Il Bloqueo: misure più dannose e la stessa crudeltà

È risaputo che il Bloqueo imposto dagli Stati Uniti a Cuba è il più lungo e meticoloso processo di aggressione economica a cui sia mai stata sottoposta una nazione nella storia. Ma questa guerra crudele e disumana non è rimasta statica: con il passare del tempo, le misure adottate sono diventate sempre più dannose per la vita e il benessere della popolazione.

Anno dopo anno, per oltre sei decenni, ogni nuovo presidente degli Stati Uniti ha seguito alla lettera quanto proposto dal sottosegretario aggiunto per gli affari interamericani, Lester D. Mallory, quando ha stabilito come strategia di lotta contro la rivoluzione cubana: «privare il Paese delle risorse materiali e finanziarie per generare malcontento e ottenere la resa per fame, sofferenza e disperazione».

Come espresso nei documenti dell’VIII Congresso del Partito Comunista di Cuba: “Il governo Trump ha approfittato della pandemia e della crisi economica da essa causata per rendere quasi impossibile l’ingresso di valuta estera nel nostro Paese in un momento in cui Cuba stava sanguinando finanziariamente per affrontare la malattia”.

Proprio in quella difficile fase è emersa in tutta la sua crudezza la natura disumana del blocco, quando si è verificato il guasto al principale impianto di produzione di ossigeno medico nel momento di picco dei casi di COVID-19 sull’isola.

Due aziende statunitensi hanno cercato di fornire questa risorsa al Paese, ma ciò è stato impossibile a causa della richiesta di licenze specifiche da parte del governo degli Stati Uniti, anche in tempi di terribile epidemia.

Allo stesso modo, nel conclave del partito è stata espressa esplicitamente la condanna di una delle azioni più significative, per il suo grado di crudeltà e per l’inammissibilità dal punto di vista del diritto internazionale: l’impegno di Washington, dall’aprile 2019, di privare Cuba delle forniture di combustibile e di favorire così le conseguenti ripercussioni sulla produzione di energia elettrica di cui oggi soffre la popolazione.

Come parte della progressiva stretta imperiale, numerose famiglie cubane subiscono la cancellazione dei servizi consolari all’Avana e il loro trasferimento in paesi terzi, l’impossibilità di effettuare transazioni bancarie e la chiusura delle operazioni della società Western Union, che ostacola il normale flusso delle rimesse, solo per citare alcuni esempi.

Tuttavia, per cercare di sminuire la portata devastante della politica della Casa Bianca nei confronti della più grande delle Antille, si è cercato di far passare le sanzioni imposte come un embargo; ma, come dimostrano le dichiarazioni di non pochi analisti, la loro applicazione corrisponde a misure proprie di condizioni di guerra, contemplate nel quadro giuridico stesso della nazione aggressore.

A questo proposito, la dottoressa C. Magda Luisa Arias Rivera ha precisato con rapidità: “Non si tratta di un embargo, come alcuni riferiscono e si dice in inglese, perché non è un’ordinanza giudiziaria emessa per garantire, mediante il sequestro di beni, l’adempimento di un obbligo legittimamente contratto. In realtà si tratta di un blocco, un atto di guerra, adottato nel quadro della Legge sul commercio con il nemico del 1917”.

Secondo la stessa ricercatrice: “L’applicazione di questa antichissima legge non è giustificata in tempo di pace, soprattutto in modo continuativo e prolungato. Cuba non è mai stata debitrice di quel Paese, non ha commesso alcun reato contro quella nazione, né rappresenta un pericolo per la sua sicurezza nazionale. Tuttavia, è l’unico Paese per il quale questa legislazione è oggi in vigore”.

Le conseguenze dell’escalation della persistente guerra economica degli Stati Uniti sono oggi palpabili nella carenza di cibo e medicinali, nel deterioramento del servizio di trasporto pubblico, nella persistente inflazione e, soprattutto, nel blackout quotidiano che martella con forza sull’esistenza di ogni famiglia.

In riconoscimento dell’eroica resistenza del popolo cubano e della sua volontà di andare avanti, prima della fine di ottobre, ancora una volta la condanna schiacciante del Bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti risuonerà sicuramente nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ne siamo certi.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

24/10/2025 https://italiacuba.it/

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