La Russia denuncia l’espansione militare della NATO nell’area artica

Secondo il diplomatico, questa operazione viene condotta con il pretesto di contrastare presunte minacce russe e limitare l’influenza cinese nella regione. Foto: Prensa Latina.

Il vice ministro degli Esteri Alexander Grushko ha avvertito della concentrazione sistematica delle forze alleate e dello sviluppo della missione “Arctic Sentry”.

Il Vice Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Alexander Grushko, ha denunciato domenica 19 aprile 2026 che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) sta intensificando sistematicamente le sue esercitazioni militari alle alte latitudini.

In dichiarazioni rese ai media, il funzionario ha avvertito che il blocco atlanticista concentra forze e mezzi vicino all’area artica russa e alla strategica Rotta Marittima del Nord. Grushko ha specificamente indicato la missione di sorveglianza potenziata “Arctic Sentry”, lanciata dall’Alleanza all’inizio di quest’anno, come strumento di pressione  geopolitica.

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Secondo il diplomatico, questa operazione viene condotta con il pretesto di contrastare presunte minacce russe e di limitare l’influenza cinese nella regione, mantenendo un periodo di completamento indefinito che aggrava l’incertezza nell’area.

Dall’inizio di queste manovre lo scorso febbraio, il Ministero degli Esteri russo ha mantenuto una posizione critica. La portavoce Maria Zakharova ha ripetutamente avvertito delle “gravi conseguenze” di trasformare l’Artico in un campo di rivalità militare. Mosca sostiene che la militarizzazione guidata dall’Occidente distrugge i meccanismi di cooperazione che storicamente prevalevano tra le otto nazioni con giurisdizione nell’area.

L’Artico, suddiviso in aree corrispondenti a Canada, Danimarca, Stati Uniti, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia e Svezia, è governato dal diritto internazionale per la gestione delle sue risorse e dei suoi territori. Tuttavia, l’aumento delle pattuglie marittime e dei voli di ricognizione da parte dei paesi membri della NATO, incluso il recente dispiegamento di caccia F-35 e Eurofighter nelle basi nordiche, ha aumentato il rischio di incidenti accidentali.

Per la Russia, la sicurezza dei suoi confini settentrionali è una priorità strategica non negoziabile. Il Cremlino ha ribadito che non permetterà alle potenze esterne di imporre regole di navigazione nelle acque soggette alla sua sovranità, specialmente su una rotta che sta diventando sempre più importante per il commercio globale a causa dello scioglimento dei ghiacci.

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Infine, il governo russo ha ribadito il suo appello a un ritorno al dialogo costruttivo per evitare un’escalation irreversibile al Polo Nord. La persistenza di esercitazioni militari su larga scala, che quest’anno hanno mobilitato oltre 25.000 soldati alleati su territorio finlandese e norvegese, rimane il principale ostacolo al ripristino della fiducia e della stabilità nell’ecosistema artico.

19/4/2026 https://www.telesurtv.net/

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