La denuncia di Potere al Popolo: “Siamo stati infiltrati e spiati dalla polizia per 10 mesi”

Scoperto a Napoli un presunto agente sotto copertura all’interno delle strutture di Potere al Popolo. In rete le foto del giuramento in polizia e delle feste con i colleghi in divisa. “Non siamo la gioventù meloniana, non abbiamo nulla da nascondere”.

di Antonio Musella da Fanpage

Una denuncia clamorosa quella che Potere al Popolo, il partito di estrema sinistra che da molti anni partecipa alle elezioni politiche ed amministrative, ha affidato a Fanpage.it. Come spiega il portavoce nazionale, Giuliano Granato, per 10 mesi il partito sarebbe stato infiltrato e spiato dalla polizia.

L’agente sotto copertura sarebbe un giovane di 21 anni, uscito dalla scuola di polizia nel 2023. Si sarebbe presentato agli attivisti di PaP a Napoli come studente fuori sede. Assiduo frequentatore di tutte le iniziative di Potere al Popolo, ha partecipato anche a diversi incontri nazionali del partito. A far saltare la copertura però sarebbero stati proprio gli atti ufficiali del suo ingresso in polizia. Da una semplice ricerca infatti, è stato possibile trovare non solo il risultato del concorso in polizia che ha vinto, ma anche le foto del giuramento in polizia e, attraverso una serie di contatti social, a fot0 di gruppo in divisa con altri colleghi. Ad insospettire i militanti di Potere al Popolo, uno strano incontro a cui sarebbe stato visto per caso in un ristorante lo scorso 1°Maggio. Una volta scoperto, il presunto agente sotto copertura non avrebbe battuto ciglio, allontanandosi ed augurando “Buona giornata” agli attivisti di Pap.

Il presunto agente di polizia infiltrato in Potere al popolo

“L’infiltrazione iniziata 10 mesi fa”

A raccontare la vicenda a Fanpage.it è il portavoce nazionale di Potere al Popolo, Giuliano Granato, che ha raccontato tutte le fasi dell’infiltrazione del presunto agente di polizia, fino alla sua definitiva scoperta da parte del partito. “Tutto è iniziato circa 10 mesi fa – spiega – questo ragazzo di appena 21 anni si è presentato a noi come uno studente fuori sede, proveniente dalla Puglia. In questi mesi ha partecipato in maniera assidua a qualsiasi iniziativa, dal blocco degli sfratti, alle lotte studentesche, partecipando anche ai momenti nazionali di Potere al Popolo. Non mancava mai“.

Una circostanza però aveva insospettato gli attivisti napoletani di Potere al Popolo. “Era estremamente presente quando c’erano iniziative politiche, ma non ha mai legati personalmente con nessuno. Mai una serata insieme, una birra, una cena, molto strano per uno studente universitario fuori sede” spiega Granato. E così per puro caso, alcuni attivisti sono riusciti a risalire alla vera identità, in un modo la cui semplicità sembra disarmante. “I suoi social erano quasi vuoti – spiega Granato – anche questo abbastanza strano per un 21enne. Ma quando abbiamo digitato il suo nome e cognome e la sua data di nascita su Google si è aperto un mondo“.

La prima cosa che è stata trovata è la sua assunzione in Polizia, al termine del corso, con tanto di nominativo, data di nascita e punteggio. E’ stato a quel punto facile risalire alle origini. Si tratterebbe di un agente figlio di poliziotto, con altri parenti in Polizia, entrato in servizio nel 2023. La sua presa di incarico sarebbe avvenuta due mesi dopo, a quanto riportato dai documenti del Ministero dell’Interno. Per fugare dubbi su possibili omonimie si è risalito, attraverso alcuni sui contatti social, ad altri amici, anche loro poliziotti. E da lì si sono ritrovate le foto del giuramento in Polizia, ma anche foto di feste ed incontri con altri colleghi. Tutti in divisa.

A guardare i riscontri raccolti da Potere al Popolo la vicenda è davvero impressionante. Da un lato perché lo stesso agente in divisa, si nota poi in alcuni reel pubblicati dagli attivisti universitari di Potere al Popolo, con il megafono in mano e la bandiera del partito, dall’altro proprio per la superficialità dell’operazione. Il nome del presunto agente sarebbe infatti lo stesso, mentre la biografia raccontata, figlio di persone povere e studente a Bari per un anno, sarebbe del tutto inventata.

Mentre alcuni attivisti avevano avvisato i dirigenti del partito dell’incredibile scoperta, lo scorso 1°Maggio un episodio avrebbe fatto saltare del tutto la copertura del presunto agente infiltrato. “Dopo il corteo del 1°maggio, la persona è stata vista per puro caso da un nostro attivista, entrare in un ristorante e fermarsi a parlare per circa 15 minuti con delle persone vestite in giacca e cravatta ad un tavolo. Per noi quello è stato un momento di possibile scambio di informazioni” spiega Granato. Saltata la copertura si è poi passati alla fase di “confronto”, che è avvenuta in un luogo pubblico, all’aperto, in presenza di molti testimoni, nei pressi della zona universitaria nel centro di Napoli. “Quando gli abbiamo detto che non era più gradito, e che non doveva chiedere perché altrimenti avrebbe offeso la nostra e la sua intelligenza, non ha nemmeno provato a chiedere spiegazioni, non ha fornito scuse o finto di non capire. Semplicemente ci ha augurato buona giornata ed è andato via” sottolinea il portavoce di Potere al popolo. Successivamente, alcune ore dopo, il presunto agente infiltrato ha telefonato ad un altro attivista, anche egli studente universitario, chiedendo spiegazioni. Nella telefonata, che è stata registrata e di cui siamo in possesso, il presunto infiltrato chiede se ha fatto qualcosa che ha determinato il suo allontanamento. “Ma siamo noi a doverti spiegare oppure ci mandi tu la foto del giuramento?” gli ha risposto il suo interlocutore. Dopo lunghissimi secondi di silenzio, ed un sollecito a rispondere nel merito, il presunto infiltrato ha attaccato la telefonata.

Il presunto agente infiltrato durante una manifestazione di Potere al popolo

“Niente da nascondere, non siamo la gioventù meloniana”

Noi siamo un partito che si presenta alle elezioni da molti anni, partecipiamo a tutte le tornate elettorali, non abbiamo nulla da nascondere, non siamo la gioventù meloniana, chiunque può venire e vedere cosa facciamo, la nostra è un’attività alla luce del Sole” spiega Granato. Effettivamente la circostanza non è assimilabile ad una attività di polizia che può essere inserita nell’ambito dei controlli di prevenzione, ad esempio quelli anti terrorismo. Potere del popolo è un partito politico, che non solo partecipa alle elezioni per il parlamento, ma anche a quasi tutte le elezioni amministrative sui territori. “Sono anni che non accadeva un tentativo di spionaggio e infiltrazione ai danni di una organizzazione che si presenta alle elezioni” sottolinea il portavoce di Pap. L’inquietante vicenda si inserisce nel solco di una serie di episodi di spionaggio che si susseguono nel nostro paese, come il caso “Paragon“, l’utilizzo dello spyware militare che ha coinvolto due giornalisti di Fanpage.it, il direttore Francesco Cancellato ed il capo della cronaca di Napoli, Ciro Pellegrino, e i fondatori di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini e Beppe Caccia, e con loro Don Mattia Ferrari e il portavoce di Refugees in Libya, David Yambio. “Quello che è successo a noi si inserisce nello stesso solco – spiega Granato – il Ministero dell’Interno deve spiegare questa vicenda. Questo è il segnale che lo Stato sta usando strumenti repressivi perché non tollera il dissenso, è un attentato alla democrazia che riguarda tutti e tutte. Il governo Meloni non procede solo a botte di propaganda, contro il dissenso, ma usa gli strumenti repressivi degli apparati di sicurezza“. Il susseguirsi di queste vicende è decisamente inquietante, per questo Potere al popolo fa un appello alla società civile: “Ci rivolgiamo ai sinceri democratici, alla società civile, innanzitutto a fare attenzione, e poi a denunciare quanto accade. La democrazia non esiste se lo Stato ti entra in casa, ti spia, ti infiltra, questa non è democrazia, sono passaggi da autocrazia e da vera e propria dittatura“.

Questo è il segnale – ha aggiunto Granato – che lo Stato sta usando strumenti repressivi perché non tollera il dissenso, è un attentato alla democrazia che riguarda tutti e tutte“. Il nuovo decreto sicurezza che permette ai servizi segreti di guidare organizzazioni terroristiche, o il maggior coinvolgimento dell’intelligence nelle attività di ricerca universitaria vanno nella stessa direzione.

Del resto bisogna pur sapere che la pratica dell’infiltrazione sbirresca nei movimenti e nelle organizzazioni politiche di opposizione è sempre stata sistematica, anche a prescindere dal tasso di radicalità dei soggetti “attenzionati“.

Il caso, raccontato da Fanpage, apre anche in Italia un dibattito che in altri paesi europei tiene banco da tempo: quello sulle infiltrazioni di polizia nei movimenti. In Spagna, la Guardia Civil ha una lunga tradizione di operazioni sotto false spoglie: a ottobre 2024 è uscito nelle sale La infiltrada, un film sulla storia vera di un’agente che per sette anni si finse membro dell’Eta, l’organizzazione armata basca sciolta nel 2018. I metodi un tempo usati contro il terrorismo sono impiegati oggi per controllare quelli che le autorità ritengono essere i nuovi nemici: indipendentisti, ecologisti, sinistra. Gli ultimi casi in aprile e gennaio: una poliziotta sotto mentite spoglie nei movimenti per il clima di Madrid e un’altra rimasta per anni nelle realtà pro-Palestina di Barcellona. Gli infiltrati non si limitano ad assistere a riunioni e proteste, ma nella maggioranza dei casi costruiscono un’identità parallela: per conquistare la fiducia degli attivisti stringono con loro relazioni amicali, sessuali e romantiche. «Questa esperienza ti lascia dietro un dubbio costante: e se anche il prossimo attivista che incontro fosse un poliziotto?» dice  Alice, membro di Fridays for future Madrid, una delle organizzazioni infiltrate.

Nel Regno Unito il fenomeno è arrivato fino alle aule dei tribunali. Un libro del 2013, Undercover, scritto da due giornalisti del Guardian, ha rivelato come fin dal 1968 le forze dell’ordine londinesi avessero messo in piedi la Special Demonstration Squad, un gruppo di agenti in borghese col compito di inserirsi nei movimenti giovanili. Alcuni di loro si sono sposati e addirittura avuto figli con attiviste attenzionate, sempre senza svelare la loro vera identità. In alcuni casi usando i nomi di bambini morti decenni prima e con una spesa astronomica per il contribuente britannico, calcolata in circa 250mila sterline l’anno per ogni poliziotto sotto copertura. Alcune donne vittime di questa manipolazione hanno denunciato per stupro uno degli agenti infiltrati, sostenendo che il consenso ottenuto senza fornire le proprie reali generalità non fosse valido, ma le cause non hanno mai portato a condanne. Un modus operandi, insomma, che viene da lontano. E con il caso del finto attivista inserito nella sezione napoletana di Pap, anche i movimenti e i partiti della sinistra italiana sono costretti a farsi la stessa domanda: quanti altri infiltrati sono tra di noi?

Piena solidarietà da USB a Potere al Popolo. Gravissima la responsabilità del Governo Meloni

Apprendiamo con indignazione e sconcerto dell’infiltrazione, provata oltre ogni ragionevole dubbio, di un poliziotto tra le fila dei giovani di PAP.

Abbiamo condiviso molte iniziative con PAP in questi anni e la notizia ci inquieta e ci procura un forte allarme per la salvaguardia delle libertà costituzionali di organizzazione politica e sindacale.

È inaccettabile che una associazione democratica, trasparente e impegnata pubblicamente venga spiata attraverso un infiltrato appartenente ad un corpo di polizia della Repubblica Italiana.

Ci torna alla mente la provocazione attuata nei confronti di USB quando fu “rinvenuta” dai Carabinieri, sulla scorta di una telefonata anonima, una pistola nel bagno aperto al pubblico della Federazione nazionale.

Un vizio, quello di spiare e provocare chi si batte alla luce del sole tra la popolazione e tra i lavoratori per cambiare legittimamente e democraticamente modello politico e sociale attraverso il conflitto, che rivela il vero volto del governo Meloni.

USB condanna duramente questo inqualificabile comportamento da parte degli apparati dello Stato, ritiene sia indispensabile aprire un focus democratico su quanto avvenuto e ritiene che i responsabili ai vari livelli vadano immediatamente sollevati dai propri incarichi.

Solidarietà ai compagni e alle compagne di Potere al Popolo.

27/5/2025 https://www.osservatoriorepressione.info

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