Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 796: l’esercito israeliano uccide due palestinesi. Esperto ONU definisce “catastrofica” la crisi umanitaria di Gaza e condanna il silenzio globale

Gaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 61° giorno consecutivo, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale, come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente. Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via. La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale, manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente, nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa.

Mercoledì pomeriggio, l’esercito israeliano genocida ha aperto il fuoco a est di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, uccidendo un uomo e una donna palestinesi e ferendo una terza persona, mentre continui attacchi di artiglieria e vasti lavori di spianamento stanno distruggendo interi quartieri residenziali nell’enclave devastata dalla guerra.

Esperto ONU definisce “catastrofica” la crisi umanitaria di Gaza e condanna il silenzio globale.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio, Balakrishnan Rajagopal, ha descritto la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza come “catastrofica”, a causa del rifiuto di Israele a rispettare i propri obblighi previsti dall’accordo di cessate il fuoco.

In un discorso sul canale satellitare Al Jazeera, di martedì, Rajagopal ha criticato il silenzio del mondo sulle restrizioni imposte da Israele all’ingresso di aiuti a Gaza.

“Quello che sta accadendo a Gaza è un lento genocidio e un livello di sofferenza che non abbiamo mai visto prima in nessun conflitto”, ha affermato l’esperto delle Nazioni Unite.

Il comune di Gaza lancia l’allarme su una tempesta invernale mortale mentre le famiglie sfollate affrontano condizioni catastrofiche.

Mercoledì, il Comune di Gaza ha avvertito che una tempesta di bassa pressione polare rappresenta un grave pericolo per le famiglie e i residenti sfollati, nel contesto della massiccia distruzione causata dal genocidio israeliano che ha portato al collasso quasi totale delle infrastrutture della Striscia.

Il portavoce del Comune, Husni Muhanna, ha affermato che le ricorrenti tempeste invernali rappresentano ora “una minaccia diretta per la vita di centinaia di migliaia di civili”, in particolare per coloro che vivono in campi profughi privi di strutture protettive.

Muhanna ha osservato che le forze di occupazione israeliane hanno distrutto oltre l’85% delle attrezzature del Comune, compromettendo la capacità delle squadre di emergenza di rispondere alle inondazioni, pompare l’acqua accumulata e supportare i residenti nelle aree colpite.

Ha aggiunto che le forti piogge delle ultime ore hanno già sommerso migliaia di tende in tutta la Striscia. Le famiglie sfollate, ha affermato, vivono in rifugi di fortuna che non possono resistere alla pioggia, al vento o alle temperature gelide, avvertendo che le condizioni si stanno rapidamente evolvendo verso un “disastro umanitario complesso”.

Muhanna ha segnalato una grave carenza di materiali essenziali per i lavori comunali e ha sollecitato un’immediata pressione internazionale su Israele affinché consenta l’ingresso di attrezzature di emergenza, materiali per ripari e forniture umanitarie di base.

Secondo i dati pubblicati in precedenza dall’Ufficio Stampa del Governo, Gaza necessita di quasi 300.000 tende e unità abitative prefabbricate per fornire anche un minimo riparo agli sfollati, dopo due anni di distruzione sistematica di infrastrutture, servizi pubblici e aree residenziali.

Piogge e situazione devastante.

Le piogge invernali stanno nuovamente inzuppando le tende di fortuna delle famiglie sfollate nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra, lasciandole vulnerabili al freddo e alle intemperie.

Mentre Israele continua a bloccare gli aiuti e gli sforzi di ricostruzione, decine di migliaia di persone rimangono bloccate in fragili rifugi che offrono poca o nessuna protezione dalle intemperie.

(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

10/12/2025 https://www.infopal.it

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