Bonifiche in Italia: oltre 16 mila procedimenti censiti, tra avanzamenti e ritardi strutturali

Il sistema delle bonifiche in Italia è molto più ampio e complesso di quanto emerga dal solo numero dei siti contaminati. Secondo il quarto Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” (Rapporti 424/2025) di ISPRA, i procedimenti censiti a livello nazionale superano le 16 mila unità, includendo sia procedimenti ancora aperti sia procedimenti già conclusi.

Una dimensione che restituisce la reale portata del problema: le bonifiche non riguardano poche migliaia di aree critiche, ma decine di migliaia di iter amministrativi, con implicazioni dirette per la tutela della salute, dell’ambiente e per le prospettive di rigenerazione dei territori.

Che cos’è MOSAICO e perché i numeri delle bonifiche sono così elevati

Alla base del Rapporto c’è MOSAICO, il sistema informativo nazionale sui siti oggetto di procedimento di bonifica. MOSAICO non è un elenco dei soli siti contaminati, ma una banca dati che raccoglie e armonizza le informazioni trasmesse da Regioni e Agenzie ambientali su tutti i procedimenti attivati ai sensi della normativa sulle bonifiche, indipendentemente dall’esito finale.

Nel sistema confluiscono procedimenti in fase di notifica, siti in attesa di accertamenti analitici, siti potenzialmente contaminati, siti con contaminazione accertata, ma anche procedimenti conclusi senza necessità di intervento e procedimenti conclusi a seguito di bonifica o messa in sicurezza. È questa impostazione “per procedimenti”, e non per soli siti contaminati, a spiegare perché il Rapporto censisca oltre 16 mila procedimenti complessivi.

Procedimenti in corso e procedimenti conclusi: le dimensioni del sistema

Nel complesso, i procedimenti censiti si dividono tra:

  • poco più di 6 mila procedimenti ancora in corso;
  • oltre 10 mila procedimenti già conclusi.

Questo dato consente di valutare non solo l’estensione del problema ambientale, ma anche la capacità del sistema pubblico di portare a termine i procedimenti, riducendo nel tempo lo stock complessivo delle bonifiche.

Procedimenti conclusi: quanti arrivano davvero alla bonifica

I procedimenti conclusi rappresentano oltre il 60% del totale censito, ma la loro chiusura non coincide sempre con un intervento di risanamento.

Nel dettaglio:

  • circa due terzi dei procedimenti conclusi si chiude senza interventi di bonifica, perché il sito risulta non contaminato a valle delle indagini preliminari, della caratterizzazione o dell’analisi di rischio;
  • poco più di un terzo dei procedimenti conclusi si chiude invece a seguito di una bonifica o di una messa in sicurezza.

In termini assoluti:

  • i procedimenti conclusi a seguito di intervento sono quasi 4.000;
  • quelli conclusi per esito non contaminato superano le 6.000 unità.

Ne deriva che solo il 35–40% dei procedimenti conclusi comporta un’effettiva azione di risanamento ambientale. Il Rapporto segnala inoltre che centinaia di procedimenti con intervento concluso sono ancora in attesa di certificazione, mantenendo vincoli urbanistici e amministrativi nonostante il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Lo stato della contaminazione nei procedimenti ancora aperti

All’interno dei procedimenti in corso, il Rapporto distingue chiaramente i diversi stati della contaminazione:

  • 3.806 siti contaminati, pari a circa il 57% dei procedimenti in corso con stato coerente;
  • 2.626 siti potenzialmente contaminati, pari a circa il 40%;
  • una quota significativa di siti in attesa di accertamenti analitici;
  • una parte residuale di procedimenti con stato della contaminazione non disponibile o incoerente, indicata come criticità strutturale.

Questo dato chiarisce che la maggioranza dei procedimenti aperti non riguarda ancora siti con contaminazione accertata, ma fasi istruttorie che spesso si protraggono nel tempo.

I siti potenzialmente contaminati: quasi 2.700 procedimenti ancora a metà percorso

I siti potenzialmente contaminati sono 2.626. Solo 1.207 siti (circa il 46%) hanno concluso la fase di caratterizzazione, mentre per tutti gli altri il procedimento resta bloccato nella fase conoscitiva, ritardando sia l’avvio degli interventi sia l’eventuale chiusura amministrativa.

I siti contaminati: molti interventi avviati, ma non per tutti

I 3.806 siti contaminati rappresentano il nucleo più critico del sistema. Qui emergono anche i segnali più incoraggianti:

  • 3.183 siti sono in fase di bonifica o messa in sicurezza (83,6%);
  • 2.577 siti hanno un intervento approvato;
  • 606 siti hanno interventi tecnicamente conclusi ma non ancora certificati.

Restano però 623 siti contaminati (circa il 16%) per i quali, pur essendo concluse le fasi istruttorie, non è stato ancora avviato alcun intervento.

Il quadro regionale: pochi territori concentrano la maggior parte dei procedimenti

L’analisi regionale conferma una forte asimmetria territoriale. Lombardia, Toscana, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania concentrano la quota più elevata dei procedimenti complessivi e dei siti con contaminazione accertata.

In queste regioni si registrano anche percentuali di intervento mediamente più elevate, mentre in altre aree del Paese prevalgono procedimenti fermi nelle fasi iniziali, dati incompleti e maggiori difficoltà nel passaggio dalle indagini all’azione. Ne emerge un’Italia delle bonifiche a più velocità, fortemente condizionata dalle capacità tecniche e amministrative locali.


Bonifiche in Italia: i principali numeri regionali

Regioni con il maggior numero di siti contaminati accertati

  • Lombardia: 1.063 siti
  • Toscana: 465 siti
  • Piemonte: 410 siti
  • Emilia-Romagna: 314 siti
  • Veneto: 305 siti
  • Campania: 232 siti

Lettura dei dati

  • In tutte queste regioni, oltre l’80% dei siti contaminati risulta con interventi di bonifica o messa in sicurezza avviati o approvati
  • Le differenze regionali emergono soprattutto nelle fasi iniziali dei procedimenti (accertamenti analitici e caratterizzazione) e nei tempi di certificazione finale
  • Le regioni con più procedimenti tendono ad avere anche sistemi informativi più completi, contribuendo in modo significativo alle analisi nazionali

Focus Toscana: molti siti, ma anche una buona capacità di intervento

La Toscana si colloca stabilmente tra le regioni con il maggior numero di procedimenti censiti da MOSAICO. I siti contaminati accertati sono 465, uno dei valori più elevati a livello nazionale, affiancati da un numero consistente di siti potenzialmente contaminati e procedimenti conclusi senza necessità di intervento.

Nonostante la complessità del quadro, la regione mostra una buona capacità di risposta: la percentuale di siti contaminati con interventi di bonifica o messa in sicurezza avviati è ampiamente superiore all’80%. La Toscana contribuisce inoltre in modo rilevante ai dati utilizzati per l’analisi delle durate dei procedimenti, segno di una buona qualità e continuità nella trasmissione delle informazioni.

Restano tuttavia criticità legate ai tempi di conclusione amministrativa, in particolare per i procedimenti con interventi tecnicamente conclusi ma ancora in attesa di certificazione, e alla gestione dello stock di siti potenzialmente contaminati.

Una sfida ambientale, sanitaria e amministrativa

Il Rapporto ISPRA 424/2025 restituisce l’immagine di un sistema delle bonifiche estremamente esteso, che coinvolge oltre 16 mila procedimenti e migliaia di territori. Ridurre l’area dell’incertezza, accelerare le fasi conoscitive e chiudere definitivamente i procedimenti già conclusi è oggi una priorità non solo ambientale, ma anche sanitaria, sociale e di giustizia territoriale.

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9/4/2026 https://ambientenonsolo.com

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