Genocidio a Gaza: giorno 847. Due palestinesi uccisi e altri feriti in nuove violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele

Gaza -InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza è devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, le piogge e il forte vento. Nel frattempo, il mainstream ha distolto la già scarsa attenzione da Gaza, avallando un accordo di pace coloniale e a danno della popolazione indigena, e l’ha posta sugli attivisti pro-Pal in Europa e in Italia. Una vergogna nella vergogna. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente.
Due palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, venerdì mattina, in un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza, mentre Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 111° giorno consecutivo.
Walid Hassan Darwish e Yasser Mohammed Abu Shahada sono rimasti uccisi quando aerei da guerra israeliani hanno colpito un raduno di civili nel campo di Al-Maghazi.
Secondo fonti locali, il numero dei palestinesi feriti nell’attacco aereo israeliano contro una tenda che ospitava sfollati palestinesi ad Al-Mawasi, è salito a sei.
Inoltre, navi da guerra israeliane hanno inseguito pescherecci palestinesi e hanno aperto il fuoco contro di loro al largo della città di Gaza.
Elicotteri israeliani hanno aperto il fuoco su Rafah, lanciando diversi attacchi aerei sulla città.
L’esercito israeliano ha affermato di aver avvistato otto individui armati uscire da un tunnel a Rafah, sostenendo che tre sono stati uccisi e altri sono stati inseguiti e presi di mira, sebbene non sia stata fornita alcuna conferma da fonti palestinesi.
Nel frattempo, le forze di terra israeliane hanno aperto il fuoco su Khan Yunis orientale, nel sud di Gaza.
Giovedì mattina, altri tre palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano, due a Khan Yunis e uno nel campo di Al-Maghazi.
L’esercito israeliano ha anche effettuato demolizioni di edifici residenziali a Rafah, mentre i carri armati hanno aperto il fuoco pesantemente nei pressi dell’Asse Morag a nord di Rafah e verso le aree a est di Khan Yunis e della parte orientale della città di Gaza.
Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, le ripetute violazioni israeliane hanno provocato l’uccisione di 513 palestinesi e il ferimento di altri 1.356.
Dall’inizio della guerra genocida israeliana, il 7 ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso oltre 71.667 palestinesi e ne hanno feriti più di 171.343, oltre alla massiccia distruzione di circa il 90% delle infrastrutture civili di Gaza. Le Nazioni Unite stimano il costo della ricostruzione a 70 miliardi di dollari.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
30/1/2026 https://www.infopal.it/










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