Veneto: Paradiso dei lavoratori? Si con tutti quelli che ci vanno morendo sul lavoro

Un’amara e tragica ironia. I dati non mentono: il Veneto registra un drammatico bilancio di morti sul lavoro. I numeri parlano chiaro: 77 morti sui luoghi di lavoro (a cui si aggiungono altri 25 deceduti in itinere). Nello stesso periodo, al 24 luglio 2025, le vittime sul posto di lavoro erano 57. Un incremento spaventoso del 26%. Il Veneto ha pochi morti sul lavoro in meno della Lombardia che ricordiamo ha il doppio dei lavoratori e quasi il doppio dei morti a parità di abitanti dell’Emilia Romagna e della Sicilia che di morti ne hano 43.

Il caso emblematico di Fernando Bottaro, deceduto a 85 anni nel padovanoo all’interno di un cantiere edile, rappresenta il simbolo doloroso di un sistema in sofferenza che punisce chi lavora.

Come se non bastasse, in questa stessa regione sconvolta dai numeri della sicurezza mancata, si aggiunge l’oltraggio della cronaca: il danneggiamento e il furto della lapide dedicata alla memoria dei tre giovani lavoratori marocchini finiti tragicamente con la loro auto in un canale. 

Le domande alle istituzioni

A questa mattina l’Osservatorio ha registrati 632 morti sui luoghi di lavoro in Italia nel 2026 che superano gli 800 con l’itinere.

Di fronte a questa escalation, la cittadinanza ed i lavoratori chiedono conto alle istituzioni e al ministro Salvini:Qual è l’impatto reale della deregulation e della catena dei subappalti a cascata sulla sicurezza dei cantieri?

Perché in un Paese moderno un uomo deve trovarsi in un cantiere a 85 anni?

Quando la sicurezza sul lavoro tornerà a essere una priorità assoluta e non una spesa da tagliare?

Il lavoro deve garantire la vita e la dignità delle persone, non toglierla.

Carlo Soricelli curatore dell’osservatorio di bologna morti sul lavoro

24/7/2026 Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

Opera di Carlo Soricelli

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