UNO SGUARDO DENTRO LE LISTE DI ATTESA: DISUGUAGLIANZE E STRAPOTERE DELLA SANITÀ PRIVATA. Aldo Gazzetti su DignitàTV
Sono almeno cinque i piani quinquennali di governo delle liste di attesa, che poi vengono recepiti in delibere e piani regionali passando anche per la conferenza stato regioni. Ogni volta ci sono anche tanti fondi stanziati specialmente per la sanità convenzionata, ma il governo di queste liste di attesa non è mai andato a buon fine, anzi il fenomeno si aggravato ed diventato strutturale e gigantesco a partire dal Covid, che ha rappresentato la tempesta perfetta che ci ha consegnato una situazione emergenziale: le liste di attesa si sono allungate e gli arretrati hanno raggiunto livelli inediti, oggi, dunque, che il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce i Lea del primo accesso al Servizio, alle visite specialistiche e agli esami strumentali che sono il percorso per la diagnosi.
Abbiamo invitato qui Aldo Gazzetti analista paziente e rigoroso delle politiche sanitarie perché è coraggioso autore di una recente e prima indagine critica sulle liste di attesa in Lombardia partendo dai dati regionali 2025. Nel condurre questa indagine Aldo Gazzetti si è fatto le domande giuste, non ha bevuto il trionfalismo dell’assessore di turno, ma partendo dai dati si è chiesto :
1) perché il 58% delle ricette per visite ed esami prescritte non viene erogate? (qui finiscono anche le prescrizioni di quelli che rinunciano alle cure perché esperire la via privata non è nelle loro possibilità o perché il percorso risulta comunque troppo accidentato e incerto)
2) perché tante prescrizioni finiscono nelle programmabili e le programmabili vengono date ben oltre i 120 giorni di legge Dati regionale 2025









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