LA FINANZA OCCIDENTALE È ARRIVATA A FINE CORSA. Alessandro Volpi e Paolo Ferrero su DignitàTV
Jamie #Dimon, l’amministratore delegato di J Morgan, ha detto nei giorni scorsi che non era più possibile continuare ad acquistare titoli di stato statunitensi di media a lunga durata perché i rendimenti sono troppo bassi relativamente a due parametri: il rischio dei titoli medesimi (cioè il rischio di insolvenza degli USA) e la possibilità che l’inflazione negli USA arrivi sopra il 7%.
Si tratta di affermazioni di grandissima rilevanza perché significa che il ghota della finanza statunitense sta dicendo in modo diretto che l’architettura finanziaria degli Stati Uniti non regge più. E se lo dicono loro c’è da crederci. La strada fondata sulla guerra e sulla difesa della centralità del dollaro che caratterizza le elites capitalistiche occidentali si sta quindi rivelando completamente inefficace per combattere il declino occidentale. Anzi, non fa che aggravare la situazione in una corsa a sbattere contro un muro.
In questa situazione la Cina e la Russia godono di una posizione di significativo sganciamento dalla crisi della finanza statunitense e la stessa strada la deve percorrere l’Europa per evitare una cirsi sociale terrificante in cui il livello di vita deli popoli europei precipiti paurosamente.
E’ quindi necessario che il nostro paese e l’Europa – per evitare di essere trascinati in questa annunciata catastrofe – operino su 4 punti di fondo: 1) Lo sganciamento dell’economia e della finanza europea da quella statunitense. 2) La ripubblicizzazione e nazionalizzazione di tutti i settori strategici. 3) La territorializzazione del risparmio che non può più essere convogliato verso Wall Street 4)
L’apertura di una seria trattativa con la Russia che permetta di riaprire i canali economici e di definire congiuntamente una architettura di sicurezza su tutto il continente e riguardante tutte le parti in causa.









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