Il futuro dell’indipendenza e della libertà dell’America Latina e dei Caraibi è in gioco a Cuba, rompiamo il blocco imperialista

Mercoledì scorso, il ministro degli esteri cubano ha valutato la spedizione di carburante da parte della Russia all’isola nel contesto del blocco energetico statunitense. Foto: @BrunoRguezP

di Olmedo Beluche

Quello che sta accadendo a Cuba è estremamente grave. È l’equivalente in America Latina e nei Caraibi
di quanto accaduto a Gaza. A Cuba, l’unica cosa che manca è che le bombe inizino a cadere. Proprio
come a Gaza, stanno cercando di far morire di fame un popolo che ha deciso di essere libero e di non sottomettersi
al saccheggio imperialista degli Stati Uniti. Il peccato del popolo cubano e del governo è voler rimanere liberi e indipendenti, motivo
per cui sono circondati, bloccati e soffocati.
A Cuba si sta combattendo la battaglia decisiva della guerra per la libertà contro il colonialismo e
l’imperialismo che i nostri popoli combattono da 200 anni, nella quale il Liberatore, Simón
Bolívar, ci mostrò la via dell’unità e dell’indipendenza nel Congresso Anfittione di Panama
nel 1826. La nostra America indipendente per la quale hanno combattuto José Martí, San Martin, O’Higgins,
Manuela Sáenz, Che Guevara e tanti altri. Unità e libertà sistematicamente
sabotate dalle borghesi creole, sottoponendoci al dominio neocoloniale e al saccheggio imperialista degli
Stati Uniti attraverso il presunto “Panamericanismo” istruito
dal nord, oggi rinominato “Scudo delle Americhe”.
Oggi, come negli anni ’60, i governi più abietti di America Latina e Caraibi
si uniscono all’aggressione imperialista guidata da Trump e Rubio, con “roture” delle
relazioni diplomatiche, come hanno fatto i ripugnanti governi di Ecuador e Costa Rica.
I governi che ancora si definiscono “progressisti”, come quelli di Messico, Colombia e Brasile,
sebbene abbiano inviato aiuti umanitari di base a Cuba, sono ancora insufficienti; è necessario un supporto
strategico per risolvere le carenze che mettono in pericolo la vita del popolo cubano. Questi tre
governi devono essere solidali con i fatti e rompere il blocco petrolifero inviando petroliere.
Se devono imporre dazi come punizione, allora che si assumano il sacrificio necessario, poiché, se Cuba cade oggi
, è chiaro che questi governi potrebbero essere i prossimi e cadrebbero domani.
Il silenzio complice dei governi e dei partiti politici latinoamericani e caraibici servirà
a poco uso. L’aggressione militare contro il Venezuela, la rottura completa con il “diritto internazionale” rapendo
il suo legittimo presidente, Nicolás Maduro, e la deputata Cilia Flores, ha incoraggiato
Donald Trump e Marco Rubio a lanciare il loro tentativo di “assalto finale” contro Cuba. Se ci riusciscono, senza
rispondere adeguatamente, domani invaderanno il Messico con la scusa del traffico di droga, oppure interverranno nelle elezioni colombiane e brasiliane per sostenere i loro burattini.
L’indifferenza, come fanno i governi arabi e le cosiddette
“democrazie” europee, verso il popolo di Gaza e la loro sottomissione allo stato genocida di Israele non è né valida né decente.
Viva Cuba indipendente e libera! Rompiamo il blocco imperialista!
Che i governi di Messico, Colombia e Brasile mandino petrolio a Cuba!

7/4/2026 https://www.telesurtv.net/opinion/

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