Subcultura politica. Dissociazione cognitiva
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Una domanda che molti si pongono in merito al perché stiamo vivendo, o meglio sopravvivendo emotivamente a questo stato di cose presenti e distruttivi come una valanga pronta a sommergerci, potrebbe essere l’inizio di una riflessione collettiva e non solo di quella parte che partecipa alla discussione e azione politica, ma, e questo sarebbe l’inizio di un percorso, molto lungo prima dell’arrivo a una soluzione di rientro in una dimensione che trasformi la depressione o la semplice indignazione emotiva in un fare concreto e organizzato per crepare il muro di gomma che ci hanno costruito attorno, un lager con filo spinato invisibile ma pungente nelle sue articolazioni legislative, comunicative e di repressione militare.
La frenesia degli eventi, e delle comparse politiche complice la comunicazione stampa e televisiva, modifica in peggio, in una sola giornata – o in poche ore – fatti e parole interpretative su temi di epocale importanza senza nessun criterio storico e coscienza politica dell’impatto che hanno sulla gente, nel ruolo di spettatori paganti assegnatogli da decenni. Smemorizzare nei cittadini le parole dette e gli atti compiuti è una strategia purtroppo ancora vincente.
Guarda caso spunta sempre lo storico “che fare” per fuggire da questo lager invisibile? Intanto entriamo nell’ordine d’idee: che siamo capaci di pensare e di agire. E torniamo capaci di pensare, di volere e agire sulla materialità delle nostre condizioni, iniziando questa nostra riconversione di soggetti produttivi di azione concreta. Questo ricostruirci come soggetti pensanti deve esprimersi quando relazioniamo con qualunque nostro simile, a prescindere dalla provenienza territoriale, dal colore e dalla religione.
Quanto sta succedendo dovrebbe preoccupare le menti libere da egoismi mainstream, pare che il virus del menefreghismo stia invadendo anche individui che non hanno nulla da difendere, anche le persone più povere. Difendersi da chi? La logica e l’intelligenza, porterebbero a individuare il nemico in chi ha troppo, ma il condizionale è d’obbligo di fronte alla sconfortante realtà che vede coinvolti nella spirale del razzismo, persone di diversa cultura, origine e censo, tutti questi seguono il messaggio mediatico.
Da anni, e sempre peggio, l’unica reazione che si registra in ampie fasce popolari è l’apatia, la passività che porta a disarmarsi intellettualmente e interiormente, cadendo in un oblio che li inibisce nella personalità e nella parola autonoma, e contemporaneamente capaci solo di produrre violenza inconsulta verso chi sta peggio, cadendo in un masochismo sociale che li arruola come servitù dei loro carnefici al potere nelle istituzioni e nell’economia. Lo stato di prostrazione conseguente alle difficoltà in una società guidata, con le politiche economiche e con le guerre, verso la depressione con l’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali generano ansia, timori e bisogno di compensazione.
Ci troviamo in una situazione che sta generando pericoli per la vita civile che se portati a compimento da leghisti e fascisti ci vorranno altri trent’anni per ricostruite forme minime di convivenza civile e di diritti elementari, mentre invecchieranno altre generazioni sotto il capestro della disoccupazione e del non poter costruire un futuro lavorativo e famigliare.
Faccio presente che questi ragionamenti li proponiamo da anni a conferma della loro attualità perché il sistema politico che ci detta la vita è pianificato da diversi decenni e sono iniziati nei primi anni ’80 con l’alleanza tra parte del sistema politico e la Loggia massonica segreta P2, alleanza che ha governato dal primo governo Berlusconi fino a questo in carica, e inserendosi con i suoi programmi reazionari anche negli altri governi.
Ora, smettiamola di farci occupare la mente dalle facezie che ci sono regalate e torniamo a pensare con spirito critico sulla realtà delle cose che succedono. Badiamo ai crudi fatti che stanno crepando la nostra vita, già impunemente deformata dall’informazione dominante. L’ulteriore prova? Le falsità sulla guerra in Ucraina, provocata dall’occidente. E’ elementare capire che se la Russia non si fosse difesa con la guerra all’Ucraina (dopo 8 anni di stragi della popolazione russa nel Donbass e dopo accordi consapevolmente truffaldini con Putin, si sarebbe completato il suo accerchiamento da parte della NATO e sarebbe passato poco tempo per lo scoppio della terza guerra mondiale e l’ignobile stravolgimento a favore del genocidio di Israele a Gaza e Cisgiordania.
Ecco, la tragedia epocale in Palestina è lo specchio riflettente della disumanità della politica che oggi ci domina in una forma di dittatura non dichiarata dalla vigliaccheria dei governi occidentali. Una dittatura politica, economica e militare che costa centinaia di migliaia di morti per mancate cure sanitarie, per povertà tra i popoli europei causate dai tagli alla spesa sociale per la sempre maggiore spesa per armamenti.
La mia è una cruda considerazione geopolitica e, ovviamente, senza nessuna simpatia per Putin dal quale sono politicamente distante anni luce, mentre tutti i governanti europei prima degli accordi di Minsk (2024 e 2015) lo lodavano e si inchinavano davanti alla suo potere oligarchico sul popolo russo, simile a quello dell’Unione europeo sui suoi popoli, e, non dimentichiamo il silenzio complice della UE di fronte al colpo di Stato di Zelensky, su indicazione e appoggio degli USA, nel 2013 che rovescio il governo legittimato da democratiche elezioni.
Quanta idiozia, demenza cognitiva occidentale (come la definisce Giorgio Agamben – Vedi nota) nelle loro deliranti affermazioni autodifensive, e accusatorie verso chi resiste, farebbero una sanificazione del loro cervello se andassero a rilegge onestamente, se riescono, le idee e i fatti della Resistenza al nazifascismo, certo rischierebbero una forte depressione da curare con anni di psicanalisi ma farebbero un servizio alla società compresi i loro figli, anche se tanti di loro li troviamo oggi nelle tante oceaniche manifestazioni con il genocidio e spesso sono presenti anche alle manifestazioni contro la militare e legislativa repressione del dissenso pacifico (a prescindere da qualche isolato e piccolo episodio di singoli subito ingigantito da TV e giornali) contro questo governo (quelli di centrosinistra non erano da meno, anzi il governo Meloni si basa sui provvedimenti dei governi precedenti). Repressione però che non vediamo contro i gruppi neofascisti che, invece, sono protetti da polizia e carabinieri con violente cariche contro gente comune, mentre la Costituzione antifascista, che sulla carta è ancora vigente anche se.
violentata in più articoli da diversi governi afferma ben altro, ad iniziare dal reato di apologia del fascismo
Su questa repressione, che si verifica anche su problematiche sociali come il lavoro, le pensioni e la sanità, i nostri malpensanti sinistri restano in silenzio, certo non per una indignazione silente ma di emotiva soddisfazione mentale, a volte dichiarata senza alcuna vergogna. La possiamo declinare come ignavia di fronte agli orrori e al neofascismo istituzionale quasi in tutta Europa? Possiamo farvi presente che da alcuni anni li state coccolando, sostenendo e armandoli, rubando i nostri soldi, in Ucraina che avete mandato consapevolmente al macello solo per provocare la Russia dopo averla preso in giro per un decennio almeno? Anche questa è ipocrisia, sostenere questa pericolosa provocazione per i popoli europei, denota la vostra smemorizzazione storica. Però forse sbaglio, il vostro sostegno è solo per aderire al tentativo di rubare le enormi ricchezze russe.
Il The End della vostra sceneggiata ipocrita che fa palo al criminale Trump sta nel vostro silenzio sull’aggressione al Venezuela con il banditesco rapimento del Presidente Maduro, all’aggressione a Cuba che dura da oltre sessant’anni, all’aggressione di Trump e Netanyahu. Possibile che siete diventati così mentalmente inermi da non essere preoccupati per la vostra Europa delle banche? La vostra dissociazione cognitiva dalla realtà va curata in anni di psicoanalisi.
Nota
….lo stato che si dichiara il più potente del mondo è retto da anni da uomini che sono tecnicamente dei dementi. Non si tratta di dare in questo modo una forma estrema a un giudizio politico: che Donald Trump – come certamente Joe Biden prima di lui – debba essere considerato demente nel senso patologico del termine è un’evidenza ormai condivisa da molti psichiatri e che chiunque osservi il suo modo di esprimersi non può non condividere.
Va da sé che ciò che qui ci interessa non è il caso clinico degli individui di nome Trump e Biden; piuttosto la domanda che non possiamo non porci è: qual è il significato storico del fatto che un paese come gli Stati Uniti – che è in qualche modo alla guida di tutto l’Occidente – sia retto da un malato di mente? Quale radicale declino spirituale e morale prima ancora che politico può aver condotto a una simile estrema conseguenza? Giorgio Agamben
Franco Cilenti
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