‘Il genocidio continua’: un’inchiesta ONU rivela la logica dietro l’uccisione dei bambini di Gaza da parte di Israele
Personale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità durante una visita sul campo in un campo di sfollati a Gaza. (Foto: WHO)
Punti chiave
- Un’inchiesta ONU ha trovato motivi ragionevoli per concludere che Israele continuasse a commettere genocidio a Gaza.
- Almeno 20.179 bambini palestinesi sono stati uccisi tra ottobre 2023 e ottobre 2025.
- La commissione ha affermato che i bambini sono stati deliberatamente presi di mira, contribuendo a stabilire l’intento genocida.
- Il rapporto collegava attacchi all’assistenza sanitaria, fame e sfollamenti a morti infantili evitabili.
- L’inchiesta ha inoltre documentato la violenza dei coloni e gli abusi sistematici di bambini palestinesi in detenzione israeliana.
Un’indagine delle Nazioni Unite ha concluso che le autorità di occupazione israeliane e l’esercito hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi a Gaza, rilevando che le uccisioni fanno parte di un genocidio in corso e costituiscono alcune delle violazioni più gravi documentate dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023.
I risultati sono stati pubblicati martedì dalla Commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele, che ha esaminato le violazioni commesse contro i bambini palestinesi durante la guerra e le sue conseguenze.
Secondo l’inchiesta, la portata delle morti infantili, ferite, traumi e distruzioni indica una campagna sistematica che ha devastato un’intera generazione di palestinesi.
Intento genocida
La commissione ha rilevato che almeno 20.179 bambini palestinesi sono stati uccisi tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025, rappresentando quasi il 30 percento di tutti i palestinesi uccisi durante la guerra.
Il rapporto ha concluso che le forze israeliane hanno continuato a uccidere bambini anche dopo l’entrata in vigore di un cessate il fuoco nell’ottobre 2025 e ha affermato che queste azioni hanno costituito un elemento centrale nell’accertamento dell’intento genocida.
“Le prove mostrano che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane”, ha dichiarato il presidente della commissione Srinivasan Muralidhar.
L’inchiesta ha affermato che le autorità israeliane e le forze di sicurezza avevano “continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza e che il prendere di mira i bambini mirava a distruggere il gruppo palestinese in tutto o in parte.
Secondo la commissione, l’uccisione e le mutilazioni di bambini erano “parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e la futura esistenza del gruppo palestinese a Gaza.”
‘Infanzia cancellata’
Il rapporto dipinge un quadro devastante dell’infanzia a Gaza dopo quasi tre anni di guerra.
Gli investigatori hanno scoperto che gravi lesioni fisiche e psicologiche, traumi di massa, orfanotrofi, spostamenti ripetuti, disabilità, fame e il crollo dei sistemi scolastici e sanitari avevano di fatto “cancellato l’infanzia” a Gaza.
“Prendendo di mira i bambini, Israele sta attaccando la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e determinare il proprio futuro”, ha detto Muralidhar.
La commissione ha concluso che le azioni di Israele hanno indebolito la vitalità demografica della società palestinese, creando quella che ha descritto come una grave crisi degli orfani e lasciando migliaia di bambini con disabilità permanenti.
Secondo il rapporto, la disabilità è diventata “una realtà demografica definitoria” tra i bambini di Gaza.
Attacchi intenzionali
Uno dei risultati più significativi del rapporto riguarda il continuo utilizzo da parte di Israele di bombe ad alto carico e armi a effetto ampio in quartieri residenziali densamente popolati, nonostante le crescenti prove di numerose vittime di bambini.
La commissione concluse che l’uso continuo di tali armi in tali circostanze indicava l’intenzione.
“Questo indica che tali attacchi, che hanno ucciso bambini in così alto numero, sono stati intenzionali”, afferma il rapporto.
Gli investigatori hanno inoltre concluso che i bambini palestinesi erano collettivamente prese di mira perché le forze israeliane vedevano la popolazione civile come ampiamente associata a Hamas e ad altri gruppi armati palestinesi.
L’inchiesta ha inoltre elencato divisioni, brigate e unità militari israeliane che potrebbero assumere la responsabilità per la morte di minori in incidenti specifici a Gaza e nella Cisgiordania occupata.
Sanità, fame e morti neonatali
Oltre agli attacchi militari diretti, la commissione ha rilevato che le condizioni imposte a Gaza causavano morti diffuse e prevenibili tra i bambini.
Secondo il rapporto, ripetuti sfollati, carestie e restrizioni su aiuti, cibo e medicine hanno gravemente danneggiato la salute e lo sviluppo dei bambini.
L’inchiesta ha inoltre rilevato che gli attacchi alle strutture sanitarie e ai centri di assistenza riproduttiva hanno influenzato direttamente la sopravvivenza dei neonati.
Gli investigatori hanno documentato l’aumento degli aborti spontanei e hanno riferito che il crollo dei programmi di sanità pubblica aveva minato “le condizioni necessarie per una prossima generazione sana.”
Quasi tutti i bambini a Gaza hanno riportato bisogno di supporto psicologico.
Violenza in Cisgiordania
Le conclusioni della commissione andavano oltre il genocidio di Gaza.
Nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, gli investigatori hanno documentato un forte aumento della violenza dei coloni contro i bambini palestinesi. Hanno inoltre segnalato prove di tortura, violenza sessuale e abusi sistematici durante arresti di massa e operazioni di detenzione.
Secondo il rapporto, i bambini palestinesi, in particolare i ragazzi, sono stati sottoposti a spogliamenti forzati, percosse e privazione di cibo all’interno delle strutture di detenzione israeliane.
La commissione concluse che tale trattamento equivaleva a crimini contro l’umanità, inclusi tortura e altri atti disumani che causavano gravi sofferenze e lesioni.
Appello alla responsabilità
L’inchiesta arriva mesi dopo che la stessa commissione aveva concluso in un rapporto precedente che Israele aveva commesso genocidio a Gaza e che alti funzionari israeliani avevano incitato tali atti. Israele ha respinto tali risultati e ha respinto analogamente l’ultimo rapporto.
Tuttavia, gli investigatori hanno ribadito che vi sono motivi ragionevoli per concludere che atti genocidi continuino a essere commessi e hanno esortato tutti gli stati a garantire la responsabilità per i crimini commessi contro i palestinesi.
Il rapporto arriva in un contesto di crescente scrutinio internazionale sul comportamento di Israele a Gaza, dove oltre 73.000 palestinesi sono stati uccisi dall’ottobre 2023, secondo le autorità sanitarie palestinesi.
Per la commissione, tuttavia, una conclusione è stata superiore a tutte le altre: la distruzione inflitta ai bambini di Gaza non è solo una conseguenza della guerra, ma la prova di una politica deliberata volta a minare l’esistenza futura del popolo palestinese.
(UN News, Reuters, Al Mayadeen, PC)
23/6/2026 https://www.palestinechronicle.com/










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