Ancora morte sul lavoro nella provincia di Ravenna in meno di un mese

Dopo il lavoratore morto sul lavoro a s.Agata sul Santerno a metà maggio, un altro decesso avvenuto nel pomeriggio del 3 giugno tra Solarolo e Castelbolognese; anche in questo caso si tratta di un lavoratore di nazionalità albanese come il povero Reuf Islami morto più di venti anni fa al quale il comune di Bologna non vuole dedicare neanche una targa ricordo; forse per non disturbare i passanti e i turisti ricordando un omicidio sul lavoro di un giovanissimo operaio “san papier”?

Sono passati più di venti anni da quel tragico evento ma nonostante le “regolarizzazioni” i lavoratori immigrati continuano a patire danni enormi a causa di una organizzazione insicura e pericolosa; parliamoci chiaro : qui non c’è una contraddizione etnica; i dati epidemiologici indicano che è il lavoro precario e a rischio e non il paese di origine a causare o comunque facilitare questi eventi; tra i fattori di rischio oltre che le macchine insicure e non protette, i turni antifisiologici, il distress, le temperature ambientali eccessive, ma anche il “lavoro isolato” ; da tempo è fin troppo evidente che certe nicchie lavorative ad alto rischio devono essere affrontate con procedure ad hoc, più flessibili di quelle ordinarie già spesso troppo “deboli” e che siano in grado di evidenziare situazioni non facilmente accessibili ai metodi tradizionali delle vigilanza;

nel gennaio del 2023 con Davide Fabbri, Savio Galvani ed altri (presenti anche magistrati e ispettori del lavoro) abbiamo prodotto un documento contenente proposte per affrontare il problema del lavoro agricolo e “isolato” ; abbiamo inviato la proposta anzitutto all’ANCI (associazione nazionale comuni) e a numerosi sindaci ; questo perché i sindaci in qualità di autorità sanitaria locale dovrebbero assumere un ruolo attivo e propositivo in un percorso prima di monitoraggio poi
contestualmente di bonifica e prevenzione convocando incontri pubblici di informazione/formazione, attuando il censimento delle macchine utilizzate, favorendo le migliori sinergie possibili tra enti ispettivi pubblici e tra questi e i lavoratori;

non abbiamo ricevuto mai alcun cenno di attenzione né tantomeno di risposta nel merito;

i sindacati, nonostante le “buone intenzioni”, si limitano a ricorrere a frasi di circostanza che non cambiano la situazione; di recente hanno “abboccato” al tavolo del governo Meloni non rendendosi conto (?) di essere stati chiamati a fare proposte di come redistribuire ai datori di lavoro risorse economiche “sottratte” dall’Inail ai lavoratori e alle lavoratrici;

abbiamo sempre sostenuto che le lacrime del giorno dopo, se sincere, meritano rispetto, ma non cambiano la sostanza dei fatti; e i fatti sono che gli omicidi sul lavoro si succedono a ritmo serrato colpendo le persone più vulnerabili che a volte
muoiono sul colpo a volte si trascinano malattie gravi anche e persino tumorali , spesso pure disconosciute dall’Inail.

Occorre convocare un tavolo istituzionale, su base provinciale, aperto alle componenti sociali

ma non è più tempo di attendere o di delegare : LA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO NATA A MODENA IL 26 MAGGIO 2022 LANCIA UN APPELLO ALLA ATTENZIONE ALLA MOBILITAZIONE E ALLA CONVOCAZIONE OVUNQUE DI ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO PER LA TUTELA DELLA VITA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI.

Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

Allegati:
1) Carta di Bertinoro per la prevenzione dei rischi nel lavoro agricolo e isolato

2) Linee guida per la tutela della salute nel lavoro ad alte temperature

Bologna, 4.6.2025

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