TORINO, 24 OTTOBRE: LA REPRESSIONE NON CANCELLA LE RAGIONI DELLA PIAZZA. COSTRUIRE IL MOVIMENTO CONTRO GUERRA E CAROVITA.

COMUNICATO STAMPA

Le gravissime cariche poliziesche e le violenze che hanno attraversato le strade di Torino nella giornata del 24 ottobre – dichiara Alberto  Deambrogio, segretario regionale piemontese del PRC -non possono essere derubricate a semplici incidenti di percorso, né tantomeno essere isolate dalla precisa strategia autoritaria impressa dal governo Meloni nella gestione del conflitto sociale. 

Assitiamo a un copione già scritto: una narrazione tossica e securitaria che gonfia a dismisura gli episodi di tensione pur di criminalizzare il dissenso, attivando teoremi repressivi utili solo a nascondere il vuoto della politica e a legittimare nuovi decreti liberticidi.

Prima si scatena la brutalità delle forze dell’ordine e si invoca la condanna mediatica, e solo dopo – un “dopo” che non arriva mai – si dovrebbe parlare delle condizioni materiali delle persone. 

Noi ribaltiamo questa logica: la violenza della piazza torinese è la risposta violenta dello Stato a un disagio sociale che non si può più silenziare.

Le motivazioni che hanno spinto migliaia di giovani, studenti, lavoratori e famiglie a scendere in piazza a Torino sono sacrosante e drammaticamente urgenti.

Siamo di fronte a un’economia di guerra che taglia la sanità, l’istruzione e i servizi sociali per finanziare il riarmo e l’industria bellica. Le famiglie italiane sono schiacciate da un carovita insostenibile, dal caro carburanti e da salari fermi, mentre i territori vengono sacrificati sull’altare di grandi speculazioni tecnologiche e infrastrutturali. Dire “Noi la guerra non la paghiamo” non è uno slogan, ma una necessità vitale di sopravvivenza per milioni di persone.

I fatti di Torino dimostrano la straordinaria disponibilità e il protagonismo di ampi settori sociali pronti a mobilitarsi contro condizioni di vita sempre più pesanti. Questo patrimonio di resistenza non va disperso, ma organizzato. È fondamentale e prioritario costruire un grande movimento di massa contro la guerra e il carovita che unisca le vertenze territoriali, i collettivi studenteschi, i lavoratori e i comitati popolari. 

La strada della repressione intrapresa dall’esecutivo mostra solo la sua paura di fronte alla potenziale estensione di una rivolta sociale giusta e motivata.

La nostra mobilitazione continua nelle piazze, nelle scuole e nei posti di lavoro per un’alternativa reale a questo sistema di guerra e miseria.

25/10/2026

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