Strage degli appaltati, ma i committenti non sono mai colpevoli, in allegato i morti sul lavoro in Italia al 3 marzo del 2026
L’ORRORE DEGLI APPALTATI
Lavorano accanto a te.
Stesso turno. Stesso rumore. Stesso rischio.
Ma non sono tuoi colleghi.
Sono appaltati.
Non hanno lo stesso contratto.
Non hanno lo stesso salario.
Non hanno le stesse tutele.
Guadagnano meno.
Possono essere licenziati in un attimo.
Non rispondono ai capi dell’azienda dove lavorano, perché formalmente non ne sono dipendenti.
La responsabilità si spezza.
Si frantuma.
Si scarica.
Appaltata era Saveria Doldo, 42 anni. Dipendente di un’azienda calabrese e mandata a lavorare in appalto in Veneto. È andata a morire lontano dalla sua terra.
Appaltato era Loris Costantino, addetto alle pulizie all’Ilva di Taranto, è morto cadendo da un’altezza di 10 metri, tutti e due con famiglia e figli.
E ciò che è ancora più sconvolgente è che anche le grandi aziende pubbliche o a partecipazione statale fanno largo uso di lavoratori in appalto e che hanno avuto quasi tutte le stragi degli ultimi anni.
Non è un caso che:
a Brandizzo si lavorasse in appalto sulle linee di Ferrovie dello Stato Italiane;
a Suviana in un impianto riconducibile a Enel;
a Calenzano in un sito dell’Eni. Aziende Pubbliche. Strategiche. Nazionali. Eppure fondate su una catena infinita di appalti e subappalti e sfruttamento. Per costruire un semplice supermercato Esselunga a Firenze, ci lavoravano 49 aziende, ciascuna di loro facevano un pezzettino, anche lì i 5 morti erano di ogni parte d’Italia in sub appalto
Questa organizzazione del lavoro non è stata costruita a favore dei lavoratori.
È stata costruita per ridurre i costi, spezzare le tutele, frammentare la responsabilità.
A vantaggio della parte più ricca e influente del Paese.
Di chi ha forza economica sufficiente per orientare le scelte politiche.
Di chi esercita pressione nei luoghi dove si scrivono le leggi.
Non è una fatalità.
È un modello che occorre cambiare se si ha a cuore la vita dei nostri lavoratori,
Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
4/3/2026










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