Dossier Saras-Sarlux. Situazione ambientale e sanitaria per la salute dei lavoratori
La raffineria di Sarroch, sulla costa a sud-ovest di Cagliari, è una delle più grandi del Mediterraneo per capacità produttiva (15 milioni di tonnellate all’anno, pari a 300.000 barili al giorno) ed una delle più avanzate per complessità degli impianti. Collocata in una posizione strategica al centro del Mediterraneo, la raffineria viene gestita dalla controllata Sarlux SrL.
Nel 2001 il gruppo Saras ha intrapreso la produzione e vendita di energia elettrica mediante un impianto di gassificazione a ciclo combinato (IGCC), con potenza di 575 mega-watt, gestito dalla controllata Sarlux SrL. L’impianto utilizza i prodotti pesanti della raffinazione, e, nel 2022, li ha trasformati in 4.100 giga wattora,di energia elettrica, contribuendo per il 45,9%al fabbisogno della Sardegna. Sempre nell’isola, il gruppo produce e vende energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso il parco eolico sito nel comune di Ulassai, operativo dal 2005 e gestito dalla controllata Sardeolica SrL, avente una capacità installata pari a 96MW. Nel 2008 la raffineria Sarlux del gruppo Saras ottiene la registrazione Emas (Eco Management Audit Scheme).Nel 2009 Saras è stata la prima raffineria in Italia ad ottenere l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), che riconosce il percorso di miglioramento delle caratteristiche tecniche e strutturali degli impianti e del sito produttivo al fine di minimizzare l’impatto ambientale delle attività produttive.
A fine aprile 2013 l’impresa petrolifera pubblica russa Rosnef acquisisce il 13,70% del capitale sociale di Saras dagli azionisti di maggioranza la famiglia Moratti;A partire dalla seconda metà di agosto 2019 è stata avviata l’attività di commercializzazione diretta di combustibili navali nell’area di Sarroch e Cagliari gestita dalla controllata Saras Trading.
Nel corso del 2019 è stato realizzato l’ampliamento del parco eolico di Ulassai,gestito dalla controllata Sardeolica Srl, con l’installazione di 9 nuove turbine per una capacità aggiuntiva di 30MW, portando la capacità installata complessiva a 126MW. Il 16 febbraio 2021 Saras sigla con Enel Green Power un protocollo d’intesa per sviluppare un progetto di “idrogeno verde” in Sardegna, con una soluzione allo studio che prevede l’utilizzo di un elettrolizzatore da 20MW alimentato da energia rinnovabile prodotta sul posto per fornire idrogeno verde da utilizzare come materia prima nella raffineria Sarlux presso il sito industriale di Sarroch. La – SardHy Green Hydrogen,SHGH società nata dal progetto congiunto di Enel Green Power e Saras legato allo sviluppo di idrogeno verde in Sardegna, è riconosciuta tra i beneficiari italiani dei 5,2 miliardi di euro di sovvenzioni pubbliche approvate dalla Commissione Europea nell’ambito di IPCEIHy2Use, per supportare la ricerca e l’innovazione, la prima applicazione industriale e la costruzione delle relative infrastrutture nella catena del valore dell’idrogeno. Frutto del protocollo d’intesa siglato dalle due società a febbraio 2021, l’iniziativa prevede l’installazione da parte di SHGH di un elettrolizzatore da 20 MW nel sito industriale di Sarroch, in provincia di Cagliari. L’impianto, alimentato esclusivamente da energia rinnovabile di Enel Green Power sarà destinato a produrre idrogeno verde diretto alla raffineria con lo scopo di ridurre il “carbon footprint” dei processi di raffinazione.
Il 4 giugno 2021 il Gruppo, tramite la controllata Sardeolica Srl, ha acquisito le due società Energia Verde Srl ed Energia Alternativa Srl, attive nella produzione di energia elettrica con due parchi eolici siti nel comune di Uta (Cagliari).
Nel 2021, Saras sigla con Air Liquide, leader mondiale nell’ambito dei gas, delle tecnologie e dei servizi per l’Industria e la Sanità, un Memorandum of Understanding volto a esplorare le opportunità per ridurre l’impronta carbonica della raffineria Sarlux di Sarroch, valutando la fattibilità tecnica ed economica di soluzioni per la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di CO2 connesse ai processi della raffineria.Nel 2022 la Regione Autonoma Sardegna ha deliberato l’Autorizzazione Unica a favore di Sardeolica Srl, operante nel settore delle energie rinnovabili e interamente controllata da Saras SpA, per la costruzione e l’esercizio di un impianto fotovoltaico di 79 MW nell’area industriale di Macchiareddu, nel comune di Uta (Cagliari). L’impianto, denominato “Helianto” costituisce un significativo progresso nelle strategie del Gruppo Saras nel settore delle energie rinnovabili, aggiungendosi agli esistenti parchi eolici in Sardegna della potenza di 171 MW, e portando la potenza totale a 250 MW. In data 30 dicembre 2022 la centrale elettrica a ciclo combinato di Sarlux Srl (IGCC – Integrated Gasification Combined Cycle) è stata iscritta da TERNA nell’elenco degli impianti cosiddetti “essenziali” anche per il 2023. Nel 2023 il fatturato era quasi 12.000 miliardi con un utile di 248 milioni. Il 12 febbraio 2024, la famiglia Moratti ha trovato un accordo con l’azienda olandese Vitol, per la cessione del 35% delle azioni dalla vendita i Moratti incassano all’incirca 582 milioni di euro.
Fin qui la produzione ed i ricavi, ma ci sono anche da raccontare gli incidenti nella raffineria dove lavorano 1591 operai e tecnici. Il 26 maggio 2009, nello stabilimento di Sarroch, tre operai di un’azienda esterna rimangono uccisi mentre effettuavano un lavoro di manutenzione in un accumulatore, il D 106; dell’impianto MHC 2 (MildHydroCracking) ed un quarto viene trasportato in ospedale in condizioni non preoccupanti.I sindacati hanno indetto uno sciopero e parlato di “morte annunciata”, denunciando che la pericolosità del sito era ampiamente nota. Nel 2009 esce il film-inchiesta Oil, prodotto e diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, nel quale si denuncia il presunto inquinamento dello stabilimento di Sarroch e la mancanza di sicurezza per gli operai. Nel 2010 la famiglia Moratti, proprietaria dello stabilimento, annuncia azioni legali contro il libro inchiesta di Giorgio Meletti intitolato Nel paese dei Moratti. Sarroch-Italia. Una storia ordinaria di capitalismo coloniale, edito da Chiarelettere. E di chiunque riprenda le notizie .
Il 12 aprile 2011 si verifica un nuovo incidente con un operaio morto e altri due feriti. Ma qual’è la situazione attuale ? O meglio qual’è l’ordinaria situazione l’ultima ma nel frattempo che si va in pubblicazione non sarà certo l’ultima e neppure per gravità. Guasto alla linea elettrica e fumo nero che si alza sul Golfo di Cagliari. Anno nuovo, stesse scene con lo sfondo della Saras: nel pomeriggio dalle torce della raffineria si è alzata una densa coltre che ha dominato sul versante occidentale, ben visibile anche dal capoluogo.
Ufficio stampa della Sarlux:«A seguito del blackout dei giorni scorsi, una delle due linee elettriche che alimentano il sito è stata sottoposta ad un intervento di manutenzione straordinaria»,«la linea in servizio, ha registrato un guasto transitorio ad un trasformatore di alta tensione, che ha generato il temporaneo impatto visivo delle torce».
Il Comune di Sarroch, rilancia la comunicazione ma stavolta dal Municipio fanno sapere che«alla luce del nuovo disservizio registrato, che fa seguito al blackout dei giorni scorsi, il sindaco Angelo Dessì ha formalmente richiesto un incontro all’amministratore delegato di Saras–Sarlux,Carlo Guarrata, per approfondire le cause di questi ripetuti episodi e comprendere quali soluzioni siano in corso di adozione». Il penultimo “incidente” si è sviluppato ad ottobre del 2025. Nel 2006 l’Assessora Dirindin fa eseguire una ricerca epidemiologica anche nei Comuni di Sarroch e Capoterra sono stati identificati degli aggregati di tumore della pleura nell’analisi geografica delle patologie asbesto correlate relativa agli anni 1980-2000. I risultati preliminari dello studio DRIAS hanno rilevato nei bambini delle scuole elementari di Sarroch una frequenza più alta di sintomi ostruttivi (11,8%) e bronchitici (6,2%) e anche di asma (8,1%) rispetto ai coetanei delle scuole nei comuni di confronto (6,2%, 2,8%, 6,7%).
La campagna di misurazioni della qualità dell’aria con dosimetri passivi, parte della suddetta indagine, ha documentato e confermato livelli alti di concentrazione di anidride solforosa a Sarroch, come anche di BTX (benzene, toluene, xilene), sia in corrispondenza di una delle centraline della Provincia, sia presso le scuole elementari del paese. Il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria della Provincia di Cagliari (http://www.provincia.cagliari.it) ha documentato la presenza, ancora nel 2005, di concentrazioni di anidride solforosa superiori ai limiti di legge (125 mg/m3, media giornaliera). Sulla base dell’evidenza epidemiologica disponibile, il ruolo delle esposizioni occupazionali negli incrementi di rischio osservati negli uomini per malattie dell’apparato respiratorio, tumori del polmone, della pleura, del fegato e del tessuto linfoematopoietico può essere considerato possibile. Il forte rischio per pneumoconiosi, in diminuzione tra i più giovani, probabile retaggio dell’attività mineraria ora dismessa, segnala il ruolo di esposizioni lavorative, anche se per esse va considerata la possibilità di codifiche opportunistiche. Per il tumore della pleura, a prevalente eziologia occupazionale, è necessario avviare la sorveglianza epidemiologica e l’analisi delle modalità di esposizione per i casi incidenti di mesotelioma maligno sull’intero territorio regionale.
Agli aumenti di rischio per patologie tumorali e non tumorali dell’apparato respiratorio coerente nei due sessi ha probabilmente contribuito l’inquinamento dell’aria da fonti industriali, documentato da misurazioni della qualità dell’aria che soffrono del limite di riferirsi ai soli anni più recenti.
Dalla Relazione annuale 2012 del Servizio Igiene Pubblica Asl8 di Cagliari; in questo studio si esamina i dati di mortalità e morbosità degli anni dal 2002 al 2010, confermano lo studio precedente della Commissione Casson, infatti rileva che i tumori maschili sono in aumento così come la mortalità superiore anche rispetto a tutte le altre patologie compresa quella cardiovascolare che in Italia e nel mondo resta la prima causa di morte.
Le cause di morte causate da neoplasie negli uomini sono il 41% e nelle donne il 25% Nello studio si rileva anche che la piccola area di osservazione a Sarroch deve portare a coordinare le azioni tra amministratori, azienda sanitaria e i produttori delle emissioni inquinanti, Lo studio prevedeva anche che successivamente si sarebbe analizzata la situazione epidemiologica degli altri Comuni della costa ovvero Capoterra, Villa S.Pietro, Pula, Domusdemaria e Teulada, nel sito della Igiene Pubblica della ASL 8 non risultano più pubblicazioni in merito.
Nel 2013 la rivista Mutagenesis pubblica uno studio di comparazione del DNA dei bambini di Sarroch confrontati con quelli di Burcei
La ricerca dimostra che i 75 bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano anche significativi danni e alterazioni del Dna”, è scritto nelle conclusioni dello studio. L’inquinamento dell’atmosfera prodotto anche dal polo industriale di Sarroch potrebbe essere responsabile di vere e proprie mutazioni genetiche nel DNA dei bambini che lì vicino abitano, studiano e giocano.
E’ accertato che il benzene provoca danni nel DNA quando è presente volatilizzato nell’aria, Attualmente, i livelli di esposizione professionale a benzene sono fissati dalle leggi comunitarie pari a 1ppm. I lavoratori dell’industria petrolchimica,gli addetti ai distributori di benzina, possono essere esposti a relativamente alti vapori di benzene, ma anche di toluene e xilene.
Il Ministero dell’Ambiente in una pubblicazione così descrive il danni da benzene: Non può essere raccomandato nessun livello sicuro di esposizione al benzene. Per l’aria atmosferica esterna esiste come riferimento normativo il Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155, in recepimento della Direttiva sulla Qualità dell’Aria Ambiente e Aria più Pulita per l’Europa n. 50/2008 del 21 maggio 2008, fissa i valori limite e gli obiettivi di qualità per le concentrazioni nell’aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM2.5 e ozono. Attualmente si ritiene che le maggiori patologie neurologiche siano legate all’invecchiamento cellulare. Anche l’infertilità può essere coinvolta nella capacità di riparo del DNA e in particolare nel maschio i gameti non possiede sistemi di riparo per cui processo di riparazione resta a carico dei gameti femminili (ovociti) che suppliscono con i loro sistemi di riparo ai danni eventuali maschili , una volta che è avvenuta la fecondazione. Ma se gli ovociti delle donne sono “vecchi” per l’età femminile avanzata, questo aiuto tende a venir meno diminuendo le possibilità di una corretta fecondazione.
I difetti di riparazione del DNA sono stati associati a molte altre malattie, tra cui degenerazione maculare, malattie cardiovascolari, artrosi, diabete, demenza . Il DNA danneggiato cerca di risanarsi da solo, ma questo induce lo sviluppo di varie patologie oltre al cancro,
Fu accertato che nel cortile delle scuole vi era la persistente presenza di benzene. Purtroppo gli stessi genitori dei bambini sono rimasti in silenzio, ma che società stiamo costruendo se non difendiamo la salute dei nostri figli ?
Nel 2017 è partita la bonifica prevista all’interno del SIN sito d’interesse nazionale ovvero sito inquinato e soggetto a bonifica, della SASOL Italy, vorremmo capire come e se si è conclusa la bonifica dell’area, che aveva evidenziato la presenza di arsenico,ferro,manganese, boro, fluoruri e idrocarburi totali e xilene l’aspirazione nei polmoni può portare a polmonite chimica, la sostanza può provocare effetti sul sistema nervoso centrale.
I dati dello European pollutant release and transfer register di quanto rilasciato direttamente in aria dalla raffineria Saras sono: 20 tonnellate di benzene, oltre 22 chili di cadmio, circa 11 tonnellate di cloro, oltre 35 chili di mercurio, 2 tonnellate di cromo, 1.890 tonnellate di composti organici volatili, 275 tonnellate di PM10. Nel 2020 l’Arpas pubblica i gravi dati sulla situazione a Sarroch.
Il prof. Pier Luigi. Cocco, del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Univ. di Cagliari, su Epi&Prev (2012), con riferimento al periodo 1974-1993 e all’incidenza dei linfomi non-Hodgkin, rileva che la popolazione maschile, ma non quella femminile, residente nel distretto sanitario di Cagliari” presenta un “rischio elevato di emolinfopatie maligne” e, in particolare, di “leucemie”, con i “rischi più elevati di leucemie” riscontrati nei comuni di Pula, Sarroch, Assemini, a differenza di altri comuni dello stesso distretto. L’esposizione al benzene è alla base dell’aumento dell’incidenza di emolinfopatie.
Rilevo per ultimo ma non per importanza che a tutt’oggi non è ancora stato validato dallo IARC internazionale e AIRTum nazionale il registro dei tumori del sud Sardegna ed è ancora assolutamente assente il registro regionale della Sardegna due strumenti che assieme alla realizzazione di un altro assente il Referto Epidemiologico regionale che resta la Sardegna inadempiente nonostante dal 2020 sia imposto a tutte le Regioni di adottare questi indispensabili strumenti che aiutano a capire l’epidemiologia del territorio, le eventuali cause ed agire per le soluzioni.
Faccio notare che in Sardegna la mortalità per cancro è arrivata nel 2021 ( ultimi dati pubblicati) al 33,1 % rispetto al dato nazionale del 29,3 % e avendo così superato le morti per patologie cardiovascolari che in Italia e in generale nel mondo è sempre la prima causa di morte. A Sarroch nel territorio cittadino sono presenti due stazioni di rilevamento CENSA 2 e 3 Per quanto riguarda le misure di benzene (C6H6), le medie annuali variano tra 1,2 µg/m3 (CENSA3) e 2,2 µg/m3 (CENSA2), valori più bassi dell’anno precedente, nel rispetto del limite di legge di 5 µg/m3 . Si evidenziano numerosi episodi con picchi orari e giornalieri decisamente elevati rispetto a qualsiasi altro territorio della Sardegna. I grafici seguenti (cfr. grafici 4, 5 e 6) mostrano massime medie orarie che variano tra 50 µg/m3 (CENSA3) e 60 µg/m3 (CENSA2), massime medie giornaliere tra 8 µg/m3 (CENSA3) e 11 µg/m3 (CENSA2) e massime mensili tra 2,4 µg/m3 (CENSA3) e 3,6 µg/m3 (CENSA2). Nel 2022 la Relazione dell’Arpas sulla qualità dell’aria, conferma il superamento delle emissioni di benzene, o benzolo, sostanza classificata dallo IARC l’agenzia internazionale sulla ricerca del cancro e che raccoglie i dati del Registro tumori internazionale come sostanza del Gruppo 1 come sicuro agente causante il cancro.le sostanze che tutte le raffinerie del mondo emettono sono benzene, cadmio, cloro, cromo,arsenico,nichel, composti organici volatili, PM10, anidride solforosa, ossidi di azoto, piombo, monossido di carbonio, ozono, benzopirene. Oltre al mercurio che ha un effetto di accumulo progressivo sugli organismi contaminati.
Conclusioni dell’Arpas 2024:Nell’area di Sarroch persiste una criticità relativa al benzene, sebbene in riduzione e in assenza di superamenti, accompagnata da numerosi episodi con evidenza di picchi orari e giornalieri sostenuti, con una media annuale elevata rispetto a quelle del resto del territorio della Sardegna. In generale la situazione risulta moderata rispetto al notevole contesto emissivo della zona ed entro la norma per tutti gli inquinanti monitorati.
Ma i cittadini Sardi non stanno a guardare e sono state presentate da alcune associazioni Sardegna Pulita e Donne Ambiente Sardegna, che hanno portato in tribunale a Cagliari i vertici dello stabilimento prima udienza nel 2025 e rinviata a fine febbraio del 2026, le imputazioni sono gravissime vanno dallo sversamento nella atmosfera in vari anni di enormi quantità di PM 10 oltre ai derivati del petrolio come il micidiale benzene. La Procura di Cagliari ha chiesto il rinvio a giudizio per tre indagati nell’inchiesta sulle emissioni inquinanti della raffineria Sarlux, del gruppo Saras, a Sarroch. Il pm Gian Giacomo Pilia ipotizza il reato di disastro ambientale per l’amministratore delegato Settimio Guarrata e l’ex responsabile ambientale Walter Cocco, assistito dall’avvocato Alfredo Diana. Le indagini, avviate dopo un esposto delle associazioni Sardegna Pulita e Donne Ambiente Sardegna, rappresentate dall’avvocata Alessandra Nocco, hanno rilevato presunte violazioni dell’autorizzazione integrata ambientale, in particolare per emissioni dalle torce, consentite solo in condizioni straordinarie o per sicurezza. Secondo gli accertamenti, un guasto del giugno 2021 avrebbe causato emissioni oltre i limiti di legge, senza che fossero adottate manutenzioni adeguate per evitare il ricorso alle torce, le cui emissioni non sono misurabili.
Nel 2019, una centralina Arpas a Sarroch ha registrato un aumento del benzene del 60% rispetto agli anni precedenti, con potenziali rischi per la salute, come patologie respiratorie e onco-ematologiche, secondo la Procura.
Imputato anche il dirigente Fabio Corvetto per impedimento di controllo, mentre la società Sarlux, difesa dagli avvocati Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, risponde per concorso in disastro ambientale. L’udienza preliminare è fissata per il 4 dicembre davanti alla giudice Ermengarda Ferrarese. Ministero dell’Ambiente, Comune di Sarroch e Regione Sardegna potranno costituirsi parte civile.
A questo una ulteriore integrazione per l’accensione a dicembre per 11 ore delle torce in cui si chiede di ricevere copie di tutte le analisi eseguite dalle tre centraline poste all’interno e all’esterno nel comune di Sarroch che dista poche centinaia di metri dagli impianti della raffineria. Nella denuncia si definisce che nel periodo di tempo sono state emesse 9,3 tonnellate/ ora per un massimo di 25 tonn./ora, che ha fatto percepire un forte odore di gas ed evidenziato una colorazione rossastra sopra il golfo di Cagliari. A Sarroch dei cittadini hanno costituito il Comitato Civico per la tutela ambientale e della salute di Sarroch-Aps, che sollecita continuamente il Comune alla pubblicazione delle rilevazioni ambientali e ai motivi che portano allo spostamento di una centralina di controllo in paese. Hanno anche posizionato una web camera attiva ventiquattr’ore sulle ciminiere che emettono fumi e polveri.
Giancarlo Nonis
Medicina Democratica Sud Sardegna 3920948064
7/1/2026










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