ISEE TORINO, CASSAZIONE DICHIARA «INAMMISSIBILERICORSO DI UNA FAMIGLIA CONTRO IL COMUNE

UNIONE PROMOZIONE SOCIALE: “GRANDE DISPIACERE PER I SACRIFICI DEI RICORRENTI,
MA NESSUN RILIEVO NEL MERITO: CONTINUIAMO LA BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ”

La Corte di Cassazione ha dichiarato «inammissibile» il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Torino presentato da due fratelli, figli di una anziana malata cronica non autosufficiente ricoverata in Rsa e mancata nel 2020, per la quale il Comune aveva negato l’integrazione della quota alberghiera. Motivo: il possesso di un alloggio in un quartiere popolare di Torino nord il cui valore catastale eccedeva di poche migliaia di euro la soglia di sbarramento di 51.645,69 euro, che dal 2012 nel regolamento torinese – in palese difformità dall’Isee nazionale – rappresenta criterio ostativo assoluto al riconoscimento dell’integrazione.

La Cassazione ha sostenuto che i ricorrentu non hanno contestato «la totalità delle ragioni della decisione della Corte di Appello torinese» e quindi ha deciso di non ammettere il ricorso.

Andrea Ciattaglia, presidente dell’Unione per la promozione sociale OdV, che ha fornito sostegno e consulenza tecnica al caso, commenta: «Rispettiamo, com’è doveroso, la sentenza, constatando che non contiene rilievi di merito e che non incide sugli altri giudizi in corso. Provo grande rammarico perché per questa famiglia significa dire addio a 25mila euro di rette alberghiere pagate dai figli, per garantire alla mamma il ricovero in Rsa nei difficilissimi anni del Covid. Soldi che semplicemente non c’erano, perché la donna non percepiva nemmeno la pensione essendo a carico del marito, anch’egli ricoverato in Rsa, che la usava tutta per pagare a sua volta la propria retta».

Ricordando le fasi del ricovero e poi del lungo ricorso nei tre gradi di giudizio, il presidente aggiunge: «Mi rimane il ricordo di una persona malata e della sua famiglia, sempre dignitosa, alla quale il sopraggiungere della non autosufficienza non aveva lasciato altra scelta che il ricovero in convenzione con l’Asl della mamma: una donna di “barriera” che aveva dedicato tutta la sua vita alla famiglia e all’attività domestica e che quando l’ha cercato, non ha trovato il sostegno che avrebbe dovuto dall’amministrazione comunale torinese».

Per informazioni: unionepromozionesociale@gmail.com – 345.6749838

Torini 12 maggio 2026

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