Il taser uccide : occorre che il ceto politico decida finalmente e immediatamente di metterlo fuori uso

In memoria di Elton Bani
Al Presidente della Repubblica on. Mattarella
Alla Fnomceo-Federazione nazionale ordine dei medici
A chiunque interessato/a

Un organo di informazione (Telenord) ha reso note le conclusioni della perizia effettuata alla
dottoressa Isabella Caristo relativa al decesso di Elton Bani, un uomo di 41 anni, avvenuto a
Manesseno (Genova) il 17 agosto 2025;

l’arresto cardiocircolatorio mortale secondo la consulente è stato causato dagli effetti sinergici di
cocaina e scarica della pistola taser; spetta ora al pm Paola Calleri trarre le prime conclusioni;
per quello che ci riguarda la notizia non è “sorprendente” e conferma la necessità di mettere
immediatamente la pistola taser fuori uso per una motivazione semplice che chi ne ha consentito
l’utilizzo non ha voluto prendere in considerazione: l’arma viene usato contro persone delle cui
condizioni cliniche e della cui anamnesi personale non si sa nulla;

c’è però una aggravante; persino senza dover fare ricorso a “dati epidemiologici” ma per una
semplice ed empirica constatazione è evidente a tutti (tranne evidentemente ai governi ed ai
ministri che hanno autorizzato) che l’arma viene usata non solo “al buio” per quel che riguarda la
situazione clinica individuale ma persino su/contro una coorte di persone che certamente, rispetto
alla popolazione generale, si trovano in una condizione di maggiore vulnerabilità; e le condizioni di
vulnerabilità sono numerosissime a volte intuibili a volte occulte;

con la autorizzazione all’uso della pistola taser si è voluto fare una sperimentazione sull’uomo?
Nessuno potrà asserire che al momento delle “autorizzazioni” gli effetti collaterali sull’uomo non
erano prevedibili riproponendoci dunque la narrazione che ha riguardato l’amianto e tutti gli
altri fattori di rischio introdotti nei cicli lavorativi e nell’ambiente ad onta della già riconosciuta
(da decenni o da secoli) nocività.

Non abbiamo a che fare con un uso off label di farmaci (tanto caro alle multinazionali) che si può
concludere constatando sprechi, inefficacia ed effetti collaterali evitabili ma non mortali
(soprattutto se l’utilizzo off label dura poco); qui abbiamo a che fare, come abbiamo visto a
Genova, e non certo per la prima volta, con effetti immediatamente mortali;
I fatti dimostrano quanto era già assolutamente e facilmente prevedibile;

per quel che attiene alle “responsabilità”: queste non riguardano o non riguardano solo chi viene
lasciato col “cerino in mano acceso” ma riguardano chi ha autorizzato la fornitura/dotazione dello
strumento.

Un “uso sicuro” della pistola taser non esiste, l’uso della pistola taser va assolutamente
accantonato a favore di metodi di intervento a basso o nullo impatto sanitario e psicosociale.

Vito Totire, medico, portavoce centro F. Lorusso via Polese 30 41022 Bologna
Bologna, 15.12.2025

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