Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto


Le chiacchiere stanno…quasi a zero

OTTANTA MILIONI DI EURO ALLA FINCANTIERI PER RECUPERARE LE “PERDITE” LEGATE AI RISARCIMENTI CHE FINCANTIERERI HA DOVUTO, PER SENTENZE DEI TRIBUNALI, ALLE VITTIME !
QUALCUNO HA PERCEPITO SEGNALI DI “OPPOSIZIONE” PARLAMENTARE? Ci sono gruppi parlamentari
“sensibili” ai diritti dei lavoratori?

UN DOMANI ANCHE GLI IMPUTATI/EVENTUALMENTE CONDANNATI PER LA STRAGE DI CRANS MONTANA CHIEDERANNO DI RECUPERARE I COSTI DEI RISARCIMENTI?

Dire che le chiacchere stanno proprio a zero sarebbe ingiusto nei confronti dei tanti comitati di base e dei tanti
operatori sanitarie e ricercatori che stanno lavorando con abnegazione sulla “questione” che, a livello mondiale, è
ancora del tutto aperta; da Gaza al fronte russo-ucraino (per citare le situazioni più evidenti) gli interventi militari
hanno causato disastri immediati (dalla strategia di genocidio del popolo palestinese alla carneficina nella Europa
dell’est; in verità sappiamo poco ma è inevitabile che situazioni analoghe esistono in tutte le zone oggetto di
bombardamento); dopo i disastri immediati avremo purtroppo gli effetti prevedibilissimi trascorso il solito periodo di
latenza; questo deve far crescere la attenzione sulla urgenza delle bonifiche ambientali che devono essere condotte
con efficacia e rapidità dappertutto ma soprattutto a Gaza dove la entità materiale del problema certamente non ha
eguali rispetto a tutte la altre parti del pianeta;
l’amianto comunque resiste “legalmente” nei mercati di mezzo mondo e rimane una questione di importanza non
locale ma planetaria;
veniamo all’Italia; certo è balenata in mente la ipotesi di “tacere” in occasione della scadenza rituale anche per non
confondersi con i soliti parolai inclini alle peggiori rimozioni e alle peggiori mediazioni immaginabili; ma “per metter
nei piedi nel piatto” declineremo le questioni aperte in due capitoli: a) salute occupazionale e salute umana b)
ambiente

SALUTE UMANA
1) DI recente l’Italia ha adottato un provvedimento legislativo sull’amianto su sollecitazione della UE; questo
provvedimento legislativo ha abbassato la “soglia di attenzione” da 100 fibre/litro d’aria a 10; un provvedimento
tardivo anche se a Bologna si dice “meglio piuttosto che niente” ; ma ragioniamoci su seriamente : dagli anni settanta
del secolo scorso (già nel 1977-movimento degli studenti di medicina) asserivamo una semplice evidenza : per i
cancerogeni non esiste una soglia di sicurezza al di sotto della quale è sicuro che non si manifesterà la azione
oncogena; quando il dibattito è cresciuto ed è cresciuto anche focalizzandosi sulla questione amianto la AEA e i
comitati operai di base diffondevano le verità emerse dalla medicina scientifica (quella non asservita ai padroni);
abbiamo fatto conoscere e commentato in centinaia e migliaia di assemblee, convegni e incontri pubblici i dati
epidemiologici di Nicholson che ha stimato un impatto cancerogeno rilevante anche a partire da una esposizione a
“sole” due fibre litro; nel movimento del 1977 ha avuto vita breve ma illuminante un collettivo che si chiamava “MAC
zero” ; era un collettivo non di medicina ma trasversale tra facoltà umanistiche e scientifiche; ora , solo nel 2026, il ceto
politico italiano ed europeo porta la “soglia di attenzione” da 100 a 10 fibre litro ma non si presenta alla opinione
pubblica come “reo confesso” per avere per decenni cercato di truffare(e la truffa in buona parte ha attecchito)
operai e cittadini sostituendo alla obiettività scientifica la teoria della “innocuità delle basse dosi” che , in gergo
popolare, potremmo definire la teoria di “quel che non strozza ingrassa” ; tra trenta anni la soglia di attenzione verrà
portata da 10 a due ? e con che tipo di microscopio sono oggi e saranno misurate domani queste fibre ?
2) Risarcimenti ai lavoratori; parlare di risarcimenti per noi comporta una grande fatica mentale ; esiste un
risarcimento “giusto” ? cioè noi facciamo una grande fatica a discutere nei tribunali di come sarebbe giusto risarcire ;

quanto “vale” la perdita di un familiare? Quanto vale per un nipotino la perdita prematura del nonno che da giovane è
stato esposto ad amianto ed è stato poi vittima di un “omicidio colposo con previsione” ? oltre a fare molta fatica a
pensare a cosa si possa intendere per “risarcimento equo” questi risarcimenti , troppo spesso, non arrivano o arrivano
con modalità stressanti e a volte offensive; siamo in tribunale tutte le settimane per gestire procedimenti lunghi e
snervanti, e per affrontare discussioni paradossali ed assurde con una nutrita schiera di consulenti dei padroni che
hanno una particolare visione del mondo ; essi -a prescindere dei casi in mala fede-sono , anche essi, vittime ma sono
vittime della “credenza in un mondo giusto” che ovviamente esiste solo nella loro fantasia; essi immaginano una storia
industriale con siti , cantieri, fabbriche bucoliche che sprizzavano profumi di lavanda e petali di rosa ; in queste
condizioni l’unica nota stonata che essi vedono è questa : colpa, vizio e sregolatezza dei rudi operai dediti al fumo di
sigarette e all’alcool; è evidente : si sono ammalati per colpa , vizio e sregolatezza in ambienti , viceversa,
incontaminati; che poi il tabagismo sia correlato al distress lavorativo (compreso il lavoro notturno) evidenzia come nel
disagio umano il capitale vede nuova occasione di profitto (non solo attraverso il tabacco -compreso quello riscaldato e
non bruciato, ma anche attraverso gli psicofarmaci); “fortunatamente” cresce e si consolida (come diceva una volta
radio Tirana riferendosi ad altro) il movimento dei deprescrittori (medici , psichiatri , psicologi ed Esperti per
esperienza) ma di questo parleremo nel prossimo futuro
3) come vediamo noi la questione dei risarcimenti : prima fase, esautorare l’Inail ; alla fine degli anni novanta approdò
in parlamento una proposta di legge (rifondazione comunista ma non solo) finalizzata ad esautorare l’Inail ; vogliamo
essere chiari : non intendiamo cooperare o ipotizzare unità di azione con chi non condivide questa proposta;
ciononostante siamo disponibili a scelte “moderate” e, per così dire “sperimentali” : esautorare Inail quantomeno ,
proviamo per 5 anni, sulla questione dei tumori professionali; da 30 anni gli epidemiologi sostengono che i tumori
professionali potrebbero essere almeno 8-9.000 ogni anno in Italia ; ne vengono riconosciuti meno di mille ; per forza:
Inail pretende di disconoscere la causa professionale pur potendo contare solo su informazioni (di parte padronale)
relative agli anni immediatamente precedenti alla diagnosi di tumore quando tutti sanno che i tumori hanno
abitualmente un tempo di latenza non inferiore a 20 anni; l’altra causa dei disconoscimenti è altretanto grave :
assunzione acritica del DVR aziendale che se e quando lacunoso si trasforma da strumento di prevenzione ad alibi
utile per i disconoscimento della causa professionale ; infine : il gravissimo problema ,oltre ai sottoriconosciuti
dall’Inail , i cosiddetti “sottosegnalati” : nel corso del 2025 abbiamo concluso (dopo primo e secondo grado) un
riconoscimento per un lavoratore deceduto venti anni prima (regione Marche) !!!
la questione è semplice : o si sta dalla parte dei lavoratori o si sta contro di loro; non lanceremo nessuna scomunica,
non avendone peraltro il potere; ma chi non è d’accordo con questa proposta di esautorare l’Inail , consapevole o
no, è contro i lavoratori
4) come vediamo noi i risarcimenti: contestualmente alla difesa e alla “resistenza nella discussione lavoratore per
lavoratore, occorre puntare ad una linea guida per risarcimenti decenti e degni di questo nome; se , esempio, un
lavoratore macchinista delle ferrovie è colpito da mesotelioma : davvero è necessario un iter di anni in tribunale per
“sedare” l’ansia negazionista del datore di lavoro? Certo non proporremo tranquillanti per sedare l’ansia ma procedure
ragionevoli, rapide ed eque che prendano atto di come un mesotelioma insorto ai danni di un macchinista è di origine
professionale salvo che non si dichiari che le conoscenze mediche ed epidemiologiche sono sconosciute

5) a latere del discorso generale dei risarcimenti ; NONOSTANTE LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI DEL SENATORE MAGNI E DELLA ONOREVOLE ASCARI IL “BUBBONE” DELLA TRAMA NEGAZIONISTA INAIL-INPS A RAVENNA NON E’ ANCORA RISOLTO : E’ UN BUBBONE CHE DOBBIAMO INCIDERE NONOSTANTE E CONTRO L’INQUIETANTE SILENZIO CHE AVVOLGE LA VICENDA TRA IL GROTTESCO E IL TRAGICO

6) ) risarcimenti ai cittadini che hanno subito esposizioni ambientali e per chi non può rivendicarlo a “padroni
scomparsi”; la questione dei risarcimento dei “mesoteliomi ambientali”: vanno risarciti alla pari rispetto a quelli
professionali; le persone colpite da cosiddetti “mesoteliomi ambientali” possono contare oggi su una “elemosina” che,
detto brutalmente, equivale ad un “assegno funerario”; questa prassi è una sfida alla logica e al senso di umanità; la
patologia è identica; la causa della malattia è sempre individuabile nella omissione di misure di sicurezza da parte dei
padroni ; della omissione , per i “mesoteliomi ambientali” sono responsabili le aziende che hanno prodotto e
smerciato un prodotto cancerogeno e sono altrettanto responsabili i decisori politici che non hanno fatto scelte a
favore della prevenzione; dunque chi si è ammalato è stato vittima di una esposizione indebita ed evitabile e dunque
ha diritto alla stessa copertura di chi ha contratto un mesotelioma lavorativo, stessa copertura sia in sede
assicurativa che civile che penale; su queste ultime due questioni (copertura in sede civile e penale si apre una
voragine e una connessione con i lavoratori che hanno contratto malattie occupazionali ma che non possono agire se
non in sede assicurativa) ; quale è il problema e quale è la nostra proposta ? proponiamo la equiparazione a tutti i
livelli dei risarcimenti nel caso della “scomparsa” del responsabile civile e penale;

7) UNA RIFLESSIONE E’ DOVEROSA RELATIVAMENTE AI COSIDDTTI MESOTELIOMI PARALAVORATIVI ; termine introdotto
forse da Maltoni lucido e integerrimo scienziato attendo ai diritti dei lavoratori e delle persone; BENE: VORREMMO
CHE OGNI VOLTA CHE SI RICORDANO LE VIOLENZE SUBITE DALLE DONNE E QUINDI ANCHE IL 25 NOVEMBRE SULLE PANCHINE ROSSE SI POSASSERO UNA SCRITTA E UN PENSIERO PER LE “CASALINGHE” AMMALATESI A CAUSA DEL LAVAGGIO DOMESTICO DI TUTE E INDUMENTI INQUINATI DA AMIANTO ;

in questi casi il percorso per il risarcimento è spesso tortuoso e lungo, A VOLTE CONCLUSO CON DISCONOSCIMENTI DISASTROSI, nonostante che la eziologia sia
estremamente chiara; SI TRATTA DI FATTO DI MESOTELIOMI OCCUPAZIONALI CON UNA AGGRAVANTE : UNA
ESPOSIZIONE LAVORATIVA AD UN RISCHIO MISCONOSCIUTO E NELL’AMBITO DI UN LAVORO (DOMESTICO) NON RETRIBUITO !
Cioè le donne hanno subito una situazione di discriminazione anche più grave dei loro mariti occupati in fabbrica che,
qualche strumento di autodifesa in più o avrebbero avuto, anche se poi gli strumenti di autodifesa hanno contato poco
pura a causa di certe condotte sindacali subalterne al potere dei padroni; viene in mente la differenza a Crans Montana
tra lavoratori e giovani uccisi dal rogo ; i lavoratori qualche possibilità di autodifesa lo avrebbero avuto , i giovani invece
totalmente vulnerabili e esposti al rischio strage senza nessuna difesa.

LA DISCRIMINAZIONE AI DANNI DELLE DONNE VA SANATA SUBITO !
Una proposta di legge parlamentare ? Auspichiamo di sì anche se, ovviamente, la strada maestra rimane la crescita
della forza del movimento per la salute e per la giustizia. chiarire questi punti è utile per preparaci allo “scontro” che si profila inevitabile con lo stato svizzero per CRANS MONTANA;
premesso che il governo Meloni sta apparentemente “alzando la voce” e sta simulando un “grido di dolore” non
sincero veniamo al punto; una singola persona , che il linguaggio giuridico definisce “parte lesa” (in realtà per Crans
Montana ci riteniamo tutti “parte lesa”) ha avanzato , legittimamente , u risarcimento di 50 milioni di euro ;
pagherebbero gli indagati attuali o quelli che tra gli indagati risulteranno colpevoli ?
che qualcuno stia lavorando su Crans Montana per farne una gran bolla di sapone?
La nostra idea è semplice e giusta: in assenza di un responsabile civile e penale deve risarcire “lo stato”; il perché è
semplice : la vittima ha diritto al risarcimento, se non può rispondere un singolo imprenditore (deceduto,
scomparso, divenuto nullatenente o incapace di intendere) DEVE RISARCIRE LO “STATO” PERCHE’ LESIONI COLPOSE E OMIDICI SI SONO VERIFICATI ANCHE PER LA DEFAILLANCE DEL SISTEMA DI PREVENZIONE

Per questo le “parcelle “ che stanno arrivando dalla Svizzera preludono ad uno scontro (risarciranno i coniugi
Moretti?) di cui la Meloni e il suo “governo provvisorio” non conoscono i connotati e al quale scontro (che
verbalmente dichiarano di voler affrontare) ci andrebbero senza aver capito nulla e senza “carte in regola” ;
veniamo ad un caso concreto ma nel suo “piccolo” molto chiaro: a Civitanova Marche una fabbrichetta incastonata nel
circuito della aziende che si occupavano di ristrutturazione di carrozze ferroviarie si è verificato un grave impatto
sanitario sulla coorte operaia ; unico appiglio, scivoloso e difficilissimo, è stato quello della copertura assicurativa Inail;
di fatto: il responsabile civile e penale è “scomparso” : questi operai (tumori da amianto ma anche causati da altri
cancerogeni) non hanno diritto a risarcimenti o in un paese civile questi devono essere garantiti da uno stato che non
ha saputo vigilare e garantire il diritto alla prevenzione ?
certo per i risarcimenti gisti ma anche per le bonifiche occorrono risorse economiche rilevanti e dobbiamo affrontare un problema serio: il sequestro dei beni accumulati da quanti hanno lucrato sull’amianto disseminando cancerogeni ovunque

AMBIENTE E BONIFICHE
Al momento del varo della legge 257/1992 si calcolò (CNR e ISS) che nei 40 anni precedenti nel territorio italiano erano
stati disseminati 2.5 Miliardi di metri quadrati di cemento-amianto ; a trentaquattro anni dalla legge 257/1992 non
sappiamo quanto ancora ce ne è in giro ; i governi quando sull’amianto non hanno tacito hanno parlato ma solo con
finalità propagandistiche : vedi proposta di testo unico sull’amianto presentato in pompa magna da una maggioranza
parlamentare di centro-sinistra (si fa per dire) e mai messa in discussione per la approvazione; non entreremo nel
merito di questo , lo possiamo chiamare, “progetto civetta” ; del progetto ovviamente non se ne è fatto niente ; ad
aggravare il quadro il fatto che quasi tutti i sindaci i italiani né spontaneamente né se sollecitati hanno evitato di
emanare ordinanze finalizzate al censimento capillare propedeutico a bonifiche del territorio; “caso per caso” abbiamo
dovuto seguire singoli capannoni con cemento amianto in condizioni avanzate di vetustà e degrado e in alcune
circostanze solo grazie ad assillanti pressioni siamo giunti a garantire bonifiche con una media di 5 anni di attesa tra
prima segnalazione e intervento ( si tratta di siti che , al momento del primo avvistamento/segnalazione erano giù
“meritevoli” di bonifica da decenni…)
I sindaci o rispondono con estrema lentezza o sono totalmente “non responders”; in questo momento stiamo
cercando di “serrare le fila” grazie a sinergie con altri soggetti esterni alla AEA sensibili alla questione come il comitato
di cittadini del quartiere Corticella di Bologna che hanno individuato un sito da “bonificare subito” in via Arcoveggio
190; la occasione è propizia per risollecitare un piano cittadino o meglio per tutta la cosiddetta “città metropolitana” a
cui chiediamo di adottare una semplice ordinanza finalizzata a censimento/monitoraggio/bonifica sul modello di quella
del comune di s. Lazzaro di Savena del 2010 (copia della ordinanza è disponibile per sindaci che la vogliano emanare ,
eventualmente con qualche variante) ;
il movimento pro bonifiche è stato oggetto di boicottaggio attivo e passivo da parte delle istituzioni ; alcuni riferimenti:
1) Stante a Bologna il “sindaco di passaggio” Cofferati una commissione del consiglio comunale (ambiente)
accolse (alla unanimità) la nostra proposta di censimento capillare dell’amianto su tutto il territorio comunale;
il sindaco , per prassi “extraparlamentare”, ignorò totalmente la proposta…e oggi siamo anche a Bologna a
rincorrere capannone per capannone…
2) Boicottaggio attivo da parte della regione E-R ; la stroncatura più decisa venne da un successivo PIANO
REGIONALE AMIANTO col quale la Regione (presidente Bonaccini, che poi “è andato in Europa” …) “stroncò”
la prassi adottata all’epoca dai comuni di S.Lazzaro di Savena e di Rubiera (censimento capillare anche se
condotto con metodi diversi) sostenendo che” il metodo di questi due comuni non avrebbe dimostrato di
essere più efficace …del non far niente !!! Eppure un piano regionale precedente aveva indicato il compito di
censire capannoni dismessi e non affidando il censimento stesso ai Dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl
che…non hanno fatto niente…infatti la Ausl era a conoscenza della “esistenza” sei capannoni di via
dell’Arcoveggio 190???
3) Occorre ricordare al iniziativa congiunta AEA-LEGAMBIENTE del 2012 che indirizzò un invito a TUTTI I SINDACI
DELLA EMILIA ROMAGNA a disporre i censimenti: non si ottenne nessuna risposta anche se oggi, possiamo
dire, la situazione non è identica dappertutto; ci sono comuni (pochissimi) che hanno preso iniziative, pare ,
sulla scia dei due comuni già citati prima (per esempio Alfonsine di Ravenna, Galliera, Crespellano…stiamo
redigendo una mappa, purtroppo molto limitata di comuni “virtuosi”)
4) “rimozione” del problema da parte dei governi del 110/edilizia ; clamoroso : tutti i governi che hanno gestito il
famoso 110 (qui ovviamente non entriamo nel merito generale di cosa questo provvedimento ha determinato
anche, pare , in termini di truffe colossali); sta di fatto che a decenni di distanza dalla legge 257/1992 NON
AVER INCLUSO TRA GLI INTERVENTI TRAINANTI QUELLO DI BONIFICARE L’AMIANTO E’ STATO UN ATTO
ASSOLUTAMENTE IRRESPONSABILE (PER ESSERE EUFEMISTI) DI UN CETO POLITICO CHE, TRA L’ALTRO, HA NOSTRATO DI NON AVERE NESSUNA CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE TERRITORIALE IN ITALIA E NESSUN INTERESSE PER UN INTERVENTO SISTEMATICO DI BONIFICA ACQUA “POTABILE”

Da anni chiediamo alla Ausl di Bologna dati esaustivi sulla presenza di amianto nell’acqua che la Ausl,
incredibilmente, definisce “potabile” (sulla base del noto principio scientifico “quEl che non strozza
ingrassa…”) ; da molti anni chiediamo al Dipartimento di sanità pubblica della Ausl si Bologna:
1) I datI sulla acqua presunta potabile vengano messi on line appena disponibili; troppo difficile; bisogna di
volta in volta strappare i dati con le tenaglie; col tempo i dati “strappati” diventano sempre più scarsi ;
nonostante le richieste esplicite non vengono fornite informazioni circa: la natura delle fibre (crisotilo o
anfiboli) ; i siti nei quali la ricerca è stata effettuata; I siti nei quali la ricerca è risultata positiva; viene
fornito solo il numero dei campionamenti e il range delle fibre contate: da zero a 500; dunque : intanto
c’è amianto nell’acqua presunta “potabile” ; il fatto che la UE ha “Indotto” l’Italia ad abbassare il limite
di riferimento da 100 a 10 fibre non ha indotto riflessioni autocritiche e ripensamenti : andiamo avanti
con la favola dell’amianto innocuo se ingerito ? a parte i fatto che l’amianto diffuso attraverso l’acqua
“potabile” comporta inevitabilmente anche un inquinamento indoor di fibre inalabili ;
2) Ma il dialogo con la Ausl si è rivelato impossibile; “loro” scelgono accuratamente i soggetti con i quali
“dialogare” ; discutere sulla necessità di esaminare i campioni anche col microscopio TEM ( microscopia
elettronica a trasmissione) ? troppo pericoloso visti gli storici riscontri a Ravenna, primi anni novanta;
3) Incidenza a Bologna di tumori delle vie biliari intraepatiche e loro georeferenziazione in tutta Italia?
Manco a parlarne MA INSISTEREMO ANCHE IL 28 APRILE 2026 CON UNA ISTANZA AD HOC A REGIONE E
OSPEDALI DELLA EMLIA ROMAGNA

4) Gli ultimi, pur scarsi dati sull’acqua “potabile” di Bologna evidenziano un “problema” di peggioramento
della qualità dell’acqua dei pozzi anche se “tamponato” dall’uso di mega filtri a carboni attivi; ma fino a
quando questo equilibrio precario potrà reggere? Su questo torneremo a breve…

DATI EPIDEMIOLOGICI (REGISTRO MESOTELIOMI)
Da più di trenta anni abbiamo detto in centinaia di riunioni e di incontri che il modo giusto di redigere il
registro dei mesoteliomi è quello avviato da Enzo Merler nel Veneto ; purtroppo nessun registro regionale ha
seguito questo esempio e anche gli “amici” di Enzo , evitando la discussione alla manifestazione tenutasi a
Padova in sua memoria , hanno, sia pure involontariamente, evitato che i meriti di Merler venissero fuori
tutti; c’è un certo bla bla bla sul tema amianto gestito da soggetti che si ostinano a non prendere in esame
proposte semplici, ergonomiche ed efficaci sulle quali noi invece continueremo ad insistere a partire dal
RENAM E-R …se la regione vorrà confrontarsi anche se pare improbabile visto che l’attuale presidente si è
comportato da “non responder” sull’amianto già quando era sindaco di Ravenna.

CONCLUSIONI
L’uso industriale dell’amianto imposto dalle lobby capitalistiche ha causato una strage infinita ; una strage dolosa visto
che la cancerogenicità dell’amianto è assodata dal 1935 e la nocività in generale è nota dal tempo dell’impero romano;
a questa strage hanno fatto da corollario politiche di prevenzione colpevolmente tardive e lacunose, “risarcimenti”
offensivi per perdite non risarcibili, manovre politiche di rimozione agevolate da tesi pseudoscientifiche inventate dai
padroni dell’amianto , diffusa impunità con punte assurde e provocatorie (si pensi alle interferenze del Mossad a favore
del padrone dell’Eternit documentate da REPORT e alla decisione di annullare l’ultima sentenza di cassazione ETERNIT
perché “non scritta in tedesco”; i padroni dell’amianto sono infiltrati ovunque e contano, di volta in volta, su soggetti in
buona o in mala fede o ignoranti assoluti ; l’obiettivo è sempre quello : non ammettere le proprie responsabilità , dare
alla vita umana , quando costretti a risarcire, il più basso valore possibile (valore secondo i loro parametri, modello
sperimentato a Bophal ); a Ferrara per gli specializzandi in medicina del lavoro è stato adottato un manuale che ha tra i
suoi autori un certo dr. Romano il quale ha affermato nel corso del processo Eternit : “che l’amianto sia cancerogeno
non è definitivamente provato”; la adozione di questo manuale si inserisce nella logica della “libertà di insegnamento”
universitario o è il caso che questo manuale venga sostituito per dare un segnale di maggiore credibilità alla Università
di Ferrara ?

Veniamo agli obiettivi :
1) Individuazione di tutte le patologie da amianto ampliando il registro dai mesoteliomi a tutte le altre sostanze,
cancerogene e non, comprendendo anche ole patologie ambientali/occupazionali su base autoimmunitaria
2) Rendere i percorsi per i giusti risarcimenti agibili previa linea guida nazionale sui metodi di valutazione che
eviti ulteriori distress e vessazioni per le vittime
3) Equiparazione tra vittime civili/ambientali e vittime occupazionali
4) Sottrarre all’Inail il ruolo di valutatore della eziologia dei tumori col passaggio delle competenze ai servizi
ispettivi territoriali della UUSSLL

5) Bonifica del territorio previo censimento capillare di tutto l’amianto ancora presente ; il censimento deve
essere gestito come nel comune di s.Lazzaro di Savena con una ordinanza del sindaco o della città
metropolitana che preveda l’obbligo di autonotifica da indirizzare al comune e alla Ausl , autonotifica che
deve essere integrata da programma di monitoraggio/manutenzione/smaltimento definitivo; SU QUESTO
OBIETTIVO RILANCIAMO LA CAMPAGNA PER LA BONIFICA DEL TERRITORIO FACENDO GRANDE AFFIDAMENTO SU REALTA’ SOCIALI TERRITORIALI PRESENTI IN TUTTA ITALIA DAL COMITATO DEI CITTADINI DI CORTICELLA (BOLOGNA) ALLA ASSOCIAZIONE PER IL FUTURO DELLE NOSTRE VALLI (BORGOTARO-Parma) al COMITATO PER LA BONIFICA DELL’AMIANTO DI TRANI

6) Le attuali linee guida regionali devono esser modificate perché incentivano temporeggiamenti assurdi:
“concedere” tre anni di attesa a fronte ,spesso, di una autodichiarazione di “stato di degrado discreto” è una
grave assurdità in quanto tra lo stato (presunto) discreto e il degrado massimo ci sono di mezzo milioni di fibre
che vanno nell’ambiente
7) LE ATTUALI LINEE GUIDA “TEMPOREGGIATRICI” DEVONO ESSERE IMMEDIATAMENTE RIPENSATE ANCHE ALLA LUCE DEGLI EFFETTI DEI MUTAMENTI CLIMATICI IN ATTO CHE POSSONO SPAZZARE VIA IN POCHI MINUTI TETTOIE IN CEMENTO AMIANTO FINO AL GIORNO PRIMA DICHIARATE (DA QUALCUNO!) IN CONDIZIONI DISCRETE!!! OCCORRE INTERVENIRE IL GIORNO PRIMA E NON IL GIONNO DOPO !

8) STOP ASSOLUTO AL FINANZIAMENTO A FINCANTIERI !!!

9) Dichiarare l’acqua potabile solo se totalmente indenne da amianto e cancerogeni
10) Portare il livello di “accettabilità” dell’amianto da 10 fibre (come le avranno contate? con le lente di
ingrandimento) A ZERO !!! Monitorare le fibre di amianto non solo con microscopia SEM ma anche In TEM
(come ripetiamo da decenni: a Ravenna misurate col metodo TEM le fibre di amianto misurate nell’acqua
potabile sono risultate anche fino a 2.5 milioni
Stragi e danni da amianto : basta con temporeggiatori, opportunisti, parolai; basta con le lacrime di coccodrillo; basta “raccogliere l’amianto col cucchiaino” e raccoglierlo il “giorno dopo” , basta con un ceto politico (in particolare i sindaci) “non responder” o addirittura catatonici (ovviamente non in senso clinico ma in senso politico).

Le vittime e i loro familiari chiedono giustizia
Chi non è ancora vittima chiede prevenzione

Vito Totire, portavoce nazionale AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute via Polese 30 40122 Bologna

Bologna 27/4/2026

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