Belgio. Blocchiamo tutto, proteste di massa dei sindacati contro i piani di tagli

di Gerrit Hoekman

Scontri di piazza tra giovani e polizia

Venerdì i sindacati belgi sono riusciti a mobilitare 50.000 persone per una giornata di protesta nazionale nella capitale, Bruxelles. Lì, la coalizione a cinque guidata dal Primo Ministro Bart De Wever stava negoziando il bilancio, che prevede tagli per dieci miliardi di euro entro il 2029. Il trasporto pubblico locale ha subito disagi in alcune aree del Paese e anche l’aeroporto di Bruxelles-Zaventem ha registrato la cancellazione di 140 voli. De Wever intende presentare martedì prossimo al Parlamento le misure di austerità della sua coalizione, di cui il partito socialdemocratico “Vooruit” è l’unica forza di sinistra, affiancato da partiti conservatori e liberali di destra. Venerdì, il sindacato socialista ABVV-FGTB ha lanciato un avvertimento severo al governo: i lavoratori non sono disposti a pagare ancora una volta, da soli, il prezzo del risanamento delle finanze pubbliche. La grande manifestazione sindacale è iniziata alle dieci davanti alla Stazione Centrale di Bruxelles e, verso mezzogiorno, si è mossa attraverso il centro città in direzione della Stazione del Sud. Il sindacato cristiano ACV-CSC aveva invitato i propri iscritti a presidiare già alle 8:30 le sedi dei cinque partiti di governo. L’obiettivo era presentare proposte di bilancio alternative, ma solo “Vooruit” si è mostrato disponibile a riceverli; gli altri hanno lasciato le delegazioni ad aspettare fuori, sotto la pioggia. Grande attesa vi era per la partecipazione annunciata di studenti delle scuole e dell’università. Diversi gruppi avevano lanciato in precedenza lo slogan “On bloque tout” (Blocchiamo tutto). Ancora prima che il corteo principale si radunasse alla Stazione Centrale, alcuni manifestanti hanno tentato di mettere in pratica lo slogan bloccando una strada. “Le forze dell’ordine stanno circondando gli studenti”, ha riferito l’emittente pubblica VRT NWS. «Avanzano verso la folla con gli scudi antisommossa. Vengono prelevati degli studenti e perquisiti giovani dal volto coperto.»

La scorsa settimana, l’ondata di proteste si era propagata dalla Francia alla Vallonia, la regione francofona del Belgio. A Liegi si sono verificati violenti scontri con la polizia per diversi giorni, portando a decine di arresti. Per la giornata di venerdì, le autorità di Liegi avevano imposto il divieto di assembramento per gruppi superiori a tre persone.

Il sindacato socialista ABVV-FGTB temeva che manifestanti violenti potessero far passare in secondo piano il tema della giornata di mobilitazione. «Una protesta rispettosa è un punto di forza», ha ammonito il presidente Bert Engelaar su Instagram. «Il nostro messaggio è importante. Punto. I provocatori di professione, che sfruttano la nostra protesta per seminare distruzione o intimidire le persone, non sono i benvenuti.» L’aumento del costo della vita e la pressione sempre maggiore sul posto di lavoro alimentano la frustrazione, ha osservato Engelaar. «Non devono essere i facinorosi a decidere di cosa si discuterà domani e nei prossimi giorni.»

Tuttavia, già nei pressi della stazione centrale, centinaia di giovani – per lo più vestiti di nero – si sono scontrati con la polizia, mentre a pochi metri di distanza sventolavano le bandiere rosse del sindacato. Quando il corteo si è diretto verso la stazione sud, i facinorosi hanno seguito il gruppo a una certa distanza. La polizia ha fatto ripetutamente uso di gas lacrimogeni e idranti. Presso la stazione sud la situazione è nuovamente degenerata: sono volate pietre.

In un comunicato stampa, la polizia ha sottolineato che i disordini «non avevano nulla a che fare con la manifestazione nazionale». La protesta sindacale si è svolta pacificamente. Bert Engelaar, dal canto suo, si è detto soddisfatto. Il numero dei partecipanti all’iniziativa di protesta è senza precedenti. “Sono stanchi di vedere che il denaro viene sempre prelevato dalle loro tasche. L’equilibrio è andato completamente perduto e le persone sono indignate e arrabbiate”, ha dichiarato a VRT NWS. Lunedì la protesta proseguirà con uno sciopero nel settore pubblico.

13/10/2026 https://www.marx21.it/

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

da https://www.jungewelt.de

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