Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 767: in un mese di cessate-il fuoco, Israele ha commesso 282 violazioni, uccidendo 242 gazawi

Gaza-InfoPal. Israele continua a bombardare la Striscia di Gaza, nonostante Hamas e il resto delle fazioni della Resistenza palestinese abbiano rispettato l’accordo siglato il 10 ottobre scorso, il cosiddetto Piano di Pace di Trump. Un piano di pace, tutto a favore di Israele, che si è rivelato un fake, perché l’entità coloniale genocida teocratica e razzista di Tel Aviv non rispetta patti, accordi e impegni presi, in quanto si percepisce come detentrice di un “potere” o “mandato” divino. Si tratta di colonialismo di insediamento: la forma più crudele e omicida di colonialismo creata dall’uomo bianco.

Nel primo mese successivo all’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, le forze di occupazione israeliane hanno commesso 282 violazioni, causando 242 morti e 620 feriti.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, l’Ufficio Stampa Governativo (GMO) di Gaza ha affermato che l’occupazione israeliana continua a violare palesemente e sistematicamente l’accordo di cessate il fuoco.

Il GMO ha descritto queste violazioni come “una flagrante violazione di tutte le norme e convenzioni internazionali”.

Secondo la dichiarazione, le violazioni includono 88 sparatorie contro civili, 12 incursioni in aree residenziali oltre la cosiddetta “linea gialla”, 124 attacchi aerei o terrestri, 52 demolizioni di edifici civili e l’arresto di 23 persone in varie parti di Gaza.

Il GMO ha condannato fermamente queste ripetute violazioni aggressive, ritenendo Israele pienamente responsabile delle conseguenze umanitarie e di sicurezza che ne sono derivate.

Ha avvertito che le continue violazioni rappresentano “una minaccia diretta allo spirito dell’accordo e degli obblighi dell’occupazione israeliana nei confronti della comunità internazionale e degli Stati garanti”.

Il GMO ha invitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, insieme ad altri Stati garanti e mediatori, a assumersi le proprie responsabilità e a esercitare una pressione concreta su Israele affinché cessi immediatamente le aggressioni e aderisca agli impegni sottoscritti.

Ha inoltre sollecitato l’apertura completa e permanente dei valichi di Gaza e la facilitazione dell’arrivo di aiuti umanitari, cibo e camion commerciali, come chiaramente previsto dall’accordo, non solo in modo parziale.

La dichiarazione ha sottolineato l’urgente necessità di far arrivare medicinali e forniture mediche e di riaprire il valico di Rafah per evacuare oltre 22.000 feriti e malati che necessitano di cure all’estero.

“Queste persone necessitano di oltre mezzo milione di interventi chirurgici, che il personale medico di Gaza semplicemente non può eseguire a causa della catastrofe umanitaria in corso”, ha aggiunto.

Infine, il GMO ha sottolineato l’importanza di portare materiali per ripari, tende, teli di plastica, teloni, soprattutto con l’arrivo dell’inverno, per impedire un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita degli oltre 2,4 milioni di persone nella Striscia di Gaza.

(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

11/11/2025 https://www.infopal.it

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