I CPR e l’inchiesta sui medici  

Alessandro Verona, Alice Dell’Acqua e Rossella Romano

Anziché criminalizzare chi, tramite il proprio lavoro, tutela le persone più vulnerabili, le istituzioni dovrebbero indagare ciò che accade nei luoghi in cui queste stesse persone vengono trattenute. I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) e i cosiddetti “luoghi idonei” devono essere sottoposti a un’indagine conoscitiva seria, pubblica e indipendente, che accerti le violazioni documentate e garantisca che la salute e la dignità delle persone trattenute siano tutelate come previsto dalla Costituzione italiana.

Nei giorni successivi alle perquisizioni del 16 settembre 2026 nei confronti di 23 medici in nove città italiane, eseguite su disposizione della Procura di Ravenna, la mobilitazione della comunità medica e della società civile si è tradotta in una serie di iniziative pubbliche di solidarietà organizzate in diverse città italiane, a dimostrazione di un sostegno trasversale che ha unito professionisti sanitari, associazioni per i diritti umani, sindacati e cittadini.

A Bologna, un presidio si è tenuto davanti alla questura il giorno stesso delle perquisizioni, seguito sabato 19 settembre da una manifestazione di solidarietà in piazza del Nettuno, con circa 300 partecipanti (1,2). La mobilitazione bolognese ha visto una partecipazione particolarmente ampia, con la presenza di rappresentanti del mondo accademico, dell’ospedale Sant’Orsola e di numerose organizzazioni della società civile emiliana.

Il 21 settembre si sono svolti tre presidi in altrettante città.

A Milano, la Rete NO CPR e numerose organizzazioni della società civile hanno convocato un presidio in piazza San Babila alle ore 18, con l’invito a partecipare in camice bianco per tutto il personale sanitario, per ribadire che “nessuna persona è idonea a essere torturata” (3). Il presidio milanese ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei medici come garanti dei diritti fondamentali, indipendentemente dallo status amministrativo delle persone assistite.

A Bari, un presidio di solidarietà si è tenuto nel pomeriggio davanti al Policlinico, organizzato dal gruppo NO CPR locale, per esprimere vicinanza ai nove medici (specialisti in malattie infettive e psichiatria) perquisiti il 16 settembre. Gli striscioni ricordavano che “Il medico non giudica, non seleziona, non esclude ma si prende cura”, e la necessità di avere “medici liberi di curare” (4,5). I colleghi baresi hanno sottolineato come le perquisizioni abbiano colpito professionisti impegnati da anni nell’assistenza a persone migranti, senza che emergessero elementi concreti di illecito.

A Firenze, la Rete NO CPR, insieme a Salute Internazionale, ASGI, gli Anelli Mancanti, Medicina Democratica, Oxfam Italia, CGIL, GrIS Toscana, SISM Firenze, Florence must act e altre 16 realtà associative e sindacali, ha convocato un presidio davanti alla Prefettura di via Cavour  – vedi foto (6). La manifestazione ha radunato circa 150 persone tra personale sanitario, attivisti e cittadini, per dichiarare fermamente davanti al palazzo di Governo che “La cura non è reato” (7). Fra i presenti solidali, molte mediche e medici ospedalieri e del territorio fiorentino.
L’ampia partecipazione ha dato particolare risalto alla mobilitazione, segnalando un malessere diffuso tra i professionisti chiamati a operare in contesti di detenzione amministrativa.

Le promotrici e i promotori delle iniziative hanno sottolineato come la mobilitazione fosse necessaria e dovuta verso i colleghi coinvolti dalle perquisizioni, in particolare Nicola Cocco, medico attualmente indagato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla formazione di falsi certificati per impedire i rimpatri, seppur seguendo la deontologia ed etica nell’esercizio della professione, mentre gli altri 22 medici e mediche perquisiti il 16 settembre non risultano al momento nel registro degli indagati (8,9).

Resta distinto il procedimento avviato a febbraio 2026, che riguarda otto infettivologi dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, indagati per falso ideologico continuato in atto pubblico e interruzione di pubblico servizio in relazione a 34 certificati contestati. Per tre di loro è già scattata l’interdizione dalla professione per dieci mesi, mentre agli altri è stato imposto il divieto di occuparsi di certificati per i CPR (9,12).

La vicenda si inserisce inoltre nel dibattito, tuttora aperto, sulla possibile apertura del primo CPR toscano a Pallerone, frazione di Aulla (Massa Carrara), fortemente voluto dal Governo (7).

Durante i presidi si è richiamata la necessità di rispettare l’articolo 32 della Costituzione, il Codice Deontologico e i diritti umani e costituzionali delle persone private della libertà, sottolineando come non sia accettabile contestare un atto medico “fatto in scienza e coscienza” (7). Inoltre, è stata espressa forte preoccupazione per gli effetti diretti e indiretti di questi procedimenti, che minano l’autonomia del medico e la serenità necessaria per esercitare la professione. In particolare, si teme un effetto intimidatorio, che possa scoraggiare i professionisti meno familiari con queste pratiche dal certificare le appropriate non idoneità.

I presidi organizzati sono stati anche l’occasione per fare chiarezza su quanto accaduto, sulla natura dei certificati di idoneità e sulla patogenicità dei CPR, a fronte di un clamore mediatico che in più occasioni ha ridotto la vicenda a uno schema semplicistico e ostile, quello di “medici che fanno deliberatamente certificati falsi per proteggere i migranti”, evocando più o meno velatamente questioni di sicurezza. Come ribadito nei comunicati diffusi in occasione delle mobilitazioni, la patogenicità dei CPR è ampiamente documentata dalla letteratura scientifica internazionale, e il rilascio dei certificati di non idoneità risponde a un obbligo, non a una scelta arbitraria, previsto dagli articoli 4 e 32 del Codice di deontologia medica e dall’articolo 32 della Costituzione (7,10,11,13–17). Diversi studi hanno dimostrato come la detenzione amministrativa comporti rischi significativi per la salute fisica e mentale delle persone trattenute, con tassi elevati di disturbi psichiatrici, atti di autolesionismo e tentativi di suicidio. Il secondo rapporto del TAI, pubblicato nel gennaio 2026, documenta nei CPR italiani episodi ripetuti di autolesionismo, tentativi di suicidio, crisi psichiatriche e uso improprio di psicofarmaci, inserendoli in un quadro di violazioni sistematiche del diritto alla salute e della dignità delle persone trattenute (18–20). Solo nel CPR di Palazzo San Gervasio, nei primi sette mesi del 2026, sono stati annotati 67 eventi critici di questo tipo, mentre a Torino si sono registrate 220 chiamate al 118 in dodici mesi, con 30 interventi nel solo mese di aprile 2026 (18,21). Le evidenze scientifiche mostrano un quadro coerente in diversi paesi: la detenzione prolungata è associata a depressione, ansia, disturbi post-traumatici da stress e aumento del rischio suicidario, anche in persone senza precedenti psichiatrici (13–17). Anche la FNOMCeO, attraverso il presidente Filippo Anelli, ha ribadito che i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza e che il loro mandato è tutelare la salute e la dignità di ogni persona, senza discriminazioni (9).

Negli stessi giorni sono emersi ulteriori elementi che alimentano la preoccupazione per un uso improprio dello strumento investigativo nei confronti dei professionisti coinvolti. Diversi legali che assistono i medici perquisiti hanno segnalato modalità operative sproporzionate: professionisti svegliati alle cinque del mattino del 16 settembre, condotti in Questura, con telefoni e computer sequestrati. In un caso, riferito a Bologna dall’avvocato Fabio Anselmo – che assiste cinque dei professionisti coinvolti, tutti in servizio presso l’ospedale di Cona a Ferrara – la moglie incinta di uno dei medici non indagati ha avuto un malore da stress durante la perquisizione svolta all’alba nella loro abitazione, con un successivo accesso al pronto soccorso.

Il 24 settembre 2026 un ulteriore episodio ha riacceso l’attenzione sulle modalità dell’inchiesta. Un medico ferrarese, già sentito come persona informata sui fatti e non indagato, è stato fermato dalla polizia all’aeroporto Marconi di Bologna al rientro da un viaggio all’estero e si è visto sequestrare il telefono. Il legale ha parlato di “modalità eccessive per una persona non indagata, forse anche per una persona indagata”, sottolineando come al professionista venga di fatto richiesto di svolgere “un mestiere che non è il suo, quello di certificare l’idoneità o meno per spedire una persona in un luogo di tortura” (22).

Il 17 settembre 2026 il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI), la rete che riunisce, fra gli altri, SIMM, ASGI, Amnesty International Italia, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia, ARCI e CGIL, ha diffuso un comunicato di piena solidarietà ai medici sottoposti a perquisizione, denunciando come la segnalazione del Ministero dell’Interno che ha dato origine all’indagine, unita alla campagna politico-mediatica che ne è seguita, sembri orientata più a intimidire i professionisti sanitari che a perseguire reati effettivi (23).

Il TAI ha inoltre richiamato le conclusioni del proprio secondo rapporto di monitoraggio sui CPR, pubblicato nel gennaio 2026, che documenta violazioni gravi e sistematiche dei diritti fondamentali nei centri, in linea con quanto rilevato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa e dal Consiglio di Stato, che nell’ottobre 2025 aveva già annullato parzialmente lo schema di capitolato dei CPR per le carenze nella tutela della salute e nella prevenzione del rischio suicidario, imponendo al Viminale un termine, poi esteso a luglio 2026, per adeguarsi (18–20). Il rapporto descrive i CPR come “istituzioni totali”, caratterizzate da isolamento, spersonalizzazione e degrado materiale, con un uso improprio e diffuso di psicofarmaci impiegati come strumento di contenimento piuttosto che di cura.

A questo quadro si aggiungono i tentativi ripetuti di indebolire le garanzie procedurali delle visite di idoneità. In una circolare del 20 gennaio 2026, il Ministero dell’Interno ha invitato le prefetture a ritardare la visita medica, posticipandola a dopo l’ingresso nei CPR anziché effettuarla prima del trattenimento come previsto dalla normativa (24). Ancor prima, il decreto sicurezza convertito con la legge n. 80 del 9 giugno 2025 aveva introdotto modifiche volte a facilitare il trattenimento, prevedendo la possibilità di permanere nei CPR anche in assenza di visita preventiva, a condizione che fosse effettuata entro 24 ore dall’ingresso (25,26). Queste modifiche, denunciate da SIMM, ASGI e da un appello di oltre 150 professionisti della salute mentale, rappresentano un tentativo sistematico di subordinare la valutazione clinica a logiche di ordine pubblico (25,26).

Come ricordava Desmond Tutu durante l’apartheid sudafricano, “nessuno è libero finché tutti non sono liberi” (27). Una società cammina al passo di chi arranca, non di chi corre. Non garantire oggi i diritti dei più fragili -chi è vulnerabile, e chi protegge e cura le persone vulnerabili- significa, domani, rischiare di non poter più garantire quelli di nessun altro. Il titolo dell’ultimo articolo di Nicola Cocco, “Il dito e l’incendio”, ci ricorda ancora una volta che il vero scandalo non sono i medici indagati, ma l’esistenza stessa dei CPR. Se la solidarietà nei confronti dei medici coinvolti viene sicuramente apprezzata, non bisogna dimenticare che le vere vittime sono le persone detenute nei CPR (28).

Anziché criminalizzare chi, tramite il proprio lavoro, tutela le persone più vulnerabili, le istituzioni dovrebbero indagare ciò che accade nei luoghi in cui queste stesse persone vengono trattenute. I CPR e i cosiddetti “luoghi idonei” devono essere sottoposti a un’indagine conoscitiva seria, pubblica e indipendente, che accerti le violazioni documentate e garantisca che la salute e la dignità delle persone trattenute siano tutelate come previsto dalla Costituzione italiana.

Alessandro Verona, Alice Dell’Acqua e Rossella Romano. Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Università di Firenze

Bibliografia

  1. Il Resto del Carlino. Certificati e inchiesta sui medici, il presidio in piazza a Bologna. 20 settembre 2026. https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/certificati-medici-cpr-presidio-azywc5ui
  2. BolognaToday. Bologna in piazza per i medici del Cpr. 19 settembre 2026. https://www.bolognatoday.it/attualita/manifestazione-medici-cpr.html
  3. Medicina Democratica. Nessuna persona è idonea (a essere torturata). 19 settembre 2026. https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=19533
  4. ANSA Puglia. Inchiesta Cpr, presidio di solidarietà a Bari: “Medici liberi di curare”. 21 settembre 2026. https://www.ansa.it/puglia/notizie/2026/09/21/inchiesta-cpr-presidio-di-solidarieta-a-bari-medici-liberi-di-curare_1de0df27-a044-413a-8a40-a3466c6fe2a8.html
  5. Repubblica Bari. Inchiesta Cpr, a Bari il presidio dei medici dopo le perquisizioni. 21 settembre 2026. https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/09/21/news/inchiesta_cpr_bari_presidio_medici_dopo_perquisizioni_policlinico-425598782/
  6. Salute Internazionale. Presidio NO-CPR. Comunicato con adesioni. 22 settembre 2026. https://www.saluteinternazionale.info/2026/09/presidio-no-cpr-lunedi-21-9-ore-18-a-firenze-il-comunicato/
  7. FirenzeToday. “La cura non è reato”, presidio a Firenze in solidarietà ai medici indagati nell’inchiesta sui CPR. 21 settembre 2026. https://www.firenzetoday.it/politica/solidarieta-medici-indagati-cpr.html
  8. Il Fatto Quotidiano. Migranti, perquisiti 23 medici per i certificati anti-CPR: un nuovo indagato. L’Ordine: “Non siamo ausiliari della sicurezza”. 17 settembre 2026. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/17/migranti-perquisiti-23-medici-per-i-certificati-anti-cpr-un-nuovo-indagato-lordine-non-siamo-ausiliari-della-sicurezza/8509348/
  9. FNOMCeO. CPR, Anelli: i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza: il loro dovere è curare. 16 settembre 2026. https://portale.fnomceo.it/cpr-anelli-fnomceo-i-medici-non-sono-ausiliari-delle-politiche-di-sicurezza-il-loro-dovere-e-curare-si-rispettino-lautonomia-professionale-e-la-presunzione-di-innocenza/
  10. Senato della Repubblica. Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 32. https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-ii/articolo-32
  11. FNOMCeO. Codice di deontologia medica, articoli 4 e 32. https://portale.fnomceo.it/codice-deontologia-medica/
  12. Il Resto del Carlino. L’atto di accusa della Procura: “Una rete organizzata di medici contro i centri di rimpatrio”. 18 settembre 2026. https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/accusa-della-procura-una-rete-organizzata-di-medici-contro-i-centri-di-rimpatrio-t969qarv
  13. World Health Organization. Health in immigration detention: evidence brief for policy and practice. Geneva: WHO; 2026. https://www.who.int/publications/i/item/9789240119444
  14. WHO, OHCHR, IOM. International Migration, Health and Human Rights. Geneva; 2013. https://www.ohchr.org/en/documents/reports/international-migration-health-and-human-rights-2013
  15. UN Committee on Migrant Workers. General Comment No. 5 (2021) on migrants’ rights to liberty and freedom from arbitrary detention. Geneva; 2022. https://digitallibrary.un.org/record/3981775
  16. Mazzalai E, et al. Living conditions in Italian administrative detention centres for migrants: a scoping review. Eur J Public Health. 2024;34(Suppl 3):ckae144.263. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11517975/
  17. Cocco N, Marchese V, Nicoli F, et al. The pathogenicity of immigration detention: a systemic conflict between medical ethics and harmful migration policies. Lancet Reg Health Eur. 2026;64:101680. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13087394/
  18. Medici Senza Frontiere. Pubblicato il secondo rapporto sui CPR. 28 gennaio 2026. https://www.medicisenzafrontiere.it/news-e-storie/news/secondo-rapporto-cpr/
  19. ASGI. CPR d’Italia: istituzioni totali. II rapporto di monitoraggio del TAI. 28 gennaio 2026. https://www.asgi.it/allontamento-espulsione/cpr-ditalia-istituzioni-totali-la-presentazione-del-ii-rapporto-di-monitoraggio-del-tavolo-asilo-e-immigrazione/
  20. Emergency. CPR d’Italia: violazioni sistematiche dei diritti e logiche da “istituzioni totali”. 28 gennaio 2026. https://www.emergency.it/comunicati-stampa/cpr-ditalia-istituzioni-totali/
  21. Repubblica Torino. Dentro il CPR tra suicidi e rivolte: solo uno su dieci viene rimpatriato. 3 aprile 2026. https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/04/03/news/cpr_torino_suicidi_rivolte_rimpatri-425261600/
  22. Estense.com. Cpr, medico ferrarese fermato in aeroporto. 25 settembre 2026. https://www.estense.com/2026/1209835/cpr-medico-ferrarese-fermato-in-aeroporto/
  23. Amnesty International Italia. Italia – Tavolo Asilo e Immigrazione: solidarietà ai medici perquisiti. 17 settembre 2026. https://www.amnesty.it/italia-tavolo-asilo-immigrazione-solidarieta-medici-perquisiti/
  24. Domani. Il Viminale prova a ritardare le visite di idoneità ai CPR. 28 gennaio 2026. https://www.editorialedomani.it/fatti/cpr-circolare-viminale-visite-mediche-ritardo-appello-esperti-salute-non-variabile-ordine-pubblico-cpn7post
  25. Open Migration. CPR e politiche securitarie. L’appello dei medici: “La salute non è una variabile dell’ordine pubblico”. 29 gennaio 2026. https://openmigration.org/analisi/13998-2/
  26. La Via Libera. Indagini e pressioni sui medici per l’idoneità ai CPR. Gli appelli. Settembre 2026. https://lavialibera.it/it-schede-2564-cpr_medici_indagati_idoneita_migranti_appello_cura_non_e_reato
  27. Tutu D. Nobel Lecture. NobelPrize.org; 11 dicembre 1984. https://www.nobelprize.org/prizes/peace/1984/tutu/lecture/
  28. Milano in Movimento, Il dito e l’incendio: perché il vero scandalo non sono i medici indagati, ma il lager dei CPR, 20 settembre 2026,.
    https://milanoinmovimento.com/primo-piano/il-dito-e-lincendio-perche-il-vero-scandalo-non-sono-i-medici-indagati-ma-il-lager-dei-cpr

28/9/2026 https://www.saluteinternazionale.info/

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