Intelligenza fecale
di Fernando Buen Abad
Un bomber con protagonista il re Trump. Ora la storia politica contemporanea registra, con aria di stupore e di allarme etico, il degrado sistematico della sfera pubblica, l’assoluto rovesciamento dei valori collettivi e la deliberata produzione di letame simbolico. Donald Trump si pone come un caso paradigmatico di “intelligenza fecale”, una modalità di azione politica e mediatica che usa l’escrezione come strumento di potere e disprezzo, stabilendo la sua logica di sterco contro la protesta di massa.
Quel video diffuso da Trump, in cui si esibisce come un “bombardiere di escrementi”, è un esempio della sua intelligenza fecale in azione, non si tratta di un semplice gesto comico o provocatorio, ma di un espediente semiotico per attaccare con immagini grottesche. In questo materiale audiovisivo, l’atto di lanciare escrementi diventa una metafora del suo odio di classe, la logica del disprezzo come spettacolo con l’intelligenza artificiale. Ogni gesto, ogni edizione e ogni effetto visivo rafforza la logica della contaminazione simbolica, mostrando come la politica e la comunicazione possano trasformarsi in una discarica dove si consuma la diarrea neo-fascista che lui stesso produce e distribuisce.
La sua “intelligenza fecale” non si riferisce qui a un piccolo esercizio metaforico, ma a una strategia di semiosi di Caligola che aggiunge spreco a tutte le sue menzogne, insulti, dicerie e disinformazione, con l’esplicito intento di degradare la capacità di giudizio e la morale collettiva, trasformando tutto in sporcizia mediatica. In questo senso, il “bombarolo di escrementi” non si pone come un attore fortuito, ma come un operatore consapevole della distruzione di senso, consapevole che ogni parola, ogni gesto, ogni pubblicazione, può essere trasformata in uno strumento di contaminazione sociale.
Trump ha costruito uno stile capace di generare un flusso costante di scarti comunicativi contro ogni tentativo di pensiero critico e che non è un incidente storico o un prodotto del caso culturale, la sua “intelligenza fecale” che è inseparabile dal tardo capitalismo, dalla logica dell’accumulazione illimitata e dalla spettacolarizzazione della politica come vasino mediatico. L’escrezione funziona come un’arma semiotica che genera il piacere borghese e annuncia il terreno per una fase escatologica in cui il cinismo, la simulazione e la crudeltà diventano strumenti di governo.
La sua “intelligenza fecale” agisce come agente di repressione ideologica, insultando la solidarietà, frammentando i significati collettivi e banalizzando i conflitti fondamentali che strutturano la realtà sociale. Una merda capitalista sistematica con l’esaltazione della derisione costante che produce l’anestesia etica del re Trump che non è solo un personaggio grottesco, ma un operatore del dominio simbolico dei rifiuti semiotici borghesi.
La loro “intelligenza fecale” richiede quindi una lettura critica del rapporto tra potere, lingua e società. Il fenomeno non si esaurisce in mera provocazione o insolenza mediatica, ma fa parte di uno schema pianificato di disorganizzazione sociale e ogni video, ogni scandalo, ogni tweet, ogni intervento pubblico, produce un effetto cumulativo di decomposizione culturale. È una guerra semiotica in cui gli escrementi sostituiscono la ragione, in cui l’estetica dell’orrore e della volgarità diventano strumenti di potere, e in cui la politica cessa di essere uno spazio di costruzione collettiva per diventare un gabinetto o un gabinetto.
La nostra analisi, tratta dalla Filosofia della Semiosi, rivela che Trump, in quanto “bombardiere di escrementi”, non sporca solo la politica formale, ma anche la volontà dei cittadini di costruire un senso e proiettare il loro disagio e la loro stanchezza. È la violenza simbolica che rafforza il dominio di classe, poiché la capacità di agire sulla realtà mette a nudo l’ideologia della classe dominante che controlla anche i mezzi di produzione e di circolazione dei segni.
Ora il “bombarolo di escrementi” si presenta come un emblema aperto della decomposizione del capitalismo e non si tratta solo di affrontare un individuo grottesco, ma di disattivare la macchina dell’inquinamento che è stata istituzionalizzata, normalizzata e redditizia. La lotta all’intelligenza fecale non è solo etica, ma strategica, richiede il recupero della chiarezza concettuale, la ricostruzione della capacità di giudizio collettivo e il recupero della semiosi come strumento di emancipazione e di consapevolezza storica.
Questo ha un odore davvero cattivo. Trump e l’intelligenza fecale espongono la verità della sua spazzatura semiotica e sottolineano l’urgente bisogno di un’educazione critica, di un’alfabetizzazione mediatica e di una cultura del discernimento. È stato troppo, per molto tempo. Con le armi dell'”intelligenza fecale” si cristallizza la perversione della politica e della mentalità borghese, che con il bombardamento costante di escrementi simbolici non solo degrada l’umanità, ma apre la strada del kinglet come incarnazione contemporanea della sporcizia semiotica sulla costruzione del senso.
Il bombardiere di escrementi ideologici vola incoronato dalla sporcizia dello spettacolo fecale che ne è la testa, quindi, è un oggetto indispensabile di analisi critica che rivela non solo il degrado della politica e della comunicazione, ma anche le sfide che affrontiamo nella lotta per l’emancipazione da questi marciumi. La lotta contro un fenomeno del genere implica il recupero della capacità di denunciarlo, di pensare, giudicare e agire criticamente, trasformando la semiosi in uno strumento di emancipazione e di superamento del capitalismo che fa degli escrementi il suo linguaggio e la sua arma di repressione e dominio.
28/10/2025 https://www.telesurtv.net/blogs










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