GOVERNO MELONI E REGIONI DEL NORD CORRONO SPEDITI VERSO LA FRANTUMAZIONE DELL’ITALIA. DICIAMO NO!
Il Governo Meloni va avanti nel percorso di “autonomia differenziata” attraverso l’iter delle “intese” con 4 regioni del Nord – Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria – che prevedono l’attribuzione di particolari forme di autonomia su materie importanti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e alternativa, coordinamento della finanza pubblica in materia di tutela della salute.
Non stiamo parlando di una semplice riorganizzazione amministrativa. Stiamo parlando del rischio di trasformare le differenze territoriali in disuguaglianze permanenti, di istituzionalizzare la divisione fra cittadini/e di serie A e di serie B e di
compromettere l’unità sostanziale della Repubblica, mentre il Paese è già profondamente segnato da divari economici e sociali.
Questa scelta politica rischia di colpire prima di tutto le fasce sociali più disagiate e nell’immediato le popolazioni del Sud, che vedranno ridursi ulteriormente risorse e diritti fondamentali, in aperto contrasto con il sentire popolare e con la sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale.
Il Mezzogiorno, afflitto dalle liste di attesa per l’accesso alle cure e agli esami clinici, dall’emigrazione sanitaria che arricchisce altri territori, dalla fuga dei giovani alla ricerca di migliori prospettive di vita, dall’abbandono delle aree interne, dal dissesto idrogeologico, viene lasciato solo e ulteriormente depauperato.
Questo misfatto politico, sociale e istituzionale, che si sta compiendo in un clima di caos e di disinformazione, richiede il massimo della mobilitazione trasversale e l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli e in ogni territorio.
Per questo siamo decisamente solidali con le mobilitazioni dei Comitati nelle regioni interessate dalle intese e valutiamo con favore l’impegno assunto dai Presidenti delle Regioni Puglia e Campania a ricorrere alla Corte Costituzionale per far valere i principi di eguaglianza dei diritti, di unità e indissolubilità della Repubblica.
Tuttavia, rimaniamo a dir poco sconcertati dalla posizione assunta dagli esponenti del PD delle regioni Lombardia e Veneto: in un passaggio assolutamente determinante essi non hanno partecipato al voto nei rispettivi organismi istituzionali regionali. Paradossali risultano le ragioni di tale decisione politica: troppo ridotti, rispetto alle aspettative , sarebbero gli ambiti e le risorse di autonomia previsti dalle preintese!
Tale posizione, maturata all’interno dello stesso partito che a Roma e al Sud dichiara la propria contrarietà all’autonomia differenziata mentre al Nord la rivendica, è, a nostro parere, indice di un processo di degenerazione politica localistica, di un’ambiguità che nuoce alla limpidezza della lotta per l’uguaglianza dei diritti, di un deplorevole “regionalismo competitivo”.
Di fronte a una prospettiva tanto grave, vanno rigettati tatticismi, silenzi o distinguo di convenienza elettoralistica.
Per questo auspichiamo che si ritrovi, prima che sia troppo tardi, quell’unità che nell’estate del 2024 aveva portato un movimento vasto e plurale, da Nord a Sud, alla raccolta di 1.300.000 firme per l’abrogazione della legge Calderoli n. 86/2024.
Chiediamo che anche le altre Regioni, a partire da quelle meridionali, si associno all’impegno assunto dai Presidenti Decaro e Fico per far valere davanti alla Corte Costituzionale l’interesse generale e i principi di solidarietà, unità e indissolubilità della Repubblica.
Chiediamo ai sindaci e alle sindache di alzare la voce, informare le proprie comunità e assumere iniziative concrete contro qualsiasi processo di ulteriore divisione del Paese.
Perché non è una questione che riguarda soltanto il Mezzogiorno: riguarda l’Italia intera.
Al fianco di queste lotte e iniziative dichiariamo il nostro impegno nel nostro territorio e insieme ai Comitati e al Tavolo Nazionale “No Autonomia differenziata”, dei quali siamo da anni parte attiva.
8 settembre 2026
Per il Comitato di Puglia “Per l’unità della Repubblica”
Tonia Guerra, Eliseo Tambone









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