Non autosufficienza in Piemonte: il fondo fantasma e il tradimento dei diritti.
Deambrogio (PRC): “Basta rimpalli, le famiglie sono allo stremo
COMUNICATO STAMPA
“È inaccettabile e vergognoso che, a metà marzo, la quota parte del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza destinata al Piemonte non sia ancora stata assegnata. Siamo di fronte a un’inerzia istituzionale che calpesta la dignità di migliaia di cittadini fragili e delle loro famiglie”. Con queste parole Alberto Deambrogio, Segretario Regionale del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) per il Piemonte, denuncia il grave ritardo nel riparto delle risorse vitali per l’assistenza.
“Mentre la politica si perde in annunci e burocrazia, il sistema socio-sanitario regionale scricchiola sotto il peso di liste d’attesa infinite e costi insostenibili”, prosegue Deambrogio.
“Recuperiamo e facciamo nostre le sacrosante critiche della Fondazione di Promozione Sociale, che da tempo denuncia come gli investimenti attuali siano del tutto inadeguati: non servono a creare nuove convenzioni per abbattere le liste d’attesa, ma appena a coprire i buchi delle rette già esistenti. È una gestione ragionieristica che ignora il diritto fondamentale alla cura”.
Secondo il Segretario del PRC, la situazione attuale riflette un disinvestimento strutturale nel pubblico:
Liste d’attesa bloccate: Senza l’assegnazione dei fondi, le ASL non possono scorrere le graduatorie, lasciando le famiglie sole nella gestione di patologie croniche e degenerative.
Costi insostenibili: Le rette per le RSA in Piemonte hanno raggiunto cifre tra i 2.500 e i 3.500 euro mensili, costringendo molti a dare fondo ai risparmi di una vita o, peggio, a rinunciare alle cure.
Modello da cambiare: Il PRC ribadisce la necessità di superare le attuali logiche di mercato, sostenendo la proposta della Fondazione per una gestione diretta pubblica e per la creazione di reparti di lungodegenza integrati negli ospedali.
“Non possiamo accettare che la non autosufficienza diventi un lusso o una condanna alla povertà”, conclude Deambrogio. “Chiediamo alla Regione Piemonte di alzare la voce col Governo per lo sblocco immediato dei fondi e di smetterla di presentare come ‘nuovi’ contributi che sono solo la prosecuzione di misure insufficienti. La salute non è una merce, e la cura dei nostri anziani e disabili deve tornare a essere un Livello Essenziale di Assistenza garantito e non un bonus una tantum”.
Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

12 marzo 2026









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