Cuba progetta la propria indipendenza energetica

Il ripristino del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) è un processo di trasformazione strutturale che mira alla sovranità energetica e alla transizione verso fonti rinnovabili. Lo ha affermato il ministro dell’Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, durante il suo intervento alla sesta sessione della X Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.

Una visione globale: oltre l’emergenza

“L’obiettivo è molto più ampio del semplice ripristino del sistema”, ha dichiarato il ministro, sottolineando che l’obiettivo è “avanzare nella transizione energetica e cercare l’indipendenza dai combustibili fossili”. Questa visione strategica va oltre la soluzione immediata dei blackout elettrici e punta a un cambiamento di modello basato sulle risorse proprie della nazione.

Risultati tangibili: generazione distribuita e resistenza locale

Il bilancio presentato riflette progressi significativi su diversi fronti:

  • Generazione distribuita: la sua capacità tecnica è cresciuta da 300 MW a oltre 1.000 MW. Durante l’uragano Melissa, questa infrastruttura ha permesso a province come Granma e Guantánamo di avere una maggiore fornitura di energia elettrica rispetto a quando dipendevano esclusivamente dal SEN.
  • Supporto di emergenza: oltre 11.000 gruppi elettrogeni (con una disponibilità superiore all’80%) hanno garantito che “durante l’uragano Melissa nessun ospedale ha smesso di funzionare”.
  • Parchi solari fotovoltaici: si sta procedendo verso l’obiettivo di 51 parchi e oltre 1.000 MW di potenza installata entro la fine dell’anno. Questi impianti forniscono già oltre il 30% della produzione nazionale nelle ore di punta, evitando deficit permanenti. Entro il 2026 saranno incorporate tecnologie di accumulo (batterie).

Elettrificazione con energia pulita: portare soluzioni alla base

La strategia dà priorità alle comunità e ai settori vitali:

  • Sono stati installati 5.000 impianti solari fotovoltaici nelle abitazioni.
  • L’obiettivo è coprire il 100% delle 2.200 abitazioni che ancora non hanno accesso all’elettricità e fornire progressivamente quelle che hanno solo 4 ore di servizio, integrando questi sistemi senza rimuovere i motori di riserva (Piano Turquino).
  • L’installazione di pannelli con batterie è destinata a professionisti essenziali (medici, insegnanti) nella parte orientale del paese per aumentare la loro resistenza ai blackout.

Finanziamenti, idrocarburi e capitale umano

  • Investimenti: sono stati mobilitati oltre 1,1 miliardi di dollari con risorse nazionali, consentendo la realizzazione di opere come il recupero della base di superpetroliere di Matanzas.
  • Idrocarburi nazionali: è stato possibile arrestare il calo e quest’anno la produzione aumenterà di oltre 80.000 tonnellate di petrolio greggio e gas, alimentando le centrali termoelettriche.
  • Forza lavoro: un programma integrato che ha previsto aumenti salariali, miglioramenti nell’alimentazione e nelle condizioni di lavoro è stato fondamentale per frenare l’esodo del personale e consolidarne il senso di appartenenza.

Sfide e priorità strategiche

Il ministro ha riconosciuto alcune sfide, come il contrattempo nell’Unità 5 di Cienfuegos, che richiede una riparazione complessa, e il ritardo di quattro province nell’adempimento delle linee guida del Decreto 110.

Di fronte alla crisi persistente, è stato elaborato un piano strategico approvato dal Consiglio di difesa nazionale per dare priorità all’approvvigionamento di settori chiave come la produzione alimentare e le esportazioni, una decisione difficile ma necessaria per non frenare l’economia e generare le entrate richieste dal settore energetico.

De la O Levy ha concluso ribadendo il principio guida: “Cerchiamo la sostenibilità con le nostre risorse… mantenere il sistema con petrolio e gas nazionali, con il sole, il vento”. Un percorso complesso, ma che avanza con una visione chiara di sovranità, efficienza e trasformazione definitiva.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

22/12/2025 https://italiacuba.it/

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