Hanno trasformato il lavoro in un inferno sulla Terra
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Quello che è accaduto in Veneto e in Lombardia, nel cosiddetto “paradiso padano”, è l’ennesima dimostrazione della violenza quotidiana che subiscono i lavoratori.
In Veneto è morto Nicola Pagan, 58 anni, sepolto vivo in uno scavo per le condutture del gas. Un orrore.

Un altro orrore è la morte di Mohssine Ghouati, 27 anni, marocchino: da Brescia viene mandato in appalto in provincia di Bergamo, dove rimane schiacciato da una pressa per la lavorazione delle materie plastiche. Cosa faceva lì? Che formazione aveva?
E l’orrore nell’orrore: in quella fabbrica non hanno neppure fermato la produzione. Mohssine trattato come un pezzo di plastica.

Questa è la violenza del subappalto, che non si può non definire caporalato legalizzato. Un sistema che utilizzano anche aziende a partecipazione statale: 4 delle ultime 5 stragi sono avvenute in grandi gruppi come Ferrovie, Eni, Enel. Ma anche molti Comuni e realtà pubbliche ricorrono allo stesso meccanismo, come le grandi aziende private
Negli ultimi tre giorni sono morti 10 lavoratori, senza contare quelli in itinere: spesso si scopre dopo giorni che dietro la categoria “incidenti stradali” ci sono lavoratrici e lavoratori che sulla strada lavorano o che muoiono mentre raggiungono il posto di lavoro. Tra loro anche diverse donne. C’è già il conto alla rovescio per arrivare a contare 1000 morti sui luoghi di lavoro entro pochi giorni e complessivamente con l’itinere i 1400 morti. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
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Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio Nazionale morti sul lavoro cadutisullavoro.blogspot.it
4/12/2025










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