Beirut 4 agosto 2020: meglìo non dimenticare!!! Da Beirut a Ravenna
La comunità internazionale vuole conoscere le cause della strage di Beirut e vuole che si potenzino ovunque le strategie per la prevenzione
La strage di Beirut ha causato 218 morti e 7000 feriti oltre a distruggere un numero enorme di abitazioni
In uno dei capannoni del porto erano stoccate 275 tonnellate di nitrato di ammonio un materiale che ha diversi usi dal fertilizzante agli esplosivi ,anche del tipo dei fuochi artificiali
Scontri tra fazioni politiche nel 2021 correlati alle contestazioni relative alle indagini della magistratura causarono la morte di 6 persone
L’evento fu concausato da una fiamma ossidrica? Da un aumento incontrollato della temperatura?
Tutt’ora non pare chiaro (almeno a noi) e c’è il dubbio che non sarà facilmente chiarito neppure in futuro
Certo è però che , inevitabilmente, si deve essere trattato di omissione di misure di prevenzione
E quindi il pensiero va. Ravenna un territorio che ospita numerosi impianti a rischio di incidente rilevante sulla cui sicurezza pare che le istituzioni non abbiano dubbi né noi né vogliamo insinuare in termini aprioristici ma da quel poco che a noi (che viviamo alla periferia dell’impero) è consentito percepire NON VIVIAMO NEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI…
La autorità portuale ostenta e sprizza sicurezza da tutti i pori della pelle e onestamente ci auguriamo-per il bene di tutti -che i livelli di autostima esibiti siano fondati
Tuttavia percepiamo qualche scricchiolio da diversi segnali :tipo di referenze e rassicurazioni a colpi di certificazioni
Referenze e certificazioni non sono inutili ma non sono neanche esaustive;
circa le referenze dovremmo sentirci rassicurati dal fatto che la formazione delle squadre addette alla sicurezza del rigassificatore è stata gestita da un ente partecipato dalla Fincantieri a Genova ?
La euristica delle nostre disponibilità ci suggerisce che Fincantieri non ha una storia positiva in materia di prevenzione e sicurezza (se pensiamo all’amianto)…
Circa le “certificazioni” tipo EMAS siamo d’accordo con Italia Nostra:VOGLIAMO I FATTI
I fatti significano BONIFICA rapida del cimitero delle navi della Piallassa dei Piomboni previo immediato piano di caratterizzazione del potenziale inquinante dei relitti
Per la occasione chiediamo agli organi di sanità pubblica di redigere un dossier esaustivo sulla vicenda Berkan B una vicenda inopportunamente derubricata a evento di lieve entità e della quale noi cittadini abbiamo saputo troppo poco; solo per fare un esempio : se ed eventualmente quanti piani di lavoro amianto siano stati presentati alla Ausl e attuati dopo il varo del decreto 277/1991.
VOGLIAMO FATTI e non solo “certificazioni”
Anche la stiva della Mecnavi fu “certificata” (in quel caso “gas free”) e purtroppo sappiamo come andò
Ovviamente non vogliamo asserire o insinuare parallelismi
Diciamo piuttosto: più trasparenza , più partecipazione, più prevenzione e soprattutto ARRIVARE IL GIORNO PRIMA!
Vito Totire
Medico del lavoro
Portavoce RETE Nazionale lavoro sicuro
Ravenna 3.8.2025










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