I disconnessi
VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute…/
ARCHIVIO https://www.lavoroesalute.org/
Davide Ficarra
Arkadia, Cagliari, 2025
Lo scrittore e attivista palermitano Davide Ficarra ha trasformato un bar in un caffè letterario dove dà vita ad eventi alternativi e di grande impegno, una roccaforte nel cuore di una città, Palermo, che ha a cuore la vita culturale e trova in questo spazio uno dei punti di incontro più importanti.
Davide Ficarra torna in libreria a distanza di tre anni con un altro romanzo “I disconnessi”, dopo “Palazzo Leoni” sempre edito da Arkadia nella collana Sidecar.
Proviamo a comprendere le ragioni di questo libro così intenso e così essenziale.
La rivoluzione si può fare attraverso i social? Sono un mezzo di comunicazione che arriva dritto alla testa e può creare dal nulla un movimento che può sovvertire lo stato di cose presente?
A volte sì. A volte, invece, passano nell’aria senza lasciare segni.
Si può a distanza, senza presenza, perché le distanze si annullano e non c’è nulla di strano in tutto ciò se si pensa che un’idea scaturisce dal nulla e arriva dove nemmeno riusciamo a immaginarlo.
Monta un’allergia verso tutto ciò che riguarda la tecnologia sempre più sofisticata e invadente?
Forse c’è, all’opposto, il desiderio di una vita più semplice, rassicurante, meno ansiogena.
Non so se definirlo per certi aspetti un romanzo dove la nostalgia ha colpito nuove generazioni che, paradossalmente non ha vissuto l’epoca che sembra rimpiangere.
Il libro di Davide Ficarra, nella sua dettagliata e profonda narrazione si muove dentro un mondo contemporaneo che guarda anche al passato, dove tutto non è andato perduto, dove è possibile recuperare moltissimo.
Le visite veloci a Facebook, a Istagram, le varie chat, i cinguettii su Twitter, i reels, TikTok, i giochi, i like, i cuoricini, gli smiles, gli emoticons, i messaggi anonimi su Tellonym, i video su You Tube, i calcoli, le elaborazioni grafiche e testuali su Chat Gpt, non servono più a saziare le mie curiosità, a nutrire il mio ego, ad accrescere la mia autostima, riescono esclusivamente a riempire il tempo.
DYL, acronimo di Disconnect Your Life è il motto di un movimento nato quasi per caso per iniziativa di due giovani studenti universitari.
Passati dai cellulari di ultima generazione a quelli analogici, incoraggiano l’abbandono dei social e della comunicazione digitale, promuovendo la socialità fisica nel tempo liberato dalla connessione.
I protagonisti, Ian e Matteo, partendo da questa semplice intuizione, senza negare i vantaggi della tecnologia, lanciano in rete una campagna per la disconnessione di massa favorendo l’esplosione di un movimento globale carico di conseguenze.
È un libro che scende nei meandri della società tecnologica e ne disegna un’immagine dettagliata mettendo in luce quello che ne deriva, un aspetto sociale da non sottovalutare con i tempi correnti: l’isolamento individuale che questa provoca, dipingendo un mondo dove le relazioni umane sembrano meno autentiche.
Ai Disconnessi si oppone il Deep Control, un potere profondo che ha le sue radici nel sistema fondativo del flusso delle informazioni nella rete, un potere che utilizza l’IA e genera algoritmi capaci di intervenire nella vita reale e sulle nostre scelte.
Ian e Matteo si completano a vicenda nella rappresentazione di questa storia. Sono loro i disconnessi. Come riconosce l’autore che li ha creati, Ian è un pessimista cosmico e Matteo nel corso della storia si va ideologizzando e diventa sempre più convinto di ciò che dice e fa. Occorre questa duplice visone nel romanzo per far emergere ed esprimere dubbi e certezze.
Tra iniziative ecologiste, campagne contro il delivery, cooperative agricole, si sviluppa la rete dei Disconnessi che presto subirà la dura repressione esercitata dal potere.
Dentro questa sfida Davide Ficarra dà il via alle esperienze giovanili di Ian e Matteo, le loro avventure, i rapporti personali, le paure, le incertezze della vita.
Disconnettersi non è soltanto uno staccare il Wi-Fi, disconnettersi implica una rivoluzione interiore che richiede coraggio, consapevolezza. Occorre spezzare un legame e non è facile nel mondo distopico in cui viviamo
Non occorre aggiungere altro.
Giorgo Bona
Scrittore. Collaboratore redazione di Lavoro e Salute
VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute…/
ARCHIVIO https://www.lavoroesalute.org/











Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!