Cinque motivi per cui le elezioni moldave sono state importanti

di Andrew Korybko

da https://korybko.substack.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Il partito di governo moldavo “Partito Azione e Solidarietà” (PAS), fondato dalla presidente liberal-globalista Maia Sandu, ha perso alcuni seggi nelle ultime elezioni parlamentari ma ha comunque ottenuto, seppur di misura, la maggioranza. Questo risultato è stato raggiunto attraverso sospetti brogli, l’esclusione imposta a due partiti di opposizione conservatori-nazionalisti, l’apertura di soli due seggi elettorali in Russia per una diaspora locale di circa mezzo milione di persone e la creazione di ostacoli al voto per gli elettori della regione separatista della Transnistria. Ecco cinque motivi per cui queste elezioni sono importanti:


1. L’Occidente ha perfezionato il proprio modello di “rafforzamento dei regimi”

Il referendum sull’UE dello scorso autunno e la rielezione della Sandu sono stati ottenuti con i mezzi sopra citati, che hanno preceduto le presidenziali rumene, i cui risultati sono stati poi annullati con falsi pretesti di ingerenza straniera dopo che l’esito non aveva soddisfatto l’UE. Il nuovo scrutinio ha quindi prevedibilmente portato alla vittoria del candidato preferito, dopo la squalifica del suo rivale. Il modello occidentale di “rafforzamento dei regimi” è ormai stato perfezionato dopo le ultime elezioni moldave e con tutta probabilità sarà applicato altrove in Europa.


2. La NATO completerà la sua cattura de facto della Moldova

La Moldova è costituzionalmente uno Stato neutrale, ma ciò potrebbe presto cambiare se il PAS dovesse indire un altro referendum modellato su quello, irregolare, per l’UE. Anche senza modificare la Costituzione, ci si aspetta comunque che la NATO completi la sua cattura de facto della Moldova, probabilmente facendo leva sui legami speciali con la Romania e sul patto di difesa firmato lo scorso anno con la Francia. Come già valutato, la Francia immagina di usare il binomio Romania-Moldova come trampolino di lancio per intervenire apertamente in Ucraina, sia prima sia dopo la fine della guerra.


3. La Moldova verrà trascinata sempre più in una “mission creep”

Sviluppando quanto detto sopra, il Servizio di intelligence esterna russo (SVR) ha avvertito a metà luglio che “la NATO sta trasformando la Moldova in un nuovo ariete militare contro la Russia”, aggiungendo che i cittadini moldavi potrebbero perfino essere usati come carne da cannone in Ucraina. Che la Moldova venga coinvolga direttamente nel conflitto o che faciliti soltanto il flusso di armi e forse un giorno anche di truppe occidentali/francesi, sta venendo trascinata sempre più a fondo in una mission creep, con rischi di sicurezza molto seri.


4. È possibile un attacco congiunto moldavo-ucraino alla Transnistria

Le due conseguenze precedenti portano a quella penultima: la NATO potrebbe appoggiare un attacco congiunto di Moldova e Ucraina alla Transnistria, come lo stesso SVR aveva avvertito lo scorso inverno, partendo dal presupposto che si tratterebbe di una vittoria a basso costo ma altamente simbolica contro la Russia, i cui peacekeeper sono ancora dislocati lì. Questo scenario pericoloso potrebbe provocare una rappresaglia russa contro la Moldova, trascinandola direttamente nel conflitto, e possibilmente anche la Romania, membro NATO, se le sue truppe dovessero scontrarsi con i peacekeeper russi.


5. La causa principale delle tensioni NATO-Russia rimane intatta

Infine, tutto ciò dimostra che la NATO continua ad espandersi verso est a spese degli interessi di sicurezza russi, confermando così che la causa principale delle tensioni rimane intatta. Queste ultime mosse aumentano la probabilità che la NATO intensifichi la propria espansione de facto in Ucraina, sia durante che dopo la guerra, il che a sua volta innalza il rischio di un ulteriore peggioramento delle tensioni con la Russia. La nuova normalità che dunque emerge è quella di tensioni accresciute per il futuro prevedibile.


Alla luce di quanto sopra, è chiaro che le ultime elezioni moldave sono state molto più importanti di quanto i semplici osservatori avrebbero potuto pensare, soprattutto considerando quanto il loro esito sia destinato ad aggravare ulteriormente le tensioni NATO-Russia. Anche nello scenario migliore, in cui esse restino gestibili, la NATO consoliderà comunque la propria presenza lungo il fianco sud-occidentale dell’Ucraina, che coincide anche con quello nord-occidentale del Mar Nero, raddoppiando così i potenziali problemi che l’Alleanza potrebbe un giorno rappresentare per la Russia.

29/9/2025 https://www.marx21.i

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