Chi deve morire prima e chi deve vivere di più.

Chi deve morire prima e chi deve vivere di più. In vendita il Dna dei sardi più longevi

La notizia somiglia ad un incubo della modernità ma è stata confermata. Il dna di 15mila abitanti dell’Ogliastra in Sardegna, noti per la loro longevità potrebbe essere messo in vendita ai privati.

Il profilo genetico di 15 mila sardi particolarmente longevi è contenuto nella banca dati di Parco Genos Scarl, una società consortile in cui sono presenti con diverse quote alcuni enti pubblici. Ma proprio questi ultimi – a causa della Legge di Stabilità – dovranno mettere in vendita le loro quote per un prezzo stracciato di 80mila euro. Il dna della popolazione era stato, donato gratuitamente per la ricerca, ma potrebbe presto finire in mano a chiunque possa sborsare appena 80 mila euro.
Da chi è composta la società Parco Genos? Secondo la Nuova Sardegna il 18 per cento appartiene alla Gestioni Separate srl, società in liquidazione che fa capo alla Sfirs, finanziaria della Regione; un altro 18% alla Clinica Tommasini spa di Jerzu, e ancora il 9 al ConsDabi, consorzio con sede a Benevento che si occupa di ricerca genetica applicata all’allevamento di animali. Al momento il socio che ha il maggior numero di azioni è colui che nel 2012 ha acquistato il 36% messo in vendita dai comuni di Perdasdefogu e Talana (nessun altro socio aveva esercitato il diritto di prelazione). Si tratta della Filar, un’azienda che si occupa di tecnologie ottiche nella zona industriale di Tortolì, dove costruisce lenti per occhiali ma anche laser per usi svariati. Il suo proprietario è un medico dentista, Piergiorgio Lorrai, che non nasconde di voler acquistare anche il 18 per cento delle azioni che verrà messo in vendita da comuni di Perdasdefogu e Talana, così da avere, con il 54% della società in tasca, maggiore libertà di movimento.

Il sito sempre ben informato Lettera 43, riferisce che la ricerca sulla particolare longevità di questi abitanti della Sardegna era partita nel 2000, quando l’allora imprenditore Renato Soru – successivamente diventato anche Presidente della Regione –  creò un centro di ricerche privato – SharDna – dedicato allo studio del patrimonio genetico dei sardi.
In particolare di quelli di due paesi dell’Ogliastra, terra stretta tra falesie e aspre montagne.
Intorno ai centri urbani come Talana e Perdasdefogu, risulta esserci infatti un tasso di longevità record, tra essi la famiglia Melis entrata nel Guinnes dei primati come la “più longeva del mondo”. Nella zona i centenari sono decine, ma è anche alto il tasso di malattie genetiche e autoimmuni.
La campagna di sensibilizzazione, portò oltre 15 mila ogliastrini di ogni età a donare il proprio sangue per ricavare il profilo del Dna.

Per partecipare al progetto, i Comuni di Talana e Perdasdefogu ( tristemente nota per il poligono militare) hanno dato vita insieme con soggetti privati (come la Clinica Tommasini) la società consortile Parco Genos, la quale – in un laboratorio di Perdasdefogu – custodisce la preziosa banca dati e gli alberi genealogici di intere famiglie, risalenti fino al XVII secolo.
Nel 2009 Soru, nel frattempo diventato presidente della Regione sarda, cede SharDna al San Raffaele di Milano per 3 milioni di euro. Ma, come molte delle opere di Don Verzè, anche la società sarda fallisce e il progetto di ricerca si arena e la Regione Sardegna ha messo in liquidazione la società con la quale partecipa a Parco Genos.

Ma sugli enti locali è arrivata la mannaia della Legge di stabilità che costringe le amministrazioni comunali a cedere le loro quote di maggioranza nelle società partecipate, per un incasso di nemmeno 14 mila euro ciascuna, sottolinea Lettera 43. Adesso, a causa dell’ultima finanziaria e del taglio delle partecipate, Talana e Perdasdefogu dovranno cedere ai privati le rimanenti quote, per un guadagno risibile. A questo punto, quando l’operazione di privatizzazione sarà completata, si aprirà il caso della proprietà del profilo genetico dei 15 mila donatori e la società acquirente Parco Genos potrebbe farne l’uso che vuole.

14/4/2015 www.contropiano.org

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