Morti sul lavoro: «Siamo a 650 vittime. Autotrasportatori ridotti a bombe umane per colpa di sfruttamento e appalti a cascata»

Alessandro Ferrari

«La strage di Amendolara deve segnare una svolta nelle coscienze di tutti. Ad oggi contiamo 476 morti sui luoghi di lavoro, che superano i 650 con i decessi in itinere. Una strage continua che vede nell’autotrasporto la sua punta più drammatica». Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio di Bologna, interviene con durezza sui dati e sulle responsabilità politiche della sicurezza sul lavoro in Italia.

«Tra gli autotrasportatori è un’autentica mattanza: sono già 79 i morti dall’inizio dell’anno. Questo accade grazie alla precarizzazione introdotta in modo massiccio dal Ministro Matteo Salvini con gli appalti a cascata. Il Ministro dei Trasporti si occupa di tutto ma non dei “suoi” morti. Scenario identico in agricoltura, dove il Ministro Lollobrigida conta già 67 vittime schiacciate dal trattore».

Soricelli si sofferma poi sul dolore degli ultimi due giorni, che hanno visto la fine di tre giovani vite: Riccardo Franzoni (21 anni), Francesco Dergano (23 anni) e Alessandro Ferrari (26 anni).

«La morte di Alessandro Ferrari (nella foto), nello scontro in cui ha perso la vita anche un automobilista, accende un faro sulla sicurezza stradale di tutti noi. L’autotrasporto è diventato la prima causa di morte sul lavoro. Lo sfruttamento, la stanchezza e i ritmi folli trasformano i mezzi pesanti in bombe umane. Pochi anni fa questo settore era al quarto posto nelle nostre rilevazioni, oggi è al primo. È una vergogna assoluta che richiede interventi immediati, non più propaganda».

11/6/2026

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