Emilia Romagna: l’SSN /Ausl non esiste più !
De Pascale dichiari la verità: fallimento del SSN
Il Prefetto precetti i medici oculisti (per ora), vedi le modalità proposte
Liste visite oculistiche bloccate: le istituizioni si atteggiano a “non vedenti”?
Esigiamo uguale speranza di salute e di vita per tutti !
Una rivendicazione ancora attuale nonostante la rivoluzione francese del 1789 !!!
C’è un po’ di ritardo ???
Usando un detto popolare un po’ inflazionato ma azzeccato diciamo che Giulio
Maccacaro si rivolta nella tomba; senza dimenticare, visto che siamo a Bologna, che
si rivolta anche uno degli altri ideatori del SSN, il “nostro” Mario Cennamo (autore
dell’indimenticabile libro “Compagno medico” ), partigiano e medico-legale,
baluardo della tutela della salute dei lavoratori e di memorabili contenziosi con
l’Inail;
a Bologna prima si è diffusa la notizia della “chiusura” delle liste per gli interventi
chirurgici all’ospedale Rizzoli; poi il fatto meno clamoroso anche se denunciato pure
da lettere a un giornale locale: il “blocco” delle visite oculistiche;
bene inteso: a pagamento si fanno subito; per il canale pubblico ormai la risposta
non è: venga nel 2026 o nel 2027 , no è il brutale rifiuto della presa in carico ;
a pagamento la visita si fa subito per 60 o 90 euro o anche di più ma spesso non
vicino alla propria residenza e magari con la prospettiva di dover partire
dall’appennino, attraversare l’area metropolitana, passare per la tangenziale ed
arrivare che so a Calderara o Molinella…
Dunque una persona, eventualmente anziana, con problemi di salute visiva
dovrebbe partire da casa , fare molte decine di kilometri per fare una visita in regime
di libera professione; siamo a un passo dal pellegrinaggio…chissà che l’Unitalsi non
stia già pensando di fornire il servizio del caso…lo dico senza ironia e con rispetto
visto che anche mia nonna fece un pellegrinaggio a Lourdes che vista la sua longevità
deve essere stato efficace…
E si perché se il nostro amico “diversamente giovane” si avventura in questo
pellegrinaggio sia pure “solo” interprovinciale e il suo esame prevede la dilatazione
della pupilla dopo aver raggiunto che so s. Giovanni in Persiceto da Monghidoro
(diciamo due comuni a caso ma possibili estremi del pellegrinaggio nostrano) poi , se
si è avventurato in auto , dovrà fermarsi per strada più volte soprattutto se ha il sole
negli occhi; oppure prende due autobus e per una visita oculistica impegna tutta la
giornata…tanto penseranno i responsabili della sanità pubblica …è pensionato e lo
aiutiamo ad impegnare il suo tempo ibero…
ora tutto questo fa parte dei disagi quotidiani e il blocco delle visite oculistiche non
è paragonabile ad altri disastri bellici e non bellici in corso nel pianeta;
tuttavia il quadro è aggravato da un irritante ricordo:
LA REGIONE E-R IN PIENA ONDATA DI COVID HA RIEMPITO I COMUNI DEL
TERRITORIO REGIONALE CON ROBOANTI PROMESSE VEICOLATE NIENTEMENO
ANCHE DA MANIFESTI MURARI : LA MEDICINA DI PROSSIMITA’ !!!
A ROMA DIREBBERO: MEDICINA DI PROSSIMITA’, MA DE CHE’???
Qui non siamo alla medicina di prossimità ma, come già detto, al pellegrinaggiosanitario a pagamento.
Il ceto politico, sostanzialmente, tace, e parla solo in occasione di eventi superficiali e
occasionali di prestazioni che tamponano qualche falla ma si rivelano subito solo
pannicelli caldi.
Due questioni dunque:
- Il presidente della Regione ammetta la bancarotta della sanità pubblica,
chieda ai suoi collaboratori e agli epidemiologi una stima della domanda di
assistenza medica per la salute visiva ed adegui gli organici del personale
sanitario alla domanda in modo da non procrastinare la attuale situazione che
nega drammaticamente il diritto alla salute per i poveri in un contesto
nazionale in cui la rinuncia alle cure è stato nettamente evidenziato da
epidemiologi, sociologi ed economisti ( i “ricchi” se la cavano sempre
meglio magari borbottando) - Il Prefetto di Bologna, sentito il governo regionale e nazionale nonché di
direttori generali, adotti un provvedimento di precettazione dei medici
oculisti ai quali è difficile chiedere oggi (sarebbe bello) che diventino fedeli
dei santi Cosma e Damiano (noti medici anargiri , di molto antecedenti al
sistema SSN/USL introdotto dalla legge di riforma sanitaria 833/1978) e che
potrebbero essere retribuiti eventualmente comprando qualche carro
armato in meno
Infine, visto che parliamo di sanità pubblica cerchiamo di toglierci qualche sassolino dalla scarpa: - Qui non si tratta di fare una battaglia contro la libera professione, piuttosto, dati i tempi e i rapporti di forza,
per il suo contenimento : nel senso che dovrebbe essere consentita solo quando rappresenta davvero una
libera scelta della persona (del paziente) e non essere consentita per risolvere il blocco delle code pubbliche - Lo “stato” quando vuole definisce le incompatibilità: è vietato (divieto giusto!) fare libera professione ai
medici che hanno compiti di vigilanza ; la gestione di questo divieto è stato “allargato” al divieto della attività
a sostegno non di imprese (ancora accettabile) ma anche a sostegno di singoli lavoratori in tutto il territorio
nazionale …potremo approfondire - Il primo certificato Inail di malattia professionale , per decenni non retribuito, poi miseramente retribuito e
ancora dopo tornato al regime della non retribuzione…perché questo “rigore” ? Ininfluente per noi “anargiri”
ma , in generale, non rischia di rendere più “difficile” la redazione del certificato ?
PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE
NON POSSIAMO ACCETTARE CHE NEGATA LA PREVENZIONE
SI NEGHI ANCHE LA CURA !
PER I POVERI RIMANE SOLO PREGARE SANTA LUCIA ? Senza
ironia e senza offesa, anche il cardinale Zuppi lo
considererebbe insufficiente.
Vito Totire, portavoce Centro studi F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, giorno dei morti (e speriamo che non muoia anche il SSN) 2025
2/11/2025










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