SE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, TUTTI I GASDOTTI PORTANO A RAVENNA?

A proposito della “magnanima donazione” di Co2 progettata dalla azienda cementiera francese VICAT
DICIAMO SENZA INDUGIO “NO GRAZIE” !

L’insano e pernicioso progetto prevede la modica spesa di 1.5 miliardi di euro…
Il quotidiano Liberation definisce il progetto “holliwoodiano”; esso parte dalla fervida fantasia di una
azienda cementiera francese che prevede di trasportare la Co2 dagli stabilimenti “oltralpe” nientemeno che
a Ravenna;la musica è sempre la stessa: piuttosto che mettere in discussione il modo di produzione storico, energivoro,
fondato sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e dell’ambiente, si va avanti per interventi
protesici con protesi che ormai si estendono per migliaia di kilometri e continuano e seviziare e
distruggere il territorio;

Purtroppo il mondo industriale (unanime) , buona parte del ceto politico filo industrialista/sviluppista e,
ancora peggio, una parte delle rappresentanze “confederali” dei lavoratori sostengono simili disastrosi
progetti e persino ad onta dei fallimenti già sperimentati in nord Europa;

ma la antica saggezza popolare intuisce che SI TRATTA DI PROGETTI CHE EQUIVALGONO A “METTERE LA
POLVERE SOTTO IL TAPPETO” con effetti ben più negativi rispetto a quelli previsti dal noto proverbio…
Peraltro: accumulare Co2, per farne?

non abbiamo molti particolari di questa, progettata, nuova “impresa” ma la impressione è che succeda
come quando c’è uno smaltimento abusivo di rifiuti: un rifiuto smaltito abusivamente ne “attira” altri;
sull’accumulo di Co2 abbiamo già espresso un parere nettamente negativo: si tratta, come dicevamo, del
tentativo di uscire dalla crisi climatica evitando di affrontare il problema e il rischio alla fonte con soluzioni
“tecniche” le quali, oltre che essere devastanti e pericolose hanno il senso dell’estremo e sadico
“accanimento terapeutico” nei confronti di un “modello di sviluppo” che non solo è superato ma che ha già
portato il pianeta sull’orlo del baratro.

Quale sia poi il “vecchio pozzo ravennate” a cui la azienda cementiera francese VICAT fa riferimento non ci è
chiaro tuttavia sarà nostra cura, in sinergia con il movimento ecologista ravennate, “indagare”.
Non possiamo che rifiutare questa ennesima “magnanima donazione”

Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
Ravenna, 14.9.2026

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