Interdire per un anno i “medici di Ravenna” ??? Si vedrà…

Qualcuno già esulta ma si tratta di esultanza prematura ; abbiamo proposto il nostro supporto agli avvocati della difesa dei medici e faremo in modo di seguire la incresciosa vicenda;

una prima domanda : la ipotesi di sanzioni nei confronti dei medici è supportata da valutazioni affidate dai pubblici ministeri a consulenti tecnici ? Oppure i pubblici ministeri hanno valutato “da soli” la condotta dei medici di Ravenna sulla base di quello che i vari organi inquirenti possono
avere sequestrato, compreso e concluso?

Certo che l’incarico conferito al medico certificatore, prima dell’internamento neo CPR, da un lato è UN COMPITO non facile, dall’altro comporta grandi rischi di errore; il quesito posto al medico (significativamente da una circolare del ministero degli interni e non del ministero della salute) equivale a chiedere a un medico quali potrebbero essere le reazioni , sul piano psicofisico, di un soggetto che subisca un sequestro di persona; il profilo dei soggetti internati non è quello che qualcuno cerca di proporre alla opinione pubblica ( soggetti colpevoli di gravi reati) ; è “sufficiente” infatti che il soggetto che lo stato intende internare sia colpevole “solo” della cosiddetta immigrazione clandestina , reato sulla cui “esistenza” è, quantomeno, legittimo dubitare; la “invenzione” di questo presunto reato è anzi responsabile delle orrende strgi che si ripetono da decenni nel mediterraneo e, più in generale, lungi le frontiere dei “paesi ricchi”

i CCPPRR sono luoghi , in quanto tali, morbigeni , a volte mortiferi, comunque nocivi per la salute
psicofisica; non c’è pm al modo che possa negare questa evidenza

il movimento basagliano ha superato i manicomi ma fino al loro superamento i manicomi erano ritenuti (dallo Stato) utili alla tutela della salute mentale e perin, per così dire “luoghi di cura” ; se , prima del 1978, un medico o più medici avessero evitato l’internamento di una o più persona,
avrebbero commesso un reato?

Ora la esultanza di qualcuno alla proposta di “Interdizione” è da rigettare ma è anche, come abbiamo già detto, quantomeno, prematura; si deve attendere le valutazioni del tribunale , in tutte le sue istanze, e non accreditare la accusa a priori e, inevitabilmente, senza la necessaria conoscenza dei fatti.

Abbiamo espresso alla difesa dei medici la nostra solidarietà ed abbiamo proposto il nostro sostegno, se ritenuto utile, sul piano professionale e peritale.

Riteniamo che ci siano le condizioni per una sentenza di assoluzione dei medici di Ravenna indagati e inopportunamente perquisiti ; alla fine non escludiamo che il tutto possa concludersi con un encomio per aver operato “in scienza e coscienza”

Staremo a vedere

Vito Totire psichiatra/medico del lavoro, portavoce centro F.Lorusso Bologna,

già socio SIMM

Ravenna/Bologna, 4.3.2026

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