Follia istituzionale e militare a Torino

Torino – Locatelli (Prc-Se): «L’assedio militare e gli scontri a Piazza Giulia inammissibili. Chi li ha ordinati se ne vada a casa!»

Ancora una volta Torino è stata teatro di scontri e violenze assurde, inammissibili. Scontri e violenze scatenate ieri sera a seguito dello stato d’assedio in cui è stata posta Piazza Giulia e quartieri limitrofi dalle forze di polizia intervenute in tenuta antisommossa. La motivazione: far rispettare l’inutile ordinanza proibizionista della Sindaco Appendino che fa divieto di consumo di alcolici da asporto dalle ore 20. Ma a qualcuno sembra normale che i controlli vengano effettuati da pattuglie di poliziotti in tenuta antisommossa con tanto di scudi? Che vengano fatti oggetto degli scontri in maniera del tutto indiscriminata giovani, cittadini, avventori? No che non è normale! Un intervento di questo genere non può che suonare provocatorio e suscettibile di ingenerare tensioni e proteste del tutto prevedibili e anche legittime. Siamo al limite di una stato paranoico. Dopo aver svicolato sulle proprie responsabilità circa i gravi accadimenti di piazza San Carlo del 3 giugno, ci sono istituzioni che reagiscono con un inasprimento repressivo delle condotte sociali e dei conflitti che attraversano una città interessata oltre che da crescenti disuguaglianze, disagio sociale, da domande di socialità e cambiamento. La strategia del controllo sociale fondato sulla militarizzazione della città e l’escalation dell’uso della forza oltre che ingiusta, antidemocratica, è una strategia fallimentare. Chiediamo di fermarsi in tempo prima di fare ulteriori danni. Chi ha suggerito e ordinato l’assedio militare di Piazza Giulia e scatenato cariche violente deve andarsene a casa!

Ezio Locatelli

segretario provinciale Prc-Se Torino

Torino, 21 giugno 2017

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COMUNICATO 

I/Le Giovani Comunisti/e di Torino vogliono con il presente comunicato esprimere la solidarietà a tutti e tutte, compagni, studenti, ragazzi e semplici cittadini, che sono stati vittima dell’ennesimo insensato episodio di tensione urbana e violenta repressione, di questa sera martedì 20 giugno, scatenato dall’inutile ordinanza “anti-alcol” varata dalla giunta Appendino negli scorsi giorni, verso il quale le uniche reazioni possono essere l’incredulità, la rabbia e il disgusto.

Dalle ore 21:00 infatti, la celere si è schierata agli accessi di Piazza Santa Giulia, la loro presenza massiccia e immotivata, ha impedito di fatto con mezzi e camionette l’accesso e il normale passaggio. Immediata è stata la protesta del quartiere Vanchiglia e di tutti quelli che,compagni e non, si trovavano nelle vicinanze, protesta a cui la celere ha risposto apparentemente lasciando la piazza. Rimangono tuttavia alcune volanti e alcuni agenti Digos a pattugliare la piazza, più con fare provocatorio che per ragioni di sicurezza. La loro presenza infatti scatena ulteriori contestazioni e contatti tra la piazza e forze dell’ordine, che rispondono, come da loro abitudine, in maniera spropositata e improvvisa: da Corso Regina Margherita rispunta la celere che, con una carica violentissima , investe la piazza e tutto ciò che ci si trova dentro: tavoli, sedie, clienti dei locali che sedevano nei dehors con bambini, il personale che stava lavorando..

Lascia senza parole come la reazione agli eventi del 3 Giugno in Piazza San Carlo non sia stata quella dell’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni (della sindaco Appendino e della giunta pentastellata tutta, ma anche e soprattutto delle forze dell’ordine) per l’insufficiente messa in sicurezza dell’evento, non sia stata quella dell’ammissione di inettitudine e palese incapacità, quanto piuttosto quello di proiettare il problema sul popolo, ribadendo la necessità, oggi come e più di ieri, di “contenerlo”, ad ogni costo. Forme di repressione che una volta erano relegate all’ambito del dissenso politico antisistema e anticapitalista, estese adesso a tutta la popolazione.

A noi sembra impossibile non individuare nelle cronache di ordinaria follia legittimata dallo stato che arrivano non solo da Torino, ma da molte altre città italiane, il filo rosso di un progetto politico ben chiaro e che lega l’ordinanza Appendino, il decreto Minniti, i vari tentativi di ridurre gli spazi di partecipazione popolare e di espressione diretta della democrazia. I luoghi di incontro e confronto reale tra le persone, qualsiasi essi siano, sono da evitare in ogni sua forma; potrebbero pur sempre generare autoconsapevolezza, coscienza sociale, volontà di autodeterminazione e autorganizzazione. Anche il processo di gentrificazione già avviato dalla precedente amministrazione (e abbracciata con entusiasmo dalla nuova che fa dell’onestà il suo confalone) che continua ad investire la nostra città rientra in questo schema.

Non si può più rimanere immobili di fronte a questi continui soprusi che, come già quelli del primo maggio, sistematicamente vanno a colpire quella parte di Torino che sogna una città diversa.Una Torino di tutti, e proprio per questo da tutti definita, e non più guidata dalle necessità economiche dei pochi, ma dalle necessità reali dei molti.
Riprendiamoci le strade, riprendiamoci le piazze, riprendiamoci la città!
Tutti insieme.

I/LE GIOVANI COMUNISTI/E PRC TORINO

Torino, 21 giugno 2017

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