E l’Europa continua a provocare guerre
di Franco Cilenti
Nel 1914, come oggi, l’illusione della pace si accompagna a una ossessione crescente per la guerra. La narrativa dominante era impregnata di sospetto, di accuse incrociate, di paura organizzata. Ogni nazione europea narra, con la complicità determinante di TV e giornali, che si vede accerchiata da nemici più forti, più aggressivi, più spietati. Si alimenta un immaginario collettivo in cui la guerra non è solo possibile ma necessaria, quindi il riarmo, con spese militari prese dalle spese sociali, dicono che è una necessità obbligata. Bugiardi senza alcuna vergogna umana!
Si straparla, ad uso e consumo dell’opinione pubblica, di sicurezza nostrana, di minacce altrui, di scelte militari per la deterrenza atta a scongiurare pericoli di invasione di nemici inesistenti. Ogni giorno per tutte le 24 ore raccontano della minaccia russa, cinese e iraniana nel mentre e la la NATO che ha ampliato i confini europei arrivando ad accerchiare la Russia. La storia si ripete? Non sempre ma in questo caso pare proprio come il tentativo fatto dal nazifascismo.
Parrebbe elementare, per chiunque abbia capacità di riconoscere l’isteria delle scelte politiche per il bellicismo, prevenendo un disastro globale cercato dai mercanti delle armi da sempre pronti a giocare un ruolo di consulenti, e finanziatori, dei governi formatosi dopo la fine dell’Unione Sovietica che svolgeva, e avrebbe continuato a svolgere un reale compito di deterrenza contro la pratica guerrafondaia dell’occidente.
Europa ritorna al fascio-nazionalismo?
Gli eventi degli ultimi dieci anni in particolare stanno a dismostrare la rinascita della politica ideologica del fascismo con partiche e collaborazioni istituzionali con i gruppi politici e militari neonazisti. L’allargamento a est dell’Unione europea e il rinascere della russofobia ne è la diretta conseguenza.
L’invasione economica e militare dell’Ucraina da parte di UE e USA prevenendo l’idea di uno Stato multietnico e multilinguistico (buona parte dell’Ucraina e popolazione russa (repressa socialmente e massacrata militarmente dal 2014 dal governo di ucraino e dai suoi mercenari nazisti) come ponte fra est e ovest dell’Europa. Questa idea pacifica sostenuta dalla Russia circa la parità linguistica e religiosa sarebbe divenuta realtà se l’Europa, come dimostrazione di autonomia politica dagli Stati Uniti, si fosse fatta garante di questa scelta pacifica della Russia.
Per offrire una analisi (molto più competente della mia) sulla guerra Russia/Ucraina ricorro a uno stralcio di un recente articolo di Elena Basile, nota analista, già ambasciatrice europea.
“ La Russia ha reagito, invadendo l’Ucraina, al disegno di dominio imperialistico che la NATO ha deciso di attuare al fine di desovranizzare il perdente della guerra fredda e attuare un regime change. La Russia fronteggia un esercito: è intervenuta applicando il principio “Responsabilità di proteggere” coniato nel diritto onusiano, in aiuto delle popolazioni russofone che per sette anni sono state bombardate dal governo di Kiev. La guerra della Russia è stata provocata dall’espansionismo aggressivo della NATO e dal calcolato disprezzo delle legittime preoccupazioni di sicurezza russe. Dopo aver esperito tutte le possibili iniziative diplomatiche, dal 2007 (anno del noto
La Russia ha reagito, invadendo l’Ucraina, al disegno di dominio imperialistico che la NATO ha deciso di attuare al fine di desovranizzare il perdente della guerra fredda e attuare un regime change. La Russia fronteggia un esercito: è intervenuta applicando il principio “Responsabilità di proteggere” coniato nel diritto onusiano, in aiuto delle popolazioni russofone che per sette anni sono state bombardate dal governo di Kiev. La guerra della Russia è stata provocata dall’espansionismo aggressivo della NATO e dal calcolato disprezzo delle legittime preoccupazioni di sicurezza russe. Dopo aver esperito tutte le possibili iniziative diplomatiche, dal 2007 (anno del noto discorso di Putin alla Conferenza di Monaco per la Sicurezza) al dicembre 2021, la Russia ha scelto una guerra preventiva, nella convinzione che – dopo il colpo di Stato a Kiev, la penetrazione militare anglosassone, l’addestramento dell’esercito ucraino e la mobilitazione del nazionalismo ucraino occidentale, dopo l’inserimento del battaglione Azov nell’esercito regolare ucraino e il bombardamento dei russofoni a cui erano negati i diritti linguistici – la mossa seguente sarebbe stata l’attacco alla Russia. Mosca non utilizza in questa guerra la sua potenza che potrebbe essere micidiale e fare un numero di vittime civili maggiore: non spiana al suolo le città e non prende di mira i civili, che restano danni collaterali.”
Le Guerre con Partecipazione Europea negli Ultimi 200 Anni (1825-2025)
Negli ultimi due secoli, il continente europeo è stato teatro e protagonista di numerosi conflitti che ne hanno ridisegnato la mappa geopolitica e influenzato gli equilibri mondiali. Dalle guerre per l’unificazione nazionale del XIX secolo ai conflitti globali del XX secolo, fino alle recenti crisi, i paesi europei sono stati attori centrali in una lunga serie di eventi bellici. Di seguito è riportato un elenco dei principali conflitti, in ordine cronologico, con i rispettivi partecipanti europei.
XIX Secolo: L’era delle Nazioni e degli Imperi.
Questo secolo è stato caratterizzato da guerre di indipendenza, moti rivoluzionari e dalla nascita di nuovi stati-nazione, in particolare l’Italia e la Germania, oltre che da conflitti coloniali e di egemonia tra le grandi potenze.
Guerre d’indipendenza italiane (1848-1866): Una serie di conflitti che portarono all’unificazione d’Italia.
Principali partecipanti europei: Regno di Sardegna (poi Regno d’Italia), Impero Austriaco, Secondo Impero Francese, Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie, volontari da varie nazioni europee.
Guerra di Crimea (1853-1856): Conflitto per l’egemonia nei Balcani e nel Mar Nero.
Principali partecipanti europei: Impero Russo contro un’alleanza composta da Secondo Impero Francese, Impero Britannico, Impero Ottomano e Regno di Sardegna.
Guerre di unificazione tedesca (1864-1871): Serie di conflitti orchestrati dalla Prussia per unificare gli stati tedeschi.
Seconda Guerra dello Schleswig (1864): Regno di Prussia e Impero Austriaco contro il Regno di Danimarca.
Guerra Austro-Prussiana (1866): Regno di Prussia e Regno d’Italia contro l’Impero Austriaco e i suoi alleati tedeschi (tra cui Baviera, Sassonia, Hannover).
Guerra Franco-Prussiana (1870-1871): Regno di Prussia e i suoi alleati tedeschi contro il Secondo Impero Francese. La vittoria portò alla proclamazione dell’Impero Tedesco.
XX Secolo: Le Guerre Mondiali e la Guerra Fredda
Il Novecento è stato dominato da due conflitti di scala mondiale che hanno causato devastazioni senza precedenti, seguiti da decenni di tensione ideologica e conflitti “per procura” tra i due blocchi contrapposti.
Prima Guerra Mondiale (1914-1918): Il primo conflitto globale, scatenato dall’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando.
Imperi Centrali: Impero Tedesco, Impero Austro-Ungarico, Impero Ottomano, Regno di Bulgaria.
Alleati (Intesa): Impero Britannico, Terza Repubblica Francese, Impero Russo (fino al 1917), Regno d’Italia (dal 1915), Regno di Serbia, Belgio, Regno del Montenegro, Regno di Romania, Portogallo, Regno di Grecia.
Guerra Civile Spagnola (1936-1939): Conflitto interno con un massiccio intervento straniero, considerato un preludio alla Seconda Guerra Mondiale.
Supporto ai Nazionalisti (Franchisti): Germania Nazista e Italia Fascista (con truppe e armamenti). Il Portogallo fornì supporto logistico.
Supporto ai Repubblicani: Unione Sovietica (con armamenti e consiglieri). Le Brigate Internazionali includevano volontari da numerose nazioni europee (Francia, Regno Unito, Polonia, Italia, etc.).
Seconda Guerra Mondiale (1939-1945): Il conflitto più vasto e letale della storia umana.
Potenze dell’Asse: Germania Nazista, Regno d’Italia (fino al 1943), Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Croazia.
Potenze Alleate: Regno Unito, Francia (e Francia Libera), Unione Sovietica (dal 1941), Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Grecia, Jugoslavia (movimenti di resistenza), Cecoslovacchia (governo in esilio), Lussemburgo.
Interventi del Blocco Sovietico: Durante la Guerra Fredda, l’Unione Sovietica intervenne militarmente per reprimere i tentativi di riforma nei paesi satelliti.
Rivoluzione Ungherese (1956): Intervento militare dell’Unione Sovietica.
Primavera di Praga (1968): Invasione da parte delle forze del Patto di Varsavia, guidate dall’Unione Sovietica e con la partecipazione di Polonia, Ungheria e Bulgaria.
Fine XX Secolo e Inizio XXI Secolo: Conflitti Post-Guerra Fredda e Nuove Sfide
La fine della Guerra Fredda ha visto l’emergere di conflitti regionali, in particolare nei Balcani, e successivamente guerre globali al terrorismo e nuove tensioni geopolitiche.
Guerre Jugoslave (1991-2001): Serie di conflitti etnici che portarono alla dissoluzione della Jugoslavia.
Guerra in Bosnia (1992-1995): Intervento della NATO (Operazione Deliberate Force, 1995) con la partecipazione aerea di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Turchia.
Guerra del Kosovo (1998-1999): Campagna di bombardamenti della NATO (Operazione Allied Force, 1999) contro la Jugoslavia (Serbia e Montenegro). I principali partecipanti europei furono Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Turchia.
Guerra in Afghanistan (2001-2021): Intervento a guida statunitense in risposta agli attacchi dell’11 settembre, con un forte coinvolgimento della NATO.
Principali partecipanti europei (ISAF/Resolute Support): Regno Unito, Germania, Italia, Francia, Polonia, Romania, Paesi Bassi, Spagna, Danimarca, e molti altri membri della NATO e partner.
Guerra in Iraq (dal 2003): Invasione guidata dagli Stati Uniti per deporre Saddam Hussein.
Principali partecipanti europei nella coalizione iniziale:
Regno Unito, Polonia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Danimarca, Portogallo, Ucraina. Molti di questi paesi hanno ritirato le truppe negli anni successivi.
Intervento militare in Libia (2011): Operazione della NATO per imporre una no-fly zone durante la guerra civile libica.
Principali partecipanti europei: Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Belgio, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi.
Guerra Russo-Ucraina (dal 2014, colpo di stato voluto e finanziato dalla UE, Nato e USA in Ucraina in chiave antirussa che porta alla guerra civile e poi all’invasione su larga scala dal 2022):
Partecipanti diretti: Federazione Russa, Ucraina.
Supporto militare all’Ucraina: La maggior parte dei paesi europei, tra cui Regno Unito, Germania, Francia, Polonia, Italia, Paesi Bassi, i paesi nordici e baltici, ha fornito un massiccio supporto militare, finanziario e umanitario all’Ucraina, senza un coinvolgimento diretto delle proprie truppe in combattimento.
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