Diffida CGIL a ASL piemontesi su pagamento parte retta sanitaria non autosufficienti
Deambrogio, PRC: bene è il riconoscimento di una giusta battaglia da tempo portata avanti
COMUNICATO STAMPA
La CGIL Piemonte insieme a Federconsumatori ha inviato una lettera formale di diffida alle Direzioni Generali di tutte le ASL piemontesi. L’obiettivo: Imporre lo stop all’applicazione della deliberazione regionale del 2013 (D.G.R. 25 giugno 2013, n. 14-5999).Di fatto, le ASL utilizzano questo filtro per bloccare le quote o allungare le liste d’attesa (cresciute fino a oltre 12.000 persone).
“Esprimiamo una posizione convergenza – dichiara Alberto Deambrogio segretario regionale piemontese del PRC – avendo storicamente cercato di dare battaglia su questo terreno, guidato dalla Fondazione di Promozione Sociale”.
“abbiamo denunciati da tempo che la non autosufficienza grave (come le demenze senili o l’Alzheimer) configura una malattia cronica inguaribile ma “curabile”. Di conseguenza, le prestazioni sanitarie e socio-assistenziali sono inscindibili e la quota sanitaria (50%) non è un sussidio subordinato ai bilanci delle ASL, ma un diritto costituzionale inviolabile e indisponibile”.
“Contestiamo l’ unione di liste d’attesa e bilanci: i vincoli di bilancio regionali non possano sospendere i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Abbiamo ripetutamente denunciato lo scandalo dei “malati differibili”, ossia persone certificate come non autosufficienti a cui viene negato il contributo pubblico, costringendo le famiglie a sborsare rette intere da oltre 3.000–4.000 euro al mese”.
“A partire da questa nuova positiva azione – conclude Deambrogio – occorre cercare di fare uscire questa vicenda dalle singole storie personali vissute con fatica e disperazione. Bisogna tentare di saldare un nuovo fronte collettivo per dare più spazio alla difesa e al rilancio del diritto alla salute. Occorre ricordare che oggi esso è messo sotto scacco non solo dalle politiche governative, ma anche da norme come quelle volute con l’ Autonomia Differenziata e dall’ assalto dei grandi Fondi finanziari, in primis statunitensi, che sono pronti a dare il colpo definitivo alla salute e alla previdenza pubbliche nel nostro Paese”.

7 ottobre 2026









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