Cuba denuncia all’ONU il Bloqueo come forma di violenza contro le donne

Osmayda Hernández Beleño, membro del Segretariato della FMC, ha ribadito l’impegno di Cuba a favore della parità di genere e ha messo in guardia sugli effetti dell’embargo sulla salute, sull’assistenza materno-infantile e sulla vita quotidiana delle donne.

Durante la 70ª sessione della Commissione sulla condizione giuridica e sociale delle donne, Cuba ha ribadito il proprio impegno a favore della parità di genere e della giustizia sociale. L’intervento è stato tenuto da Osmayda Hernández Beleño, membro del Segretariato della Federazione delle Donne Cubane (FMC), che ha illustrato i progressi compiuti dal Paese nella tutela dei diritti delle donne e ha denunciato l’impatto del blocco statunitense come una forma di violenza che colpisce in modo sproporzionato la popolazione femminile.

La rappresentante cubana ha sottolineato che il miglioramento del benessere e della qualità della vita delle donne costituisce un obiettivo prioritario della società socialista. Ha ricordato che il Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale fino al 2030 pone lo sviluppo umano, l’equità e la giustizia sociale come assi strategici, mentre la Costituzione della Repubblica sancisce l’uguaglianza sostanziale, il diritto a vivere libere dalla violenza e la piena dignità delle donne e delle ragazze.

Nel suo intervento, Hernández Beleño ha sottolineato l’approvazione della Strategia Integrale di Prevenzione e Assistenza alla Violenza di Genere e nell’Ambito Familiare, che attribuisce la responsabilità della sua attuazione agli organismi e alle istituzioni dello Stato, nonché del Programma Nazionale per il Progresso delle Donne, considerato la pietra angolare delle politiche pubbliche a favore dell’uguaglianza. Questi strumenti, ha affermato, garantiscono la continuità di un processo storico di conquiste che ha permesso alle donne cubane di accedere in modo universale e gratuito all’istruzione e alla sanità, di esercitare un’occupazione dignitosa, di partecipare al processo decisionale e di godere del rispetto dei propri diritti sessuali e riproduttivi.

La delegazione cubana ha inoltre sottolineato che il Paese occupa il secondo posto a livello mondiale per percentuale di donne in Parlamento, con una rappresentanza femminile del 57,5%, e che le donne sono maggioritarie in settori strategici quali quello giuridico, accademico, scientifico e sanitario. “Sono risultati che testimoniano una volontà politica costante, ma anche la forza delle donne cubane nella costruzione della nazione”, ha affermato Hernández Beleño.

Tuttavia, la rappresentante della FMC ha avvertito che queste conquiste sono minacciate dall’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti, che ha definito “la forma più dannosa di violenza contro le donne cubane”. Ha spiegato che la politica di asfissia energetica colpisce direttamente il Sistema Sanitario Nazionale, il Programma Materno-Infantile, che assiste oltre 32.000 donne incinte, e la lista d’attesa per gli interventi chirurgici, che raggiunge i 96.387 pazienti, tra cui più di 11.000 bambini. Ha inoltre sottolineato che la vaccinazione infantile è stata ostacolata per oltre 30.000 bambini a causa delle difficoltà nel trasporto refrigerato, nonostante la disponibilità dei prodotti biologici.

«Le statistiche sui danni sono strazianti», ha affermato Hernández Beleño, denunciando che le restrizioni costringono a rinviare gli interventi chirurgici e compromettono la tempestività delle cure mediche. Ha sottolineato che nessuno può negare l’impatto umano di questa guerra economica e il suo effetto sproporzionato sulle donne.

Nonostante queste avversità, Cuba ha ribadito la sua decisione di continuare a promuovere uno sviluppo inclusivo, equo e socialmente giusto, con le proprie forze e il sostegno solidale della comunità internazionale. A nome delle donne cubane, Hernández Beleño ha concluso: «Difenderemo la sovranità e l’indipendenza del nostro Paese e il modello economico, politico e sociale che abbiamo liberamente scelto. Difenderemo il nostro diritto di vivere in pace, senza ingerenze esterne».

Fonte: Cubainformación

Traduzione: italaiacuba.it

16/3/2026 https://italiacuba.it/

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