NOTA SULL’ACCORDO CONFEDERALE Cgil-Cisl-Uil
Versione interattiva Lavoro e Salute Luglio 2026 – Lavoro & Salute – Blog
Archivio Lavoro e Salute – Home page
L’accordo tra CGIL CISL UIL rivela un approccio “pacifico ” alla realtà del mondo del lavoro, come se la situazione del lavoro da tanti anni non fosse determinata solamente dalle scelte padronali e si tratti di fare accordi razionali e di consenso comune. Non crediamo che proprio non siamo in un una condizione pacifica ma invece in una in cui solo il conflitto è determinante per ribaltare i rapporti di forza.
L’orizzonte salariale dei CCNL resta l’ IPCA NEI (1). Visto le recenti vicende (gas russo, blocco petrolifero) mi pare questo condanni all’inseguimento e vanifichi la redistribuzione degli incrementi di produttività del sistema.
La definizione dei temi della contrattazione di secondo livello rischia di impedirne un ruolo avanzato, per esempio sul salario, sulla rappresentanza lo sforzo è concentrato sulla misurazione dei numeri delle tessere e non sulla promozione della partecipazione. Quindi nessun accenno ad una legge che regoli rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro, che sembrano restare un diritto delle organizzazioni maggiori e non dei lavoratori.
I CONFEDERALI E LA REALTA’
In Italia, si stima che ci siano oltre 3 milioni di lavoratori in situazione irregolare o che operano nel cosiddetto mercato nero. Inoltre, vi sono 3,8 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di povertà, ricevendo una retribuzione annuale pari o inferiore a 6.000 euro.
Perché dagli anni ottanta del novecento lo smantellamento delle politiche di welfare sono procedute di pari passo con quelle di deregolamentazione del mercato del lavoro favorendo la proliferazione di forme alternative sempre più spinte di flessibilità di ingaggio e gestione del lavoro (contratti, orari, messa a disposizione, ecc).
Questo dato strutturale, unito alla deregolamentazione del mercato del lavoro e alla legislazione sui licenziamenti, spiegano le ragioni della desertificazione sindacale nel mondo del lavoro.
I cambiamenti strutturali nel sistema economico e nel mercato del lavoro hanno dunque favorito in generale nel mondo e nel nostro paese il declino del sindacato con la diminuzione delle tutele e l’aumento delle forme di ingaggio del lavoro non salariali, atipiche e informali, ovvero precarie.
I regimi di trattamento fra i neo assunti e i più anziani, arrivano a vere e proprie forme di deregolamentazione sui part-time, sui tempi determinati, su diverse forme di lavoro flessibile o precario.
La necessità di arrivare a una ricomposizione del mondo del lavoro è ormai un dato sempre più oggettivo e ineludibile. Pone la necessità di organizzare tutte le diverse forme del lavoro sfruttato, al ben oltre il semplice contratto a tempo indeterminato coperto dai contratti nazionali.
La tendenza evolutiva della società richiede risposte diverse e soprattutto nuove forme organizzative della rappresentanza dei lavoratori, partendo dall’urgenza della ricomposizione politica immediata del lavoro precario.
Sul vecchio modello contrattuale di matrice concertativa se ne è verificata l’inadeguatezza con la scoperta dell’acqua calda dei salari italiani in perdita di potere d’acquisto dagli anni 90, in controtendenza rispetto al resto d’Europa.
Vogliamo parlare di sicurezza sul lavoro con i suoi oltre 3 morti quotidiani? Non ci si accorge, a parte la solita indignazione, quello che quotidianamente che emerge dalle cause per lavoro, dagli infortuni, dalle denunce in Procura, all’Ispettorato del Lavoro, ai servizi di Prevenzione.
Certo le cause individuali per lavoro sono diminuite a seguito degli sbarramenti introdotti dall’ultimo governo Berlusconi all’accesso alle cause (sempre più onerose per il lavoratore), ma stanno emergendo sempre più cause pilota e collettive. Pensiamo anche solo alle ultime vittorie in tribunale dei raiders.
PS. Questa nostra breve analisi e conseguente “desiderata” non contempla la finanziarizzazione del sindacato confederale entrata in vigore lo scorso primo luglio della normativa sui fondi pensione che li vede direttamente coinvolti nella gestione, oltre quelli dei metalmeccanici con il Fondo Cometa affidati ai grandi gestori internazionali USA come BlackRock.
Ma la finanziarizzazione non finisce qui perché dal 31 ottobre entrerà in vigore la piena “portabilità” dei fondi negoziali di categoria che potranno essere affidati dal singolo lavoratore ad una banca o a una assicurazione.
Quindi con l’addio definitivo alle pensioni pubbliche cambierà in rappresentanza finanziaria la natura del sindacato?
La conferma del pieno coinvolgimento dei confederali? Ecco la dichiarazione della Cgil “Fondi pensione? Ecco perché aderire conviene. Per i lavoratori e le lavoratrici importanti vantaggi economici: uno strumento utile per rafforzare la tutela previdenziale“.
(Collettiva 1 luglio 2026).
(1) L’indice IPCA-NEI (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato, al netto dei beni energetici importati) è un parametro utilizzato per misurare la variazione del costo della vita, escludendo la dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. Viene calcolato annualmente dall’ISTAT e pubblicato generalmente nel mese di giugno. Esiste anche l’indice IPCA EN che invece tiene conto anche dei beni energetici.
Redazione
Versione interattiva Lavoro e Salute Luglio 2026 – Lavoro & Salute – Blog
Archivio Lavoro e Salute – Home page










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!