Dubbi della Cassazione sui ccpprr in Albania! A quando i dubbi sui ccpprr in Italia?
Tutti i ccpprr sono incostituzionali non solo quelli in territorio albanese !
Giungono notizie circa i dubbi della “suprema corte” di Cassazione sui ccpprr ; tra i tanti dubbi amletici vogliamo approfondirne uno: non sarà che le persone private della libertà in Albania non potranno fare affidamento sugli stessi standars di assistenza sanitaria che sarebbero per loro disponibili in Italia ?
Non che invece in Italia ai “poveri” siano garantiti livelli di assistenza e di prevenzione accettabili, ma non ciò non toglie nulla alla importanza della questione sollevata.
Ora : la “cosa” in Albania è partita molto male ; qualcuno di noi , da bambino, ha intercettato qualche moneta di Vittorio Emanuele III , scritta in albanese appunto perché il Savoia si dichiarava monarca anche della terra delle aquile; d’altra parte il fascismo nel 1936 si era autodichiarato “impero” …
ora la presidente del consiglio è stata molto probabilmente influenzata dal suo inconscio che ha certo memorizzato il tragico passato coloniale italiano; certamente questo passato ha spinto alla operazione neocoloniale a cui stiamo assistendo e che
stiamo cercando di contrastare; poi è ovvio che i rigurgiti neocoloniali, per contagio, si diffondono e moltiplicano; per la cronaca il primo rigurgito è stato ingles , ma adesso qualche “idea” (Guyana francese) pare attecchire oltralpe;
a scanso di equivoci il presidente albanese Edi Rama (mai sarebbe successo ai tempi dei governi comunisti) non solo ha accolto la presidente del consiglio inginocchiandosi ma ha parlato esplicitamente di “protettorato”;
Tutto questo un giorno sarà “archiviato”? speriamo presto, ma oggi vale la pena di approfondire alcune contraddizioni;
e ci pare che il problema della salute dei migranti “catturati” in Italia o in acque internazionali e detenuti in Albania sia di fatto la punta di un iceberg anche se i giudici di Cassazione hanno visto solo la punta (per ora);
se la osservazione della suprema corte sulla discrepanza nel diritto alla salute tra Italia e Albania è fondata, e certamente lo è, questo rimanda ad un’altra domanda : ai detenuti nei ccpprr esistenti nel territorio italiano è garantita la stessa speranza di
assistenza sanitaria e soprattutto è garantito lo stesso livello di diritto alla prevenzione che è assicurato (per carità, solo sulla carta) al “resto” della popolazione detenuta cioè quella delle carceri ?
Siamo assolutamente convinti che anche i ccpprr in territorio italiano evidenzino , nel loro “funzionamento”, gravi elementi di incostituzionalità; la questione è un pò nebulosa ma solo perché diritti negati a priori agli internati nei ccpprr non sono
veramente garantiti ai detenuti “non ccpprr”; tuttavia c’è differenza tra un diritto poco rispettato e un diritto negato a priori;
ci riferiamo alle visite nelle carceri da parte delle Ausl; non facciamo qui il quadro delle inadempienze e della scarsa efficacia di queste visite (se e quando vengono effettuate); fatto sta che tutte le volte che abbiamo sollevato il problema le risposte delle istituzioni sono state nel senso di accettare la discriminazione; il cie/cpt/cpr NON E’ UN CARCERE QUINDI LE VISITE (ALMENO) SEMETRALI NON SONO DOVUTE, queste , ad oggi, le “risposte” !
Questo significa che se per le carceri “normali” in teoria le Ausl effettuano visite , osservano, “propongono” azioni di miglioramento o di bonifica , questo per i ccpprr non avviene; andiamo sul pratico : la Ausl del territorio x visita il carcere , constata per esempio che non vi è un adeguato monitoraggio del rischio legionellosi , allora, SOLLECITA il carcere a mettersi in regola; da 21 anni andiamo sostenendo che la prassi deve cambiare e che occorre riconoscere agli operatori della AASSLL non solo poteri di osservazione ma soprattutto poteri di disposizione/prescrizione e sanzione;
da 21 anni tuttavia le istituzioni e il “Palazzo” non ascoltano con le conseguenze tragiche che tutti conosciamo.
Chi ha ostinatamente e opportunisticamente sostenuto che “il cie/cpt/cpr non è un carcere” dovrebbe porsi una domanda che, in sinergia con i “dubbi” della suprem corte avrebbe bloccato preventivamente la avventura albanese del governo in carica;
la domanda è: visto che i ccppr sono carceri (carcere in lingua italiana è una struttura edilizia o fisica in cui una persona è trattenuta contro la sua volontà) la vigilanza (almeno semestrale) sui ccpprr in Albania è affidata alla Ausl di Brindisi? O a quella di Bari che da anni non risponde neppure alla richiesta dei rapporti semestrali sulle carceri/carceri, insomma sulle carceri che il ceto politico riconosce come carceri?
Anche i sindaci dei comuni siti di cpr, pur sollecitati da un nostro tentativo di dialogo, non hanno voluto sollevare problemi di incostituzionalità ed hanno reagito ai nostri inviti col silenzio totale ; peraltro pare passato “inosservato “(quindi considerato accettabile) un altro evento: che sul tema della salute dei migranti internati potesse legiferare il ministero dell’interno che ha tentato di proporre una griglia per selezionare persone particolarmente fragili mentre la privazione della libertà è nociva per tutti !
Potremmo aggiungere ulteriori argomentazioni ed ulteriori “dettagli” ma quando “il re è nudo” si può dialogare solo se con chi non si rifiuta a priori di ammettere la realtà.
I CCPPRR SONO INCOSTITUZIONALI SIA IN ALBANIA CHE IN RUANDA CHE NELLA GUYANA FRANCESE CHE IN ITALIA.
BENE INTESO : NON DIVERREBBERO ACCETTABILI SOLO E SE SOTTOPOSTI AD UNA
PRECARIA VIGILANZA DA PARTE DELLE AUSL ;
RIMARREBBERO ANTICOSTITUZIONALI PERCHE’ AGISCONO PENE E SANZIONI INRAPPORTO NON A REATI MA A COSIDDETTI ILLECITI AMMINISTRATIVI
Tuttavia la diversità di trattamento rimane una condotta anticostituzionale e i coraggiosi “osservatori “(parlamentari, volontari ed altri) che riescono ad entrare superando la cortina di ferro devono essere affiancati da ispettori che hanno poteri
prescrittivi e sanzionatori!
Grazie quindi ai giudici della “suprema corte” che hanno il grande merito di aver buttato un sasso nello stagno;
ci auguriamo di buttare tanti sassi in tutti gli stagni del pianeta.
Vito Totire, portavoce Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria, F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna
30/6/20255










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!