Gaza non sta morendo di fame, viene fatta morire di fame

L’urlo di dolore di Caitlin Johnstone, giornalista indipendente australiana.

di Caitlin Johnstone

Pesantissima denuncia in arrivo da Melbourne: a Gaza è in corso una carestia deliberata, sostenuta da Israele con la complicità dei governi occidentali. I civili muoiono per malnutrizione, mentre gli aiuti vengono bloccati o trasformati in trappole mortali. Non è un disastro naturale: è una strategia genocida. Fermarla è possibile, ma manca la volontà politica di farlo. L’atto d’accusa di Caitlin Johnstone, che Krisis presenta al pubblico italiano, è un appello alle nostre coscienze, un invito a non restare indifferenti di fronte a quello che definisce «l’Olocausto di Israele a Gaza».

I decessi legati alla malnutrizione a Gaza stanno iniziando a salire, con il ministero della salute che ne riporta 18 in un solo giorno. I medici riferiscono che le persone «collassano» per strada, e il giornalista di Gaza Nahed Hajjaj avverte il mondo di non sorprendersi se presto anche gli ultimi reporter dell’enclave saranno ridotti al silenzio dalla fame. A meno che qualcosa non cambi drasticamente, ci si può aspettare che la situazione peggiori molto rapidamente.

Una bambina gravemente malnutrita, durante uno screening clinico a Gaza City. Fonte: UNRWA Newsroom, luglio 2025.
Una bambina gravemente malnutrita tra le braccia di un adulto, durante uno screening clinico a Gaza City. Fonte: UNRWA Newsroom, luglio 2025.

Nel frattempo, le forze israeliane stanno stabilendo nuovi record nei massacri di civili affamati in cerca di aiuto, con 85 persone uccise in un solo giorno, domenica 20 luglio. Se questo non è il male, allora niente lo è. Se Israele non è il male, allora niente lo è.

Allora qual è il piano? Restiamo semplicemente a guardare Israele mentre fa morire Gaza di fame con il sostegno del nostro stesso governo? E poi? Continuiamo con le nostre vite, sapendo che cosa è successo? Che questa è la nostra società? Che la nostra civiltà è a proprio agio nel permettere che qualcosa del genere accada? E che i nostri governanti potrebbero fare lo stesso a un’altra popolazione «scomoda» in qualsiasi momento?

La nostra civiltà è a proprio agio nel permettere che qualcosa del genere accada?

Dovremmo semplicemente accettarlo? E vivere come se ciò fosse normale? Sono sinceramente curiosa. Ognuno di noi come pensa esattamente di continuare a vivere la propria vita dopo questo punto? Come funziona, in concreto? Lo chiedo perché non lo so. Cioè, so cosa dovrebbero fare il mio governo e i suoi alleati, ma non so cosa dovremmo fare noi, persone comuni.

Post su X dell’utente @ggreenwald, 21 luglio 2025. Il giornalista denuncia i decessi per malnutrizione a Gaza e accusa Israele di bloccare gli aiuti alimentari e di permettere attacchi contro civili in fila per ricevere cibo. Il post è accompagnato da una foto storica di due bambini nel Ghetto di Varsavia, evocando il parallelo tra la fame usata come arma allora e oggi.
Post su X dell’utente @ggreenwald, 21 luglio 2025. Il giornalista denuncia i decessi per malnutrizione a Gaza e accusa Israele di bloccare gli aiuti alimentari e di permettere attacchi contro civili in fila per ricevere cibo. Il post è accompagnato da una foto storica di due bambini nel Ghetto di Varsavia, evocando il parallelo tra la fame usata come arma allora e oggi.

Vedrete opinionisti e politici occidentali chiedersi «Come possiamo ottenere un cessate il fuoco a Gaza?» o «Come possiamo porre fine alla fame a Gaza?», come se fosse un mistero ineffabile. È un po’ come vedere un uomo che strangola un bambino dicendo: «Il bambino sta morendo strangolato, ma COME possiamo fermare lo strangolamento?».

Non è un mistero ottenere un cessate il fuoco a Gaza; l’Impero è il fuoco. Basta che smetta di sparare. L’Olocausto di Israele a Gaza è possibile solo grazie al sostegno dei suoi alleati occidentali, in primis gli Stati Uniti. Numerosi insider militari israeliani hanno riconosciuto che nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il supporto statunitense. Se gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali cessassero di sostenere l’attacco israeliano a Gaza, un cessate il fuoco dovrebbe per forza avvenire.

Allo stesso modo, non è un mistero portare cibo a Gaza. Basta guidare i camion e distribuirlo. Ci sono strade e cancelli proprio lì. L’unico motivo per cui le persone a Gaza stanno morendo di fame è che i governi occidentali (incluso il mio, l’Australia) si sono messi d’accordo per fingere di credere che l’Unrwa (l’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi, ndr) sia un’organizzazione terroristica, per giustificare il taglio degli aiuti essenziali, senza fare nulla per fare pressione su Israele affinché permetta il libero flusso degli aiuti.

Post di X di antiwar.com che denuncia l’uccisione di 85 Palestinesi in attesa di aiuti a Gaza.
Post di X di antiwar.com che denuncia l’uccisione di 85 Palestinesi in attesa di aiuti a Gaza.

E ora Israele e l’Impero statunitense stanno monopolizzando la consegna degli «aiuti» tramite la cosiddetta Gaza Humanitarian Foundation, i cui punti di distribuzione sono oggi teatro di massacri quotidiani di civili colpevoli solo di cercare cibo.

Le organizzazioni, i fondi e i sistemi di consegna per nutrire Gaza sono disponibili tutti al 100% (tra l’altro, senza alcun costo per Israele). Semplicemente non viene permesso loro di portare aiuti perché l’obiettivo è rimuovere tutti i palestinesi da Gaza attraverso la morte o la deportazione. La popolazione di Gaza sta morendo di fame perché l’Occidente sta aiutando Israele a farla morire di fame. È davvero così semplice.

Questa non è una carestia sfortunata causata da siccità o disastro naturale. È una campagna di fame deliberatamente pianificata, attuata con intento genocida.

Per parafrasare Utah Phillips (cantautore pacifista statunitense, ndr): Gaza non sta morendo di fame, viene fatta morire di fame. E le persone che la fanno morire di fame hanno nomi e indirizzi.

Articolo originale pubblicato su; https://www.caitlinjohnst.one/p/gaza-isnt-starving-it-is-being-starved? (traduzione dall’inglese a cura di Krisis).

Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND Ver. 4.0 Internazionale

21/7/2025 https://krisis.info/

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