Chi snobba l’Italia governa, chi lavora resta straniero
In Italia il rispetto per i simboli nazionali vale solo a giorni alterni. Succede che Katharina Zeller, neoeletta sindaca di Merano, si rifiuti pubblicamente di indossare la fascia tricolore durante la cerimonia d’insediamento, liquidandola con un sorriso imbarazzato e la frase: “Mettiamola via, dai”. Nessuna indignazione da parte del governo, nessun richiamo istituzionale. Eppure si tratta di una figura pubblica, eletta in un comune italiano, che rappresenta la Repubblica e ne dovrebbe onorare i simboli.
Nel frattempo, mentre una sindaca, che non parla nemmeno l’italiano, può trattare il tricolore come un oggetto scomodo, milioni di persone che vivono in Italia, parlano italiano, lavorano, pagano tasse e contributi, non hanno diritto alla cittadinanza. Il referendum previsto per l’8 e 9 giugno 2025 propone di abbassare da dieci a cinque anni il tempo minimo di residenza legale richiesto per poter iniziare la procedura di richiesta della cittadinanza italiana.
Una misura che non regala nulla a nessuno, ma che semplicemente rende più accessibile e umano un percorso già lungo e selettivo. Eppure, chi governa l’Italia oggi — Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, con Meloni, Salvini e Tajani in prima fila — invita gli elettori a non andare a votare, nella speranza che il quorum non venga raggiunto e che il referendum fallisca senza neppure essere discusso.
Il paradosso è clamoroso: una rappresentante delle istituzioni può pubblicamente mostrare fastidio per il simbolo della Repubblica, in una regione dove si parla tedesco più che italiano, senza conseguenze; ma un lavoratore immigrato, che ogni giorno costruisce pezzi di questo Paese e contribuisce a mantenerlo con il proprio lavoro e le proprie tasse, non è considerato degno neppure di iniziare il percorso per diventare cittadino italiano prima di un decennio.
Chi sono, dunque, i veri italiani? Quelli che si sentono parte di questo Paese, lo scelgono, lo rispettano, lo vivono e lo finanziano? O quelli che lo considerano un’opzione geopolitica da tollerare con distacco, fino a rifiutarne anche i simboli?
L’8 e 9 giugno si voterà per decidere se questo Paese vuole continuare a negare la cittadinanza a chi quel tricolore lo rispetta davvero, mentre permette di rappresentare le istituzioni a chi lo disprezza pubblicamente.
Gianluca Cicinelli
20/5/2025 https://diogenenotizie.com/










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