Carceri italiane : la fabbrica dei “suicidi”

Salim El Koudri: basta con le speculazioni politiche

Carcere di Modena (senza tacere di quello di Reggio Emilia e di tutte le altre carceri del mondo tra cui quelle
israeliane, russe, eccetera, eccetera )

Per cominciare un primo problema: come mai nel carcere di Modena, dopo quello che è successo (tra
l’altro il “suicidio” di Fabio Romagnoli) LE BOMBOLETTE DI GAS SONO ANCORA IN LIBERA CIRCOLAZIONE?
la domanda è ovviamente retorica e la risposta rigurda una grave e purtroppo consapevole
SOTTOVALUTAZIONE DEL RISCHIO su cui il “carcere” si adagia per incapacità materiale di azzerare il rischio
alla fonte; la Ausl di Bologna ogni sei mesi, da tempo, pur non esplicitando in maniera esaustiva le
motivazioni invita, “cortesemente”, ad “evitare”…la Ausl di Modena fa lo stesso?
La condotta suicidaria è una questione complessa che non si deve affrontare con i paraocchi della
strumentalizzazione politica e, “il giorno dopo” il luttuoso evento, con le solite e “nobili” frasi di circostanza;
solo poche settimane fa una delegazione del PD in visita al carcere di Ravenna , con scarso senso della
realtà, aveva magnificato il programma di prevenzione del suicidio della Regione E-R ; sulla vicenda di
Modena che ha visto protagonista Salim El Koudri , una condotta come abbiamo visto, omicidiaria, abbiamo
ascoltato sproloqui e faziosità assurde; una ampia truppa di soggetti autonominatisi medici legali, alienisti,
frenologi, politologi ad honorem o anche “terrorismologi” hanno imperversato sui cosiddetti media col
risultato di mettere in mostra il loro narcisismo ed aumentare la confusione; quasi sempre alla ricerca
disperata di voti e di consensi;
la “destra” xenofoba italiana , tra i primi ad autodichiararsi psichiatri/medico legali ad honorem, ha fatto il
tifo perché Salim fosse considerato “sano di mente” ; pare che la perizia psichiatrica (che non abbiamo
avuto modo di leggere perché non abbiamo la facilità di accesso alle fonti che i giornalisti di “destra” hanno)
pare deporre per la capacità di intendere e volere al momento della condotta omicida (nessuno al mondo
mette in discussione che di condotta omicida si sia trattato); ma : possiamo aderire acriticamente a questa
valutazione peritale ? In passato è successo spesso che i giudici abbiano incaricato consulenti onesti ma con
una particolare visione del mondo dai quali i giudici appunto si aspettavano il responso che poi è emerso;
nessuna insinuazione : la perizia non la conosciamo, avremmo bisogno per valutarla di fare diversi e
approfonditi colloqui con l’imputato del quale abbiamo solo notizie “giornalistiche” anche se lo abbiamo
“sfiorato” avendo fatto un colloquio a Modena con un paziente detenuto nella stessa sezione ; non basta
però chiamare , vezzosamente, una sezione “I’care” (un tentativo di ammiccare a Lorenzo Milani? ) per
trasformare una sezione, di fatto un ATSM, in un luogo idoneo alla cura (sia pure nell’ambito della legittima
privazione della libertà);come già detto non abbiamo la inquietante facilità di accesso alle informazioni che
hanno altri, alla faccia della “pricacy” troppo spesso usata , in particolare, nelle carceri, come ostacolo per la
persona , i familiari e il medico di fiducia sul cui ruolo (e sulle difficoltà di “entrare” in carcere) la Regione Er
e il DAP da lungo tempo “tacciono” fino all’assurdo della Regione E-R che non ha niente da dire sulla “tassa
sul buon samaritano” imposta dalla Ausl di Parma al medico anargiro che entra in carcere per visitare un
paziente (e per ora ci fermiamo qui)

DUNQUE LA PRIMA DOMANDA E’ , PER KARIM , PER MENA , MORTO “SUICIDA” A REGGIO EMILIA SOLO
QUALCHE GIORNO FA, PER TANTI ALTRI DETENUTI A MODENA E IN TUTTA ITALIA (E NEL MONDO) : SI
INTENDE DARE SEGUITO ALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE DEL 2019/99 CHE EVIDENZIA LA NECESSITA’ IMPELLENTE DI NON RIPRODURRE NELLE CARCERI, SOTTO MENTITE SPOGLIE, I VECCHI OOPPGG E DI COLLOCARE LE PERSONE CON PROBLEMATICHE PSICHIATIRCHE (ANCHE INSORTE SUCCESSIVAMENTE AL FATTO REATO) IN STRUTTURE DI “ACCOGLIENZA” ADEGUATE CHE ASSOCINO ALLA PRIVAZIONE DELLA LIBERTA’ ANCHE CAPACITA’ DI CURA E RIABILITAZIONE ?

Le “cronache” dicono che Karim si sia procurato dei farmaci dal suo “concellino”; sorprende sempre la
facilità di accesso a notizie (vere o non vere) da parte di certi “organi di informazione”; quando e se si potrà
avere accesso alla documentazione sanitaria potremo esprimere una opinione compiuta : è stata valutata la
esistenza di una pulsione suicidaria ? con quali metodi e con quali parametri; troppo spesso , se non
sempre, abbiamo assistito a gravi defaillances in tema di prevenzione: dal ministro Nordio che dichiara in
parlamento l’assenza di segni premonitori nel caso di un suicidio nel carcere di Ancona, ben noto alle
cronache, alla vicenda di Ravenna (processo di primo grado conclusosi con una “assoluzione”) : suicidio due
ore dopo il colloquio con lo psichiatra conclusosi con un parere di assenza di rischio? Peraltro va sottolineata
una questione: il sistema giudiziario si muove con grave rozzezza e superficialità; a volte anche gli avvocati
dei familiari della persona “suicidatasi” si concentrano sulla responsabilità del personale sanitario; certo una
adeguata professionalità contribuisce a valutare bene la entità del rischio ma non sempre c’è il livello
necessario di fiducia e la empatia sufficiente per siglare, tra medico e paziente, un “patto di prevenzione del
suicidio”;

NON SI PUO’ USARE COME CAPRIO ESPIATORIO IL SINGOLO OPERATORE SANITARIO -ANCHE SE
A VOLTE POSSONO ESISTERE GRAVI ERRORI INDIVIDUALI-SENZA PRENDERE ATTO CHE IL SINGOLO NON PUO’ “FARE MIRACOLI” IN UNA ORGANIZZAZIONE CHE E’ DI PER SE’ FORTEMENTE SUICIDOGENA; I PROCESSI DEVONO ESSERE IMPOSTATI ANCHE ALLA LUCE DELLE RESPONSABILITA’ E DELLE “COLPE” DI ORGANIZZAZIONE
MA OLTRE L’EVENTO SPECIFICO VEDIAMO LA STORIA DI QUESTO PENITENZIARIO DI MODENA ; già teatro della orrenda ed “evitabile” strage del 2020 , se pensiamo alle capacità di prevenzione da parte di questo
carcere possiamo dire che la situazione è inaccettabile
;

ABBIAMO GIA’ RICORDATO il “suicidio” (presunto) di Fabio Romagnoli nel 2023: agito con la bomboletta del
gas;
ABBIAMO DENUNCIATO PIU’ VOLTE, ANCHE SOSTENENDO LA ERRONEITA’ DELLA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI MODENA DI “ARCHIVIARE” IL “CASO” DI FABIO , CHE LA “LIBERA” CIRCOLAZIONE DI BOMBOLETTE DI GAS IN UN PENITENZIARIO E’ FATTO GRAVE CHE VA IN ROTTA DI COLLISIONE CON UNA POLITICA ADEGUATA DI PREVENZIONE.

Il sistema penitenziario italiano , per come è oggi, va demolito; se può sembrare che il “partito del buttare la
chiave” abbia solo buttato via il proprio cervello, in realtà la motivazione principale della attuale politica
carcerocentrica è la ricerca , in malafede, di consensi elettorali che, se i cittadini rifletteranno abbastanza,
non ci saranno.
La privazione della libertà, in casi gravi, è consentita ma deve essere gestita secondo i criteri e le finalità
fissate chiaramente dalla Costituzione repubblicana.
“Or che il popolo è cosciente di essere autosufficiente
NON CI SONO PIU’ DELITTI QUI A BELFAST” (canzone del movimento repubblicano
nordirlandese)

Vito Totire, portavoce centro F. Lorusso via Polese 30 40122 Bolgona

8/10/2026

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