguaggio dei politici e dei leader religiosi israeliani, che li avevano portati a credere che, dopo l’operazione di rappresaglia di Hamas, ogni palestinese fosse un bersaglio legittimo.
Una commissione delle Nazioni Unite, nel settembre scorso, ha concluso che le forze del regime israeliano hanno commesso un atroce genocidio contro il popolo palestinese a Gaza.
“Tutto ciò che resta è la vergogna”.
Sam, che lavorava nei siti di distribuzione alimentare gestiti dalla GHF, testimonia nel documentario di aver assistito all’uccisione di palestinesi disarmati da parte delle forze israeliane a Gaza.
Racconta l’esecuzione sommaria di due giovani palestinesi in uno di questi siti:
“Si potevano vedere due soldati correre dietro di loro, inginocchiarsi e sparare due colpi, e vedere… due teste scattare all’indietro e poi cadere”.
Sam descrive anche un altro episodio in cui un carro armato israeliano ha distrutto un’auto normale, con quattro persone comuni al suo interno.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, almeno 2.500 civili palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano di ottenere aiuti alimentari nei pressi dei siti della GHF.
Uno degli ufficiali israeliani intervistati nel documentario ammette che la guerra genocida su Gaza lo ha depresso: “Tutto ciò che resta è la vergogna”, confessa.
Traduzione per InfoPal di F.L.
11/11/2025 https://www.infopal.it










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